
Petit Palais, Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris.
Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che hai voluto ricapitolare tutte le cose
in Cristo tuo Figlio, Re dell’universo,
fa’ che ogni creatura,
libera dalla schiavitù del peccato,
ti serva e ti lodi senza fine.
Commento artistico-spirituale alla Prima Lettura della XXXIII Domenica del Tempo Ordinario – ANNO C – 23 Novembre 2025
Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg
Liturgia della Parola in LIS, sottotitolazione e audio a cura della Conferenza Episcopale Italiana (CEI)
«In quei giorni, vennero tutte le tribù d’Israele da Davide a Ebron, e gli dissero: “Ecco noi siamo tue ossa e tua carne. Già prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele. Il Signore ti ha detto: Tu pascerai il mio popolo Israele, tu sarai capo d’Israele”. Vennero dunque tutti gli anziani d’Israele dal re a Ebron, il re Davide concluse con loro un’alleanza a Ebron davanti al Signore ed essi unsero Davide re d’Israele» (2Samuele 5,1-3).
Nei tempi antichi, re e sacerdoti venivano solitamente unti con olio quando erano consacrati alla loro carica. Secondo la tradizione biblica, Davide riceve l’unzione dal popolo a Ebron, diventa re d’Israele (X secolo a.C.) e poi riceve di nuovo l’unzione da Samuele.
Unzione di Davide
Il dipinto intitolato «L’unzione di Davide da parte di Samuele» (1842) è opera del ventenne Félix-Joseph Barrias ed è conservato al Petit Palais, Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris, in Francia. La rappresentazione ad olio su tela, ritrae la scena biblica che si svolge all’aperto, in un cortile o un tempio, in cui l’anziano profeta Samuele, in piedi e vestito con una toga bianca, sta per versare l’olio dell’unzione sulla testa del giovane Davide, il più piccolo dei figli di Iesse, come futuro re d’Israele. Il profeta guarda in alto, a Dio, mentre David, a torso nudo e con un panno verde intorno alla vita, porta la mano al petto e si china con umiltà. Tra la folla di spettatori, sulla sinistra, un uomo anziano e barbuto, forse Iesse, è seduto, avvolto in un mantello rosso scuro.
Una villanella
Di seguito la poesia: «L’unzione di Davide: una villanella», scritta da Avellina Balestri, autrice e curatrice che vive nelle zone di confine tra Maryland e Pennsylvania.
«L’odore di petrolio sale dai miei capelli;/ Le parole del profeta scagliano fiamme nella mia mente./ Sotto lo sguardo di Dio, indosso la corona del re./ Davanti agli occhi del profeta la mia anima è nuda;/ vede una chiamata a guidare l’umanità./
L’odore di petrolio sale dai miei capelli./ La mia voce è dolce, il mio viso giovane è bello –/ Quale regalità si può trovare?/ Sotto lo sguardo di Dio, indosso la corona del re./ Il fumo dell’altare macchia l’aria senza fiato:/ Un fuoco per bruciare questi occhi che un tempo erano ciechi./ L’odore di petrolio sale dai miei capelli./ Della forza del mio cuore non sono ancora consapevole;/ È una forza che il Signore potrebbe ancora ricordarci./ Sotto lo sguardo di Dio, indosso la corona del re./ Unto figlio di Iesse, ora giuro/ alla legge di Adonai lego per sempre la mia vita./ L’odore di petrolio sale dai miei capelli./ Sotto lo sguardo di Dio, indosso la corona del re».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.