Da quando ho iniziato ad accostare la splendida figura di Suor Maria Alfonsa Bruno, delle Suore Riparatrici del Sacratissimo Cuore di Messina, mi appare sempre più evidente che per chi sa accettare il dono della vita nella buona e nella cattiva sorte, la sofferenza, fisica o morale e psicologica
in Cristo assume un così diverso significato, talmente pregno di Speranza, che esso, il dolore, in qualunque sua forma, da crocifiggente diviene, per Sua Grazia, liberante.
Per questo, non mi sembra disdicevole, né offensivo della loro memoria, chiedermi cosa Suor Maria Alfonsa avrebbe potuto dire alle Sorelle Alice ed Ellen Kessler. E questa volta voglio ricordarle per Nome e non solo come immagine da molti amata, per molti cara.

Anche Alice ed Ellen ebbero la loro dose di gravi dolori nella vita fin da adolescenti, a motivo della guerra, del Muro di Berlino che vollero scavalcare fuggendo in Occidente. Ma più ancora dura deve essere stata questa vita vissuta in un certo senso ‘in simbiosi’, senza poter andare oltre il loro indissolubile legame. Più duro ancora deve essere stato scegliere una soluzione finale per non aver trovato un senso alla morte.
Nel video, l’approfondimento in dialogo con Suor Maria Alfonsa Bruno.
Video precedenti
Cosa significa insegnare per una vita da una sedia a rotelle in mezzo a dolori indicibili senza maledire la vita?
Negli Stati Uniti un medico le disse: Preghi il suo Dio di farla morire presto perché questa malattia non la farà morire, ma la farà sempre soffrire. …

