Riscoprire la bellezza della differenza sessuale a partire dall’antropologia biblica

L’immagine è tratta da Casaspiritualità.it

Dal modo con cui una società valuta il corpo si intravede la percezione che essa ha di sé e il valore che attribuisce alla persona umana. Allo stesso tempo, un rapporto negativo con la propria corporeità equivale ad un rapporto negativo, per non dire distruttivo, con sé stessi e con gli altri: chi

non rispetta il proprio essere-in-un-corpo e la sua propria unità spirituale-corporea difficilmente sarà in grado di rispettare la condizione corporea degli altri. Il corpo non è materia indeterminata, inerte, amorfa, meramente quantitativa. Il corpo non è un oggetto di cui si dispone a piacimento, che può divenire qualsiasi cosa si vuole, suscettibile di qualsiasi trasformazione che si desidera: si ha il corpo, si è il corpo. 

Anche la riflessione sulla differenza sessuale deve prendere avvio dalla considerazione del corpo, che è sempre sessuato, cioè maschile o femminile. In questo senso, si può affermare che l’attuale attenzione per la corporeità deve immediatamente implicare un’analoga attenzione per la differenza sessuale, senza la quale quello del corpo rimane un concetto astratto che non corrisponde al vissuto soggettivo in ogni ambito dell’esistenza. 

È possibile e doveroso, quindi, prendere posizione nei confronti di quelle concezioni che, essendo unilaterali e riduttive riguardo alla differenza sessuale, risultano incapaci di renderne ragione nel suo significato propriamente umano.

La differenza sessuale non è una differenza irriducibile: l’uomo, individuato ed incarnato in una corporeità sessuata (maschile o femminile), manifesta la sua esigenza strutturale del rapporto con l’alterità per potersi esprimere in modo compiuto.  

In questo podcast, vi accompagno in un percorso sulla simbologia biblica, che come un quadro, ci mostra tutta la bellezza della complementarità uomo-donna.

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Autore: Giorgia Brambilla

Giorgia Brambilla è Professore Straordinario di Bioetica e Teologia morale presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum” e Incaricato di Etica sociale e dell’Intelligenza artificiale presso la Libera Università Maria Ss. Assunta (LUMSA). Ha conseguito il Dottorato in Bioetica, la Licenza in Teologia morale e la Laurea in Ostetricia. È componente del Comitato di Etica clinica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma; è socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana per lo Studio della Morale (ATISM), della Società Italiana di Neuroetica e Filosofia delle Neuroscienze (SINe-APS) e del Gruppo Interdisciplinare di Bioetica Clinica e Consulenza Etica in ambito sanitario (GIBCE). Tra i suoi lavori di ricerca più importanti: il manuale Sessualità, gender ed educazione (Edizioni Scientifiche Italiane, 2015), pubblicato in tre lingue; il testo La Bioetica dalla prospettiva della donna (Editori Riuniti University Press, 2015), vincitore del Premio letterario Le parole di Lavinia; la monografia Uova d’oro. L’eugenetica, il grande affare della salute riproduttiva e la nuova bioschiavitù femminile (Editori Riuniti University Press, 2016); il manuale di Bioetica per educatori Riscoprire la Bioetica. Capire, formarsi, insegnare (Rubbettino, 2020) e la curatela Come olio di nardo. Il valore della famiglia nel mondo contemporaneo (IF Press, 2022).