[…] Perché hai scritto questo libro?
Per molti motivi. Anzitutto perché cominciai a trattare il tema darwinismo oltre vent’anni orsono su Il Foglio, e con gli anni lo ho approfondito, per cui era arrivato il tempo di scrivere qualcosa di “serio”. In secondo luogo perché è la prosecuzione di altri due lavori, pubblicati con il Timone: uno che dimostra l’esistenza dell’anima (L’anima c’è e si vede. 18 prove che l’uomo non è solo materia), con argomenti filosofici e scientifici e uno sulla vera natura del nazismo (Hitler l’anticristo. La guerra del Fuhrer alla chiesa e ai cattolici). Il darwinismo, infatti, è negatore dell’anima, e quindi della dignità umana, ed ha posto le basi per le disumanità dell’eugenetica nazista, figlia a sua volta di quella anglosassone. Lo stesso aborto selettivo, a differenza di quello libertario, è figlio del darwinismo e dell’idea che debba sopravvivere solo “il più forte”.
Parlando di eugenetica viene in mente Francis Galton, cugino di Darwin…
Sì, il pensiero di Galton era in accordo con le idee di Darwin, in tutto e per tutto un figlio del suo tempo e del suo popolo, quello inglese: nel mio libro riporto ciò che spesso viene nascosto o tralasciato, cioè la natura profondamente razzista, classista e misogina di Darwin (le sue frasi al riguardo sono inequivocabili, i suoi saggi trasudano di queste idee, peraltro condivise dalle classi dominanti del suo tempo).
In che senso Darwin è figlio dell’Inghilterra vittoriana?
La storia dell’Inghilterra cambia con Enrico VIII, che si stacca da Roma, cioè dall’universalismo cattolico, che accomuna tutti gli uomini in una fratellanza voluta da Dio. L’Inghilterra anglicana diventa così la patria del nazionalismo, del colonialismo, della pirateria, dello sfruttamento degli altri popoli… I primi genocidi sono inglesi: a danno dei pellerossa in America e a danni degli indigeni australiani. Darwin gongola pensando a quanto sono forti e superiori gli inglesi e gli americani, rispetto agli altri popoli. Era l’aria che respirava (di qui anche il suo disprezzo per gli irlandesi e i cattolici). Aggiunga che il protestantesimo assolutizza il peccato originale (l’uomo è solo cattivo) e questa idea viene secolarizzata dall’inglese Hobbes: l’uomo non è fratello dell’uomo, come diceva san Tommaso, ma lupo per l’altro uomo. La cattiveria, l’egoismo non sono il male, da evitare e combattere, ma una condizione naturale dell’umanità. Assolutizzando il peccato originale e la cattiveria dell’uomo, la bontà non è più possibile, e l’uomo non è più angelo e bestia, ma solo bestia. Se l’uomo è solo bestia, la legge della giungla è la vera legge, e tutto il resto, l’invito alla virtù, alla carità ecc., un’ illusione. Con il darwinismo si torna all’idea pagana: la guerra non come figlia del peccato, ma come condizione naturale dell’uomo e di tutta la natura.
Aggiunga che Darwin legge e apprezza non solo i filosofi inglesi, come Hobbes, ma anche gli economisti liberali inglesi. Il grande evoluzionista S.J. Gould ricorda:
“Ritengo infatti che la teoria della selezione naturale debba essere considerata come un’analogia, non importa se conscia o inconscia da parte di Darwin, del laissez faire di Adam Smith. L’essenza della posizione di Smith è un paradosso del tipo: se volete un’economia ordinata che offra benefici a tutti quelli che vi partecipano, lasciate che gli individui competano e lottino tra loro per il proprio vantaggio personale. Il risultato, dopo l’individuazione e l’eliminazione degli inefficienti, sarà una società stabile e armoniosa. L’ordine apparente emerge naturalmente dalla lotta tra gli individui e non da principi precostituiti o da un controllo superiore … La teoria della selezione naturale è una trasposizione creativa dei principi di Adam Smith dal campo dell’economia a quello della biologia: l’equilibrio e l’ordine naturali non sono determinati né da un controllo superiore ed esterno (divino) né da le leggi che operano direttamente sull’intero sistema; esso scaturisce dalla lotta tra gli individui per il proprio beneficio”.
Pensi che Marx ed Engels, che apprezzavano l’ateismo di Darwin, segretamente criticavano la sua visione classista, rendendosi conto che “tutta la teoria di Darwin della lotta per la vita trasporta puramente e semplicemente dalla società alla natura vivente la teoria di Hobbes sulla guerra di tutti contro tutti, la teoria economica borghese della concorrenza e la teoria malthusiana della popolazione”.
Nel libro parla anche di filosofia dell’Ottocento…
Sì, perché per capire perché Darwin divenne un mito, un “santo” laico, bisogna capire un fatto: quello che lui diceva piaceva moltissimo, non tanto agli scienziati, quanto ai filosofi, ai giornali, alle elite. Piaceva il suo ateismo di fatto (in realtà non sempre coerente, ma talora dubbioso) ai marxisti e ai positivisti; piaceva la sua idea della struggle for life agli economisti liberali; piaceva la sua idea di guerra e di superiorità anglosassone alle classi dirigenti del suo paese, l’Impero britannico… Invece non piaceva nulla di ciò che diceva il co-scopritore della selezione naturale, Sir Alfred Wallace…
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Nel suo libro ci sono anche molti riferimenti scientifici…
Certamente. E’ un libro di storia, di storia delle idee e di scienze. Riporto tutto ciò che del darwinismo è stato piano piano rigettato, ciò che si può mantenere, e ciò che non ha più alcuna credibilità, riportando il parere di premi Nobel per la fisica, la biologia, la chimica ecc… In particolare affronto lo stato delle nostre conoscenze su origine del cosmo, origine della vita e origine dell’uomo: ciò che sappiamo, e il moltissimo che ancora non sappiamo e che forse non sapremo mai…
E per un cattolico l’evoluzione?
Dedico al tema molte pagine. La Chiesa non ha condannato il concetto di evoluzione, anzi! Pensi che il padre dell’evoluzione cosmica, cioè del Big bang, è un prete, George Lemaitre, il padre dell’evoluzione geologica un vescovo e beato, Niccolò Stenone, il padre dell’evoluzione stellare un altro sacerdote, padre Angelo Secchi, padre della spettroscopia..… Che il mondo evolva significa che è nato, che non è eterno, che non è perfetto, e ciò si sposa perfettamente con l’idea di creazione. Il cattolico accetta anche l’idea che l’uomo sia un animale: nella Bibbia l’uomo viene creato nello stesso giorno degli animali, e tutti i padri ella Chiesa lo ricordano: quanto al corpo, l’uomo condivide la natura animale. Ma quello che un cattolico non può accettare è che l’uomo sia soltanto un animale. Questa è la tesi di Darwin, ma come è facilmente dimostrabile, è non solo senza prove, ma ridicola. La natura animale dell’uomo è evidente, così come la enorme differenza. Oggi, a dirlo, sono i linguisti, gli evoluzionisti che si occupano di altruismo, antropologi celeberrimi come Tattersall, genetisti di fama mondiale come Collins, premi Nobel per la biologia… Tra l’evoluzione come la conosciamo e l’evoluzionismo darwiniano e materialista c’è una differenza abissale…