Nuovo documento sulla Fede del Popolo di Dio nella Madre di Dio. Come considerare i “titoli mariani”

Il 4 Novembre 2025 la Repubblica titolava: “Basta Maria corredentrice”, i paletti dell’ex Sant’Uffizio, esprimendosi in modo inappropriato, in quanto il Documento non proibisce, ma indica come improprio, né nega la possibilità o necessità di successivi approfondimenti teologici.

E nello stesso giorno, ancora: Il freno del Sant’Uffizio al culto della Madonna:

“Non è corredentrice”, ancora un titolo giornalistico inappropriato, perché nel Documento non vi è questa affermazione, non vi è il “non”. E il giornale aggiunge che Maria non deve essere considerata una déa. Affermazione alquanto impropria in bocca alla teologia mariana, che nel tempo abbia sostenuto questo titolo nella propria ricerca, in quanto è chiaro che la Madre di Dio si intenderebbe Corredentrice in via subordinata a Cristo, come, del resto, per ogni cristiano, che partecipa alle sofferenze di Cristo, ma Maria, nella Chiesa, sarebbe Corredentrice in modo esemplare.

Analogo il Corriere della Sera Roma, del 5 Novembre, che cerca di riferire del Documento.

Non meno problematico il servizio di TV 2000, la televisione controllata dalla CEI:

Numerose le reazioni forti di alcuni social fortemente mariani, -che prego di non chiamare sempre tradizionalisti, visto che questo aggettivo viene utilizzato per denigrare quella che qualcuno ritiene una parte avversa.

Penso al video verbalmente acceso, ma esatto nella presentazione dei termini della questione teologico-dottrinale, del Prof. Giovanni Zenone, fondatore e Direttore di Fede & Cultura (Fernandez sbaglia. Maria è Corredentrice); preciso, ma frettoloso nel trattare questo titolo come se fosse di fatto già definito, quando ha bisogno di essere meglio approfondito e argomentato teologicamente e lessicalmente. Ma fa piacere questo attaccamento a Maria.

Anche noi vogliamo dare un nostro contributo su questo tema dei titoli di Maria e, come lo stesso Card. Fernandez ha precisato (QUI), alla comprensione del Documento, che, primariamente, non concerne i titoli mariani, ma la devozione del Popolo di Dio alla Madre di Dio.

Sappiamo che nella storia della Chiesa i dogmi, mariani o meno, sempre furono contestati fortemente prima che fossero definiti. Ciò dovrebbe farci interrogare sul perché. Ciò accadrebbe perché chi pensa diversamente, nella Chiesa, ancorché sua guida, sia sempre un demonio, o perché la Provvidenza, in tal modo, fa sì che la Chiesa tutta, non solo una parte, cresca nella comprensione del Mistero?

Oggi, in una mia breve nota sul mio Profilo Facebook affermavo:

Nella storia, i momenti di passaggio sono sempre presenti. Nella nostra epoca diviene particolarmente arduo governare le tendenze interne alla Chiesa nel recepire la Verità. I Dicasteri, particolarmente quello per la Dottrina della Fede, hanno l’onere ed il compito di indicare la strada con prudenza. Sicuramente, anche i prelati e teologi dei dicasteri risentono della temperie culturale e teologica. Ciò che va assolutamente evitato è utilizzare speciosamente posizioni diverse in antitesi con la Tradizione della Fede. Tradizione che nulla ha a che vedere con il cosiddetto tradizionalismo. Quando una dottrina è nel senso comune dei fedeli, nei Dottori della Chiesa e in diversi pronunciamenti del Magistero può considerarsi accettabile, anche se dogmaticamente non ancora definita. Quando una dottrina non è ancora dogmaticamente definita non lo è perché abbisogna di approfondimenti argomentativi e teologici. Come affermò Papa Benedetto, prima e durante il pontificato, i tempi per affermare apoditticamente, in forma definita, il titolo di Corredentrice, non sono maturi. A pochi anni di distanza, il Dicastero per la Dottrina della Fede si ripropone in questi termini. Allora, vuol dire che chi, come me, è soggettivamente convinto del titolo di Corredentrice, insieme a numerose testimonianze nei secoli, continuerà a riflettere su di esso e, intanto, cercherà di accogliere con responsabilità questo nuovo Documento, aggiungo, frutto di uno studio durato già più di un secolo . Ricordiamo anche che nessun documento della Chiesa vieta la ricerca ed approfondimento teologico come, per esempio, ricordò lo stesso Papa Francesco a proposito delle questioni trattate nel Capitolo VIII di Amoris Laetitia. Quindi, preghiamo, riflettiamo e ricerchiamo nella Carità.

Amo chiudere questo mio breve intervento, a nome della Redazione di Libertà e Persona, che cerca di mantenere toni e prospettive di unità della Verità nella Carità, con alcune parole del nostro collaboratore fra’ Andrea Palmentura, Carmelitano, specializzato in teologia, ed apparse sul suo articolo di ieri, Corredentrice, si o no?:

quand’anche la Congregazione rifiutasse il concetto di “cooperazione alla Redenzione” (cosa che grazie a Dio non consta nel documento) ricordiamo bene che anche il concetto di Immacolata Concezione, durante il Medioevo, non fu avvallato da San Tommaso d’Aquino per un certo periodo della sua vita. Eppure, alcuni secoli dopo è stato proclamato dogma.

Nei prossimi giorni attendiamo ulteriori contributi sul tema da parte dei nostri collaboratori.

Per chi volesse familiarizzarsi con la Nota, ecco il link alla stessa Nota dottrinale su alcuni titoli mariani riferiti alla cooperazione di Maria all’opera della salvezza ed il testo di Presentazione del Card. Tucho Fernandez

Mater Populi fidelis – Testo di presentazione del Cardinale Prefetto (4 novembre 2025)

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Autore: Marcello Giuliano

Nato a Brescia nel 1957, vive a Romano di Lombardia (BG). Dopo aver conseguito il Baccelierato in Teologia nel 1984 presso il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma e il Diploma di Educatore Professionale nel 2001, ha lavorato numerosi anni nel sociale. Insegnante di Religione Cattolica nella Scuola Primaria in Provincia e Diocesi di Bergamo, collabora ai cammini di discernimento per persone separate, divorziate, risposate ed è formatore per gli Insegnanti di religione Cattolica per conto della stessa Diocesi. Scrive sulle riviste online Libertà & Persona e Agorà Irc prevalentemente con articoli inerenti la lettura simbolica dell’arte ed il campo educativo. Per Mimep-Docete ha pubblicato Dalla vita alla fede, dalla fede alla vita. Camminando con le famiglie ferite (2017); In collaborazione con Padre Gianmarco Arrigoni, O. F. M. Conv., ha curato il libro Mio Signore e mio Dio! (Gv 20, 28). La forza del dolore salvifico. Percorsi nella Santità e nell’arte, (2020). Ancora con Padre Gianmarco Arrigoni O. F. M. Conv., Non è qui, è Risorto! Mimep-Docete, Marzo 2024.