
“A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina” diceva Giulio Andreotti citando il cardinale Francesco Marchetti Selvaggiani, Vicario di Roma, che riprendeva la frase celebre di papa Pio XI, Achille Ratti (“A pensar male del prossimo si fa peccato ma si indovina”).
Ciò viene in mente di fronte alle notizie diffuse in questi giorni dai trombettieri del mainstream.
Tutti a proclamare quanto è bello, quanto è pietoso e generoso decidere di togliersi la vita.
E quanto è davvero esemplare farlo quando non si è neanche in una fase terminale.
L’AUTODETERMINAZIONE, IL VERO MALE INCURABILE
Il “bello” è autodeterminarsi: dalla riduzione delle nascite al cambio di genere (neologismo introdotto perché in natura non si può cambiare il sesso), ora anche sul tema del fine vita.
LA MORTE ALLA PORTATA DI TUTTI
Per curiosità, provate a fare una ricerca molto semplice in internet digitando: “quanto costa suicidarsi?”
La prima cosa che noterete, con annesso anche un brividino sulla schiena, è che in automatico si visualizza la domanda: “Possiamo aiutarti?”
Quanto è “tenera” questa intelligenza artificiale che si prende cura di noi, e quante associazioni che si propongono di poterti seguire in questo percorso!
Davvero commovente!
Viviamo oramai in una società in cui se incrociamo qualcuno che ha bisogno per strada siamo capaci di cambiare marciapiede, ma se la vogliamo “fare finita” abbiamo tutta l’assistenza del mondo.
Ma cui prodest?
IL BUSINESS REDDITIZIO
Dando una veloce occhiata ai costi necessari per queste pratiche (si parla di migliaia di euro o di franchi svizzeri) ci rendiamo conto che probabilmente qualcuno ci ha costruito sopra una vera e propria attività redditizia ma, pur essendo molti soldi quelli che gravitano attorno, il vero business sta nel risparmiare cure per i malati che, a parer di molti, sono “soldi buttati via”.
L’INDIFFERENZA DI MOLTI
Il problema vero è che sembra che tutto questo possa svolgersi sotto gli occhi di tutti senza che alcuno batta ciglio.
Preferibile guardare le partite di calcio o di tennis, ma guai a parlare di temi etici o bioetici.
In sintesi meglio guardarsi un talent show che parlare di suicidio assistito.
E allora si che l’italiano medio spende la lacrimuccia al sentir del da-da-un-pa, alla luce della dipartita delle due sorelle di Nerchau, in Sassonia, le quali hanno deciso di compiere l’atto estremo all’unisono, disponendo infine la cremazione facendosi mettere nella stessa urna della madre e del loro cane.
Ce lo ricordiamo che il suicidio è un peccato gravissimo?
LA PERICOLOSA DERIVA
Si è inoltre già visto che negli stati in cui questa possibilità è stata introdotta legalmente, in breve tempo il suicidio è diventato uno strumento ordinario, e quindi si è applicato a malati non terminali, a persone affette da depressione, ed anche a minori.
E che dire di tutti gli sbandieramenti sul best interest?
IL MONDO NUOVO: UN ROMANZO ATTUALE SCRITTO NEL PASSATO
A chi non lo ha ancora fatto consigliamo la lettura di “Brave New World” di Aldous Huxley, scritto nel 1932.
La trama del libro, come ci descrive il sito www.library.weschool.com, riguarda un mondo del futuro, attorno al 2540 circa, in cui tutta la Terra è sotto il potere di dieci “controllori” e dove l’intera società è rigidamente controllata tramite pratiche scientifiche che vanno dal controllo delle nascite all’indottrinamento psicologico fino alla selezione, per via eugenetica, della razza umana. Tutti i riferimenti al passato, compresi i libri, sono stati distrutti e i cittadini sanno solamente che il mondo è uscito da una lunga e devastante guerra, iniziata negli anni Quaranta del Novecento, che ha spazzato via ogni tipo di organizzazione precedente. L’obiettivo è quello di assicurare a tutti ordine e pace, secondo il motto: “Comunità, Identità, Stabilità”.
IL NUOVO ORDINE MONDIALE ED IL CONTROLLO
Il nuovo ordine mondiale si basa su principi eugenetici, che regolano strettamente la nascita dei bambini in laboratorio per via extrauterina, avendo cancellato gravidanze e parti. La manipolazione genetica degli embrioni e del loro sviluppo permette anche di suddividere la società in classi, secondo le capacità intellettive e fisiche dell’individuo. Al livello più alto della società stanno quindi gli “alfa”, che governano i vari enti, e sotto di loro troviamo i “beta”, che hanno responsabilità amministrative. Al livello più basso della società c’è un terzo gruppo dalle scarse capacità intellettive, diviso rispettivamente in “gamma”, “delta” ed “epsilon” in base al quoziente di intelligenza, che si occupa dei lavori fisici. La popolazione mondiale è controllata mediante tecniche di indottrinamento e di condizionamento mentale durante il sonno, per convincere ciascuno della propria felicità e del proprio ruolo nella società, smorzando gli istinti egoistici e competitivi.
LA DISSOLUZIONE NEL MONDO NUOVO
L’individualismo e la ricerca della solitudine sono infatti considerati gravi colpe; la società del “mondo nuovo” è infatti fortemente comunitaria, anteponendo l’appartenenza ad una classe ai legami privati o familiari. Secondo lo slogan “Ognuno appartiene a tutti”, la famiglia tradizionale è stata abolita, così come il matrimonio o i rapporti di parentela; ogni cittadino può scegliersi il nome e cognome che preferisce. Sempre con finalità di controllo e di ordine, il Governo promuove i comportamenti socievoli e la costante ricerca di divertimenti di tipo consumistico; anche la sessualità, controllata dai contraccettivi, è fortemente incoraggiata, per sviare in essa qualunque impulso di ribellione e tensione nei confronti della società. Le persone sono così portate alla poligamia e a legami assolutamente instabili e superficiali, mentre chi ama passare il proprio tempo da solo ed è incline alla monogamia non è visto di buon occhio. Un’altra pratica socialmente diffusa è l’assunzione di droghe, in particolare il Soma, una sostanza euforizzante che controlla l’umore e allontana la tristezza. Anche la morte, nel “mondo nuovo”, è stata esorcizzata: grazie ai progressi della medicina, gli uomini vivono sino ai sessant’anni, quando muoiono serenamente con una dose massiccia di Soma.
COSA CI ASPETTA?
Ma siamo sicuri di essere così distanti dalla visione distopica di questo autore che già quasi cento anni fa aveva visto molto in avanti?
Dove andranno a finire le nuove generazioni tra altri cento anni, o forse anche meno?





