“Il Signore unisce tutti i popoli nella pace eterna del suo Regno”

Yevgeny Viktorovich Vuchetich, Trasforma le spade in vomeri, 1957, replicata nel 1959 per i Giardini antistanti la sede centrale delle Nazioni Unite, dono Governo sovietico. New York.

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«Messaggio che Isaìa, figlio di Amoz, ricevette in visione su Giuda e su Gerusalemme. Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà saldo sulla cima dei monti e s’innalzerà sopra i colli, e ad esso affluiranno tutte le genti. Verranno molti popoli e diranno: “Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci insegni le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri”. Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore. Egli sarà giudice fra le genti e arbitro fra molti popoli. Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra. Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore» (Isaia 2,1-5).


La scultura in bronzo «Trasforma le spade in vomeri» è opera di Yevgeny Viktorovich Vuchetich, costruita nel 1957 e replicata nel 1959 per essere posta nei Giardini davanti al palazzo della sede centrale delle Nazioni Unite di New York come dono del governo sovietico. Qui, la statua si accompagna a una grande parete dell’ONU, sulla quale è scolpita proprio la frase di Isaia:

«[I popoli] Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra» (2,4).

Mentre ricordiamo che un vomere è un aratro di legno, e che arare indica il coltivare, ascoltiamo il commento al monumento espresso dallo scultore, nato in Ucraina da madre di origine francese e padre di origine serba, creatore anche del memoriale di Stalingrado:

«Un uomo sta riforgiando una spada in un aratro, esprimendo l’aspirazione delle persone di buona volontà a lottare per il disarmo e il trionfo della pace sul nostro pianeta».


Fa pensare la poesia «Il vecchio Tubal Cain», composta (1842) da Charles Mackay.

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Author: Libertà e Persona

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