Anna Laura Braghetti e Francesca Mambro. Si può cambiare. Ma nessun Tam tam della stampa per loro.

Da sinistra: Anna Laura Braghetti e Francesca Mambro.

Perché, leggendo questa storia di un’amicizia impossibile eppure accaduta, mi sorprendo con gli occhi lucidi?

Anna Laura Braghetti ed io siamo nati a pochi giorni di distanza l’una dall’altro, nell’agosto 1953. È morta pochi giorni fa. Era delle BR. Nell’anno in cui io ho cominciato ad insegnare lei ha partecipato al rapimento di Aldo Moro. In carcere a Voghera ha conosciuto la nemica più nemica, Francesca Mambro, neofascista dei NAR, rea confessa di 10 omicidi. Anna Laura e

Francesca sono diventate amiche, anzi “sorelle”. E avendo conosciuto l’abisso, avendo chiamato per nome il male, hanno generato un incommensurabile bene.

Quando mi è stato chiesto un ricordo di Laura pensavo che non sarebbe stato possibile. Lei era ed è con noi sempre. Eppure da qualche parte in fondo al cuore so che vuol essere lasciata andare. Ripeteva come un mantra che bisognava trovare le parole per dare un senso al tempo della furia ideologica e a quello che si viveva ogni giorno nel dare la vita, l’amore per gli altri, per non lasciare nessuno nell’indifferenza.

Non vorrebbe che scrivessi di lei, come non voleva essere cercata e ricordata, se non per le opere che metteva in atto ogni giorno nella rete sociale che pervicacemente aveva realizzato. Eppure tutti sapevano dov’era e cosa facesse. Tanti le devono molto, la sua generosità è sempre stata una certezza per chi aveva bisogno di soluzioni, fossero esse “politiche”, intellettuali o sociali. Senza frontiere di alcun tipo.

Imprenditrice del sociale disperato e disperante, davanti a cui non si è mai arresa perché ogni vita è un unicum. E Lei lo sapeva bene, lo aveva vissuto nel suo attraversare senza sconti e senza facili giustificazioni ideologiche la scelta di decidere della vita e della morte dei “nemici”, e della sua, in quella cognizione del dolore di chi perde una persona amata.

La conobbi quando ero una ragazza di 23 anni mentre passeggiavo da sola – in quanto etichettata come mostro fascista – nella vasca di cemento del carcere speciale di Voghera, aperto per 99 brigatiste comuniste considerate pericolose. Eravamo sottoposte al regime speciale dell’articolo 90. Chiuse 23 ore al giorno, con una ora d’aria, e un colloquio al mese con i familiari sparsi per l’Italia.

Un regime duro, ma non eravamo facili al lamento, e poi eravamo state noi ad aver dichiarato guerra allo Stato, non il contrario, di che lamentarsi?

Mi gridò “ciao” da dietro le sbarre della sua cella. Il reticolato non lasciava vedere bene il suo viso, ma la voce era squillante e allegra e, soprattutto, [Continua QUI]

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Autore: Roberto Filippetti

Ha insegnato Lettere nelle scuole superiori e Iconologia e iconografia cristiana presso l’Università europea di Roma. Da anni percorre l’Italia per introdurre bambini, giovani e adulti all’incontro con la grande arte, letteraria e pittorica, e risvegliare il desiderio della Bellezza. Da tale opera divulgativa sono nati i suoi libri, editi da Itaca, attraverso i quali ha raccontato la grande pittura: L’Avvenimento secondo Giotto, Il Vangelo secondo GiottoCaravaggio. L’urlo e la luceVan Gogh. Si dedica anche alla poesia e alla narrativa: Il per-corso e i per-corsi. Schede di revisione di letteratura italiana ed europeaLeopardi e Manzoni. Il viaggio verso l’infinitoEducare con le fiabe. Andersen, Collodi, Saint-Exupéry, LewisL’io spezzato e la domanda di assoluto. Percorso di letteratura italiana ed europea (2012). A dicembre del 2022 è uscito il suo ultimo libro: Il desiderio e l’allodola. Etimologiel’attrattiva delle parole. Per conoscere le sue opere ed essere aggiornati sulle sue conferenze www.filippetti.eu