
È successo ed è clamoroso. Ditelo a tutti. Questi due non si sono ubriacati, non erano attaccati al denaro, alla carne, non avevano la febbre del sabato sera.
Perché quel sorriso? Perché quella gioia?Caspita, la vogliono avere in tanti!
E invece proprio per questo.. proprio loro.. oggi sono dichiarati santi, riconosciuti come esempio di vera giovinezza compiuta. E così la Chiesa ci ricorda solennemente che loro sono eternamente giovani, eternamente felici. E lo sono per sempre.
Perché ci hanno insegnato che la felicità è donare e non accumulare; che ha il nome di Gesù Cristo e che se tu vuoi essere davvero libero puoi frequentare, amare e vivere Lui per vivere davvero.
Finché non incontri questo nome nel tuo cuore, non rinasci.
Loro ci hanno detto che si può stare nel mondo senza essere del mondo, che si può stare sul digitale senza essere del digitale.
E soprattutto che si può essere uomini eucaristici, uomini che si spezzano per gli altri come pane, uomini che si offrono, uomini che sono “veramente, realmente e sostanzialmente presenti” nella vita di coloro che soffrono.
Uomini portatori di pace e non di stupide guerre, perché hanno cercato solo Cristo senza scegliere di stare gli uni contro gli altri.Uomini che hanno fatto perfino della debolezza un capolavoro di vita.
Grazie piccoli grandi uomini. Grazie perché la vostra giovinezza ora diventa nostra e della nostra fede.E da oggi di tutta la Chiesa.
Tu Piergiorgio, intercedi perché ci sia in noi qualche sguardo castano e speranzoso di montagne al mattino, che portano alla vetta che è Cristo Signore.
E tu Carlo, prega per noi perché mentre saliamo il nostro monte ci abbronziamo davanti al Sole, davanti all’Eucaristia, che è Amore donato che dà corpo e sangue, dá se stesso e illumina.
Insegnateci allora che anche mentre scricchiolano gli inginocchiatoi di legno, il nostro cuore rimane saldo. E mentre le macchine si riempiono di rumori e musiche e il mondo schiamazza, noi, su una semplice panchina, davanti ad un altare, in silenzio, possiamo essere i ragazzi più felici del mondo.
Proprio come voi, così normalmente clamorosi e così clamorosamente normali.
Grazie amici nostri. Grazie amici miei.