In questo video, realizzato per Pro Vita & Famiglia Onlus, spiego in pochi minuti perché dal punto di vista scientifico l’embrione non può essere considerato una “cosa” (per di più da scartare) e perché la retorica della autodeterminazione non regge sul piano razionale.
Ho conosciuto la professoressa Giorgia Brambilla non molto tempo fa, sia attraverso i suoi video che tramite il profilo Facebook (QUI) che,
soprattutto nel contatto diretto; abbastanza per notare come competenza e professionalità nella sua vita non siano separate dalla sua identità di persona, innamorata della ricerca della Verità e del Bene. Sono convinto che tutti abbiamo bisogno di far nascere e crescere in noi competenza e identità.
Spesso, il rischio è pensare che qualora una persona compisse la cosiddetta scelta di campo, ne resterebbe chiusa, impedendosi di dialogare con persone di altro orientamento, tendenza o convinzione. No, non sempre è così se a tutto si antepone il senso e il dono che la verità e la persona, per cui la Verità è spesa, sono sempre dono.
Oltre ad orientarsi nella vita a riconoscere che ogni persona che incontriamo è ricchezza per noi, sarà una gioiosa scoperta rendersi conto che questo dono inizia fin dai primi momenti del concepimento, in qualunque condizione esso germini poiché nel seme v’è già il frutto e come è bello da subito iniziare a sognarlo in attesa di portarlo alla luce, alla vita.
Nella mia vita, ho conosciuto donne che, in gravi situazioni, si sottoposero all’aborto visto come unica via di uscita, di salvezza. Esse tutta la vita si portarono nell’anima un dolore insanabile, una croce che purtroppo le schiacciò violentandole, come prima erano state violentate da una propaganda che, anche inconsapevolmente per molti suoi sostenitori, era sottoposta ad una visione non corretta di cosa siano un embrione, un feto, un bambino, una persona nel seno della propria Madre.
Il punto non è cercare affrettatamente la soluzione ad un “problema”. Il punto è chiedersi e capire se il problema sia un bambino o non invece, la solitudine in cui un donna si trova improvvisamente, inaspettatamente, quando avrebbe bisogno di essere attorniata da amici, da parenti, affiancata da un uomo che abbia il coraggio di vivere!
Le associazioni o singole persone che si dedicano all’aiuto a donne che concepiscono un bambino, pur versando in situazioni difficili, aiutano a capire che un conto sono quelle situazioni difficili, che si possono affrontare con l’aiuto della comunità, e un conto il bambino che sta per affacciarsi alla vita e non alla morte.
Le donne che hanno accettato di essere madri anche, spesso, senza che accanto a loro ci fosse un uomo capace di diventare padre, non si sono poi pentite, pur dovendo affrontare non leggere fatiche. Ma accanto a loro occorre che ci siano persone libere da pregiudizi ed aperte alla vita, a ogni vita.
Prevenire è meglio che curare è un luogo comune molto saggio. La prima prevenzione è cercare di avere nella mente e nel cuore dei riferimenti oggettivi, veri su cosa, in questo caso, siano il concepimento, l’embrione, il feto, il bambino. Poiché pensieri certi e veri, se accolti, generano comportamenti retti, veri e che donano serenità alle nostre coscienze.
Ecco, nel video, una presentazione della Professoressa Giorgia Brambilla su Quando inizia una vita umana [QUI].
