UN’ADORAZIONE EUCARISTICA CONTEMPLANTE NEL SILENZIO E NEL CANTO

Nella terza domanda al Santo Padre, i giovani ieri chiedevano … [Alcune parole del testo sono state da noi evidenziate in neretto]

Santo Padre,

Santo Padre, mi chiamo Will. Ho 20 anni e vengo dagli Stati Uniti. Vorrei porle una domanda a nome di tanti giovani là fuori che anelano, nel profondo del loro cuore, a qualcosa di più profondo. Siamo attratti dalla vita interiore anche se a prima vista siamo giudicati come una generazione superficiale e spensierata. Nel profondo di noi stessi, ci sentiamo attratti dal bello e dal buono come fonti di verità. Il valore del silenzio, come in questa Veglia, ci affascina, anche se a volte incute timore a causa di un senso di vuoto. Santo Padre, vorrei chiederle: come possiamo incontrare veramente il Signore Risorto nelle nostre vite ed essere certi della sua presenza anche in mezzo a prove e incertezze?

Per inaugurare questo Anno Giubilare, Papa Francesco ha pubblicato il documento Spes non confundit, che significa “la speranza non delude”. In quel documento, ha scritto: «Nel cuore di ogni uomo abita la speranza, come desiderio e attesa dei beni futuri» (Spes non confundit, 1).

Nella Bibbia, la parola “cuore” di solito si riferisce all’intimo di una persona, che include la nostra coscienza. La nostra comprensione di ciò che è bene, quindi, riflette il modo in cui la nostra coscienza è stata plasmata dalle persone nella nostra vita; coloro che sono stati gentili con noi, coloro che ci hanno ascoltato con amore, coloro che ci hanno aiutato. Queste persone hanno contribuito a educarvi nel bene e, quindi, a formare la vostra coscienza a ricercare il bene nelle vostre scelte quotidiane.

Cari giovani, Gesù è l’amico che ci accompagna sempre nella formazione della nostra coscienza. Se volete veramente incontrare il Signore Risorto, ascoltate la sua parola, che è Vangelo di salvezza, riflettete sul vostro modo di vivere, cercate la giustizia per costruire un mondo più umano. Servite i poveri, e così testimoniate il bene che vorremmo sempre ricevere dal prossimo.

Unitevi a Gesù Cristo nell’Eucaristia. Adorate Cristo nel Santissimo Sacramento, fonte della vita eterna. Studiate, lavorate e amate secondo l’esempio di Gesù, il buon Maestro che cammina sempre accanto a noi.

Ad ogni passo, nella ricerca del bene, chiediamogli: resta con noi, Signore (cfr Lc 24,29). Resta con noi, Signore. Resta con noi, perché senza di te non possiamo fare il bene che desideriamo. Tu vuoi il nostro bene; anzi, Signore, tu sei il nostro bene. Chi ti incontra desidera anche che gli altri ti incontrino, perché la tua Parola è luce più splendente di ogni stella, che rischiara anche la notte più buia.

Papa Benedetto XVI amava ripetere che chi crede non è mai solo. In altre parole, incontriamo Cristo nella Chiesa, cioè nella comunione di quanti lo cercano sinceramente. Il Signore stesso ci raduna per formare una comunità, non una comunità qualsiasi, ma una comunità di credenti che si sostengono a vicenda. Quanto ha bisogno il mondo di missionari del Vangelo che siano testimoni di giustizia e di pace! Quanto ha bisogno il futuro di uomini e donne testimoni di speranza! Cari giovani, questo è il compito che il Signore Risorto affida a ciascuno di noi!

Sant’Agostino scriveva: «Tu ci spingi a provare piacere nel lodarti, perché ci hai fatti per te, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te… Signore, ti cerco… e invocarti è credere in te» (Confessioni, I, 1).

Seguendo queste parole di Agostino, e in risposta alle vostre domande, vorrei invitare ciascuno di voi a dire al Signore:

«Grazie, Gesù, per avermi chiamato. Il mio desiderio è di rimanere tuo amico, così che, abbracciandoti, possa essere anche compagno di cammino per chiunque incontri. Fa’, o Signore, che chi mi incontra possa incontrare te, anche attraverso i miei limiti e le mie fragilità».

Pregando queste parole, il nostro dialogo continuerà ogni volta che guarderemo il Signore crocifisso, perché i nostri cuori saranno uniti in Lui. Ogni volta che adoreremo Cristo nell’Eucaristia, i nostri cuori saranno uniti in Lui. Infine, la mia preghiera per voi è che possiate perseverare nella fede, con gioia e coraggio! E possiamo dire “Grazie Gesù che ci ami”. Grazie Gesù per averci amati. Grazie Gesù per averci chiamati. Resta con noi Signore. Resta con noi. Quédate con nosostros Signore.

[Testo completo delle risposte al link QUI]

L’Adorazione del Papa, a lungo in ginocchio, fermo, dei giovani, dei musicisti e coristi, dei collaboratori ad ogni livello, attorno al Santissimo. Molti attenti o, almeno, pazientemente in silenzio valgono più di tante parole. Chi immaginerebbe quasi un milione di giovani in questa posa, mentre di solito li pensiamo in disordine, legati solo al cellulare, svuotati dal frastuono. Invece, no. In silenzio!

Silentium, si leggeva una volta nei cartigli delle sacrestie. Silentium! Se tu taci, un altro può parlare: che sia Dio, che sia un fratello.

Se ascolti, forse puoi comprendere e cambiare.

I giovani erano in silenzio, ma non erano tristi. Erano in silenzio, ma non annoiati. Tra loro quanti catechisti che venticinque anni fa erano al Giubileo, sempre a Torvergata, con San Giovanni Paolo II. Quel silentium li aveva scavati e generati anche al servitium. Silentium, servitium!

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Autore: Marcello Giuliano

Nato a Brescia nel 1957, vive a Romano di Lombardia (BG). Dopo aver conseguito il Baccelierato in Teologia nel 1984 presso il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma e il Diploma di Educatore Professionale nel 2001, ha lavorato numerosi anni nel sociale. Insegnante di Religione Cattolica nella Scuola Primaria in Provincia e Diocesi di Bergamo, collabora ai cammini di discernimento per persone separate, divorziate, risposate ed è formatore per gli Insegnanti di religione Cattolica per conto della stessa Diocesi. Scrive sulle riviste online Libertà & Persona e Agorà Irc prevalentemente con articoli inerenti la lettura simbolica dell’arte ed il campo educativo. Per Mimep-Docete ha pubblicato Dalla vita alla fede, dalla fede alla vita. Camminando con le famiglie ferite (2017); In collaborazione con Padre Gianmarco Arrigoni, O. F. M. Conv., ha curato il libro Mio Signore e mio Dio! (Gv 20, 28). La forza del dolore salvifico. Percorsi nella Santità e nell’arte, (2020). Ancora con Padre Gianmarco Arrigoni O. F. M. Conv., Non è qui, è Risorto! Mimep-Docete, Marzo 2024.