Solennità dell’Assunzione al Cielo della Vergine Maria. “Una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi”

Giusto de’ Menabuoi, La donna vestita di sole e il drago che cerca di divorare il suo bambino, tra il 1375 e il 1378, Padova, Battistero San Giovanni Battista, ciclo dell’Apocalisse di 43 dipinti.

«Si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza. Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio. Allora udii una voce potente nel cielo che diceva: “Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo”» (Apocalisse 11,19; 12,1-6.10).

La solennità dell’Assunzione di Maria propone la riflessione sulla «donna vestita di sole» e l’«enorme drago rosso» che rappresentano la drammatica lotta tra bene e male, ma anche la certezza della vittoria divina e della protezione accordata ai credenti.

L’affresco «La donna vestita di sole e il drago che cerca di divorare il suo bambino» è parte del ciclo pittorico di 43 dipinti, avente come soggetto l’Apocalisse di Giovanni, realizzato da Giusto de’ Menabuoi che, tra il 1375 e il 1378, ha illustrato l’abside dello splendido Battistero dedicato a San Giovanni Battista, del duomo di Padova.

Il maestro trecentesco, ispirandosi al testo biblico, rappresenta, a sinistra, la Vergine Maria, madre del Salvatore, circondata da un’aura dorata che simboleggia il sole e la grazia divina e, sul capo, una corona con dodici stelle, rimando alle corrispondenti tribù d’Israele e agli Apostoli, pilastri della Chiesa. Il resto della scena mostra il drago (simbolo del male e del diavolo) dalle sette teste (richiamo al potere terreno corrotto e al caos) che, minaccioso, vuole divorare il bambino partorito dalla donna e raffigurato sul grembo materno nell’atto di benedire, a sottolineare il suo ruolo di Salvatore.

Il pittore affresca un angelo sopra la donna quale messaggero inviato da Dio per proteggere dal drago la mamma e il figlio.

Petrarca riprende la raffigurazione biblica della donna ammantata della luce del sole all’inizio di una sua famosa canzone dedicata alla Vergine:

«Vergine bella, che di sol vestita, / coronata di stelle, al sommo Sole / piacesti sì che ‘n te Sua luce ascose…».


don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.

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Author: Libertà e Persona

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