
Perugia, Galleria Nazionale Umbra, 1496 – Dominio pubblico
Nel 1932, il Padre Agostiniano R.P.Mag. Fr. Nazareno Petrelli, O. S. A., pubblicava due meravigliosi libretti, ormai introvabili, in occasione dei millecinquecento anni dal Transito di Sant’ Agostino (Tagaste 13 Novembre 354-Ippona, 28 Agosto 430) dal titolo Annus Mystico-Augustinianus, Anno Mistico-Agostiniano.
I due volumetti raccolgono, mese per mese, giorno per giorno, un testo
dagli dagli scritti di Sant’Agostino per accompagnare l’anima mistica nella quotidiana meditazione della Parola, così che cresca nell’anima, secondo il motto agostiniano, Charitas et Scientia, Carità e Conoscenza, verso la Verità tutta intera.
Purtroppo, possiedo solo il primo dei due volumetti, in quella veste antica della Casa Editrice Marietti, simile alla veste di tanti libretti di preghiera e meditazione di un tempo, assai sobri, quanto all’aspetto editoriale: formato tascabile, copertina nera, fodera interna dorata arabescata, pagine dalla grammatura leggera, così che il libretto potesse essere portato sempre con sé, anche in viaggio, assai comodamente, perché la parola di Dio meditata mai potesse mancare; in lingua latina, perché lingua universale della Chiesa Cattolica.
Testi brevi e profondi, come Sant’Agostino sa sempre essere immortale.
Apre le meditazioni di ogni mese una piccola e suggestiva stampa. Oggi troviamo questo testo, mese per mese, sul sito Sant’Agostino (QUI) alla pagina che porta il nome del libretto: Annus Mystico Augustinianus.
L’altra sera, sfogliando le prime pagine del mese di Gennaio del mistico libretto, mi imbattei nella prima illustrazione che apre, come una porta, la via a Cristo che si fece infante, con la scena della Madre di Dio che ostenta il Bambino ai Magi.

Così mi è stato spontaneo pensare alla prima Lettura di Oggi, Domenica XXI Anno C, che parla di Colui cui tutti saranno chiamati.
Mi dissi, perché non scegliere una di queste meditazioni agostiniane a commento dell’odierna parola domenicale?
Dall’odierna liturgia:
«Così dice il Signore: “Io verrò a radunare tutte le genti e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria. […] Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutte le genti come offerta al Signore […] al mio santo monte di Gerusalemme – dice il Signore –, come i figli d’Israele portano l’offerta in vasi puri nel tempio del Signore. Anche tra loro mi prenderò sacerdoti leviti, dice il Signore”» (Is 66,18b-21 cf Prima Lettura della Domenica XXI Anno C)
Ed ecco, allora, la meditazione dall’Annus Mystico Augustinianus del 25 Gennaio, così opportuna per comprendere il senso cristologico della lettura di Isaia come di tutte e tre le pericopi di Domenica.
La breve meditazione è introdotta da una preghiera tratta dal Commento al Salmo 53, In Ps., LIII, 4 ed è seguita da un ulteriore pensiero agostiniano, questo tratto da Enarratio in Ps. XXI, 27.
Preghiera
Sei venuto, o Cristo: sei apparso umile, sei stato disprezzato, flagellato, crocifisso, ucciso; ma nel terzo, giorno sei risorto, nel quarantesimo giorno sei asceso in cielo, siedi alla destra del Padre e nessuno ti vede più. Di lassù hai mandato il tuo Spirito, ricevuto da quanti ne erano degni: i quali, colmi del tuo amore, annunziarono alle nazioni per tutto il mondo la grandezza delle tue stesse umiliazioni. Vedo il tuo nome giganteggiare al di sopra degli uomini, ma tu ci fosti annunziato come un uomo debole. (En. in Ps. 53, 4)
Imitare le vie di Cristo
Che significa infatti entrare per la porta? Entrare per Cristo. Egli stesso diceva infatti: Io sono la porta. (Gv 10, 7) E che vuol dire “entrare per Cristo”? Vuol dire imitare le vie di Cristo. Ma in che cosa imiteremo le vie di Cristo? Forse nello splendore che è proprio a lui, Dio incarnato? O che forse lui ci esorta (o esige da noi) a compiere miracoli uguali a quelli che egli ha fatti? O non è più vero che il nostro Signore Gesù Cristo governa tutto il mondo insieme con il Padre, ora e sempre? E se esige che l’uomo sia suo imitatore, lo chiama forse con questo a governare insieme con lui il cielo e la terra e tutte le cose che sono nel cielo e nella terra, o ad essere anche lui il creatore che dia l’essere a tutte le cose, come tutte le cose furono fatte per mezzo di Cristo? Non a queste opere, che egli compì all’inizio (e delle quali sta, scritto: Tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui [Gv 1, 3]), ti invita il Signore nostro Gesù Cristo, Dio e Salvatore nostro; e neppure [ti invita] a compiere certe opere che egli ha compiute in terra. Non ti dice, ad esempio: non sarai mio discepolo se non camminerai sopra il mare, oppure se non risusciterai un morto da quattro giorni, o se non aprirai gli occhi a un cieco nato. Non ti dice questo. Che significa allora entrare per la porta? Imparate da me che sono mite e umile di cuore. (Mt 11, 29) (En. in Ps. 90, I, 1)
Per la riflessione
Tu devi badare a ricopiare da lui ciò che egli è divenuto per te. (En. in Ps. 90, I, 1)
Pensiero agostiniano
Egli offrì la sua cena ed offrì la sua passione; e si è saziato colui che lo ha imitato. (En. in Ps. 21, II, 27)

