COME ENTRARE PER LA “PORTA STRETTA”

Montaggio della diretta Facebook del giorno 27 Agosto 2025 [La diretta risultò in due spezzoni per una interruzione di connessione e il primo spezzone a sua volta risulto monco. Il presente montaggio recupera il video intero comprensivo della parte mancante per complessivi 00:31:00].

Partendo dalle letture di Domenica XXI Anno C (24 Agosto 2025), sappiamo che Isaia (Is 66,18b-21) parla di tutti i popoli che verranno ricondotti al Santo Monte di Gerusalemme come ‘vasi puri’ (cf At 9, 15), nel Tempio del Signore. La Lettera agli Ebrei (Eb 12,5-7.11-13) presenta il Signore che educa il suo popolo correggendolo ed il Vangelo (Lc 13,22-30) insiste sulla necessità di sforzarsi di entrare dalla ‘porta stretta’ perché molti cercheranno di entrare, ma non vi riusciranno. Parole assai severe del Signore, che contrastano con un modo d’intendere la misericordia alquanto mondano, ma assai diffuso. Sforzarsi di entrare per la porta stretta fa pensare ad Ap 3,20, fa pensare ad un’altra porta, davanti alla quale Gesù dice: “Ecco, io sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me”, che ha il suo complementare in Mt 7, 7-8, ove è detto: «Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto». Se Gesù è così paziente e umile da bussare alla nostra porta, non cercheremo anche noi di seguirne l’esempio bussando alla porta del Regno di Dio, alla porta del Suo cuore? Proprio qui si situa il collegamento con il tema della Preghiera di Gesù, nota come invocazione del Pellegrino Russo, che affonda le radici in quegli atleti dello Spirito che furono i Padri del Deserto e gli eremiti e monaci di Oriente, che si sforzavano e si sforzano di entrare per la ‘Porta stretta’ nel cuore di Dio poiché la preghiera insistente e continua è la prima cosa chiesta dal Signore, come è insegnato in Tim 2,1-8 ove è detto: «Ti raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo trascorrere una vita calma e tranquilla con tutta pietà e dignità». Sulla preghiera continua il Pellegrino Russo ed il suo Starets si soffermano in modo assai chiaro nel Primo capitolo dei Racconti di un Pellegrino Russo, tratto qui, dalla lettura di ‘Al di là delle cose? di Fratel Carlo Carretto. Buon ascolto, imparando a collegare la Parola proclamata nella liturgia con il nostri cammino spirituale. Buon ascolto.

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Autore: Marcello Giuliano

Nato a Brescia nel 1957, vive a Romano di Lombardia (BG). Dopo aver conseguito il Baccelierato in Teologia nel 1984 presso il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma e il Diploma di Educatore Professionale nel 2001, ha lavorato numerosi anni nel sociale. Insegnante di Religione Cattolica nella Scuola Primaria in Provincia e Diocesi di Bergamo, collabora ai cammini di discernimento per persone separate, divorziate, risposate ed è formatore per gli Insegnanti di religione Cattolica per conto della stessa Diocesi. Scrive sulle riviste online Libertà & Persona e Agorà Irc prevalentemente con articoli inerenti la lettura simbolica dell’arte ed il campo educativo. Per Mimep-Docete ha pubblicato Dalla vita alla fede, dalla fede alla vita. Camminando con le famiglie ferite (2017); In collaborazione con Padre Gianmarco Arrigoni, O. F. M. Conv., ha curato il libro Mio Signore e mio Dio! (Gv 20, 28). La forza del dolore salvifico. Percorsi nella Santità e nell’arte, (2020). Ancora con Padre Gianmarco Arrigoni O. F. M. Conv., Non è qui, è Risorto! Mimep-Docete, Marzo 2024.