Se nella sostanza, (vedi mio articolo “Messainlatino.it” intervista Mons. Nicola Bux sul controverso Motu Proprio “Traditionis Custodes” del 14 Luglio 2025, che invito a rileggere a motivo delle argomentazioni che porto), la reazione dei credenti estimatori del Vetus Ordo è comprensibile,
in prima battuta, però non è accettabile continuare a parlare, in riferimento al Motu Proprio, di ultima bugia di Papa Francesco.
Mi sembra che il confronto dialettico, ma sempre nella comunione da esprimersi anche nelle forme verbali e sostanziali, vada posto ad un livello più alto, come in effetti diversi rappresentanti dell’ambiente sanno fare.
Mi spiace che le critiche rivolte a quel documento scivolino troppo in espressioni quanto meno nervose. Invito questi fratelli, che stimo per l’immenso lavoro che nella Chiesa stanno svolgendo da anni con costanza e serietà e Fede, naturalmente, ad esprimersi in modo più contenuto, anche se non sempre altri fratelli lo facciano nei loro confronti.
Ripropongo, dunque, la lettura del mio articolo che qui cito una seconda volta “Messainlatino.it” intervista Mons. Nicola Bux sul controverso Motu Proprio “Traditionis Custodes”.
Per quanto riguarda, poi, Silere non possum, a proposito del video qui sopra inserito, dimostra di voler trascurare alcuni fatti inconfutabili circa la ‘polemica’ scoppiata.
Oltre a criticare, giustamente, quelle espressioni pesanti, utilizzate da alcuni fratelli di ambienti estimatori del Vetus Ordo (estimatori non perché romantici e nostalgici, ma perché conoscono la liturgia e la forma tradizionale in specie) Silere non possum li accusa di essere offensivi, ed è vero, ma purtroppo esordisce con lo stesso stile, pur leggermente mitigato.
Ciò che è grave è che, mentre Silere non possum vorrebbe dimostrare che le rimostranze di quegli ambienti sarebbero prive di fondamento e non avvalorate dai documenti citati, si abbandona poi ad accuse vere e proprie, ma non documentabili.
Esempio: parla di una pseudo giornalista, Nicole Montagna. Non è pseudo, ma giornalista nota e scrittrice. Afferma che non ha conoscenze teologiche e liturgiche, quando, invece, per lo meno, ha conseguito la laurea in teologia. Accusa generalmente i movimenti ecclesiali di essere gruppi che escludono coloro che non partecipano alle loro celebrazioni e, per avvalorare la sua affermazione, porta ad esempio il Movimento dei Focolari che, tra i grandi movimenti, è probabilmente quello più aperto ed accogliente.
Inviterei anche Silere non possum a rivedere questo modo di procedere. Io, ovviamente, non sono nessuno, ma i fatti qui elencati parlano. Ciascuno potrà verificare.
Per chi fosse interessato, al di là di video più o meno attendibili, questa pubblicazione riporta i testi e li discute.
