Salmo Responsoriale
R. Chi teme il Signore, abiterà nella sua tenda. Dal Sal 14 (15)
Commento artistico-spirituale alla Prima Lettura della XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C – 20 Luglio 2025
Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg
Liturgia della Parola in LIS, sottotitolazione e audio a cura della Conferenza Episcopale Italiana (CEI)
«In quei giorni, il Signore apparve ad Abramo alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: “Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo. Si vada a prendere un po’ d’acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero. Andrò a prendere un boccone di pane e ristoratevi; dopo potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo”. Quelli dissero: “Fa’ pure come hai detto”. Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: “Presto, tre sea di fior di farina, impastala e fanne focacce”. All’armento corse lui stesso, Abramo; prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo. Prese panna e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse loro. Così, mentre egli stava in piedi presso di loro sotto l’albero, quelli mangiarono. Poi gli dissero: “Dov’è Sara, tua moglie?”. Rispose: “È là nella tenda”. Riprese: “Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio”» (Genesi 18,1-10).
La presenza di Dio ad Abramo avviene attraverso tre sconosciuti viandanti che il patriarca sa accogliere nell’ora più calda della giornata, offrendo pronta e generosa ospitalità nel preparare cibo e riposo presso le querce di Mamre.
Il dipinto «Abramo e i tre angeli» è opera di Josse Lieferinxe, realizzata tra il 1495 e il 1500 e conservata al Denver Art Museum, Colorado.
La tavola raffigura al centro tre angeli che, in piedi e vestiti da abiti identici, stanno parlando ad Abramo. Con la mano destra indicano la loro provenienza e chi rappresentano e con la sinistra reggono un particolare e ornato bastone, simbolo della protezione divina. Il patriarca, con il cappello a terra, contempla in ginocchio e con le mani giunte, i tre messaggeri che gli annunciano la prossima maternità della moglie Sara, rappresentata in ascolto, sulla destra, dietro l’uscio di casa, dove, sul tetto, sopra un pagliaio, si notano pelli di pecora essiccate.
Acuta è la poesia «Non posso essere sola», composta dalla statunitense Emily Elizabeth Dickinson (1830 – 1886).
«Non posso essere sola,/ mi viene a visitare/ una schiera di ospiti,/ non sono registrati,/ non usano la chiave,/ non han né vesti, né nomi,/ né climi, né almanacchi,/ ma dimore comuni,/ proprio come gli gnomi,/ messaggeri interiori/ ne annunciano l’arrivo,/ invece la partenza/ non è annunciata, infatti/ non sono mai partiti».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.