Il video presenta il protagonista, quasi di mezza età, che si trova nel bel mezzo di una crisi familiare, molto dolorosa. Attraverso le riprese, fa conoscere le terre in cui si svolge il dramma. La narrazione, così, si allarga dalla sola vicenda di un uomo, improvvisamente rimasto del tutto solo, a quella di un personaggio
che fece la storia della Lombardia e del Veneto.
Ma quali affinità tra il noto Condottiero e il protagonista sconosciuto ma non inventato, entrambi al dunque delle loro vite?
Il primo, pur nel pieno della carriera, senza più alcuna sicurezza né affetti; il secondo, fiero sul cavallo di tante battaglie, sempre vinte e, ora, ancora alla ricerca della luce gloriosa dell’ «Io sono», come confesserà.
Due strade che, a distanza di secoli, si congiungono davanti al muro del monastero.
Ecco il romanzo di quindici capitoletti ed un epilogo, ora anche in nove registrazioni, ciascuna di una durata pressoché inferiore ai quindici minuti, minuti brevi, ma suggestivi, densi di immagini per l’occhio dell’anima. Il lettore e l’ascoltatore che ripercorressero questi nove sentieri, ritroverebbero quelle emozioni, sentimenti, rimembranze, intuizioni e pensieri che il protagonista di oggi ha rivissuto attraverso il Condottiero.
Un libro da leggere, ma prima ancora da ascoltare. La narrazione orale èvoca un mondo dove le stesse lettere e la punteggiatura, evaporate dalla pagina, possono essere colte solo attraverso la fantasia del lettore e dell’ascoltatore, aprendo un mondo non quotidiano, drammaticamente esistente, nuovo allo stesso Autore, che mai avrebbe pensato di sentirlo narrare da una voce diversa dalla sua.
Appassionante, attuale e capace di favorire un cammino dell’anima nella cornice dell’apparentemente lontano mondo dei monaci. Ad Astino, in quel monumento vallombrosano, oggi custodito dal FAI, nella dolce provincia bergamasca. Da sempre parte di quella gente schiva ed operosa, senza fronzoli, che affonda le radici nella terra generosa, così come lo è l’anima, quando le si dà agio di interrogarsi, alzandosi verso quelle incantevoli nuvole, che svaporano, come svaporano non di rado pensieri e sentimenti.
NEL SILENZIO C’ERA IL VENTO
1 – La nuvola sulla collina
Capitolo I. Cosa potrà scoprire un animo turbato, affranto, provato dall’afa del giorno, davanti ad un muro del monastero, all’ombra del quale cerca un riparo dalla calura?
2 – Una bottiglietta d’acqua
Capitolo II. Il protagonista è posto a confronto con la bottiglia, con il fallimento. Ma si intravede una tenue speranza …
3 – La bella fanciulla.
Capitoli III e IV. Si introduce la storia del luogo, a contatto con la figura del Condottiero e dell’alone della sua leggenda. Ma il confronto inatteso è un altro: cosa accadrà davanti alla bella fanciulla? E perché il protagonista si trova nel pericolo di dover parlare?
4 – Il sentiero
Capitolo V. Il Condottiero occupa la scena nel dialogo con il dignitario Ambrogio, mentre risale la dolce valle di Astino verso la sommità occupata dal monastero dei Vallombrosani.
Egli combatte con sé stesso, con la propria vanagloria di uomo, che spesso si sente umiliato e non apprezzato per la sua grandezza.
A che pro, questa narrazione storica? Lo scopriremo poco per volta … “Pigra e assolata procedeva la mattina nella valle di Astino. Lungo il sentiero che portava all’antico monastero, camminavano lentamente, fra le vigne e i filari d’alberi …” (Da Francesco Fadigati, Nel silenzio c’era il vento, Bolis Edizioni, 2019, 28).
5 – Senza paura nel fiume dei pensieri.
Capitoli VI-VII. Il Condottiero, che il protagonista incontra essendo entrambi quasi di mezza età, è nel pieno della sua carriera, ma stroncato da una improvvisa e dolorosissima solitudine; similmente, il protagonista vive il crollo della sua vita familiare. Essi ora si parlano oltre il tempo, sullo sfondo di un paesaggio dolcissimo, accompagnati da marce trionfali militaresche e da dolci adagi di Gustav Mahler, come dai tocchi delicati del pianista e compositore Gianfranco D’Elia, che penetrano l’anima ferita.
A metà del cammino, il lettore ascoltatore si chiede … cerca quella gloria e quella luce già avute …, un tempo, ma che non gli bastano più. Né il Condottiero è quieto e pago delle imprese che lo illustrarono nel XV secolo, così grandi da cambiare le regole dell’arte della guerra, come, per altro, il nostro uomo! Ma cosa accadrà? E l’anima resta sospesa su un poi … Vediamo e ascoltiamo … dentro.
6 – Nostalgia del cielo. Appuntamento mancato.
Capitoli VIII-IX. Sogno e insogna. Un sogno lo tormenta. Ricorre il bagno in quell’angolo in cui ha piazzato la lavatrice. Speranza e angoscia. Emanuele fatica ad orientarsi. Fa fatica ad alzarsi, ma poi, comincia a cercare il vestito più adatto. Come un adolescente, scopre di sé un lato che ancora non aveva conosciuto. Ad un tratto esce in giardino e si accorge del cielo stellato. Da tempo non vi metteva più piede … Ora attende Giulia, quasi senza avvedersene …
7 – Gelosia
Capitolo X. Siamo al capitolo in cui assistiamo ad una scena di Gelosia. Emanuele freme, ma non ha il coraggio di intervenire. Si rode, non capisce il comportamento del suo ospite di lavoro e Giulia …
8 – Quella luce dentro
Capitoli XI – XII – XIII. XI – Il Nome; Capitolo XII – All’ombra del castagno; Capitolo XIII – L’anima del Condottiero. Tre titoli evocativi introducono all’anima del Condottiero, cui sempre più sembra prendere parte quella di Emanuele, ferita da una luce che giunge improvvisa. È allora che Giulia …
9 – Sconosciuta pace
Capitoli XIV-XV ed Epilogo. “La Zappa del monaco”, “L’affresco” e “La stanza”. In questa narrazione del romanzo breve di Francesco Fadigati, abbiamo contato i passi di due vite, anzi tre, quattro, cinque …: Emanuele, Giulia, il Condottiero, Ambrogio, Claudio … Ognuno un volto e una storia, dissimili e, a volte, tangenti. Come si concluderà il romanzo?
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