Il Sacrificio di Cristo e del cristiano nel mistero della Redenzione

John Singleton Copley, Gesù ascende al cielo,1775, Boston, Museo di Belle Arti

Idealmente dall’eremo francescano delle Celle di Cortona, la Parola della Solennità dell’Ascensione (1 Maggio 2025 – Anno C) offre all’uomo una visione diversa del mondo e, spesso, anche della vita cristiana, della vita spirituale, non di rado poco conosciute.

Quante le domande! Quale relazione tra vita, sofferenza e sacrificio?

Quale relazione tra sacrificio, sacrifici e resurrezione? E quale rapporto tra Resurrezione e unione alle sofferenze di Cristo nelle nostre sofferenze? Che pensare della sofferenza dopo la Resurrezione di Cristo? Cosa ci attende? I santi e la Chiesa cosa dicono e vivono su questi temi di vita. E cosa ne pensano i teologi, che nella Chiesa sono sempre alla ricerca anche di nuove strade di comprensione?

La sofferenza di Cristo è dipinta su innumerevoli tavole, pale di altare, affreschi. Se ne parla in ogni libro di catechismo, nel Catechismo della Chiesa Cattolica; nelle vite dei santi, che si presentano quale libro aperto del dolore redento.

Ma cosa significa dolore redento? E cosa vorrebbe dire quell’espressione di San Giovanni Paolo II , la forza del dolore salvifico (Salvifici doloris virtutem …) così tante volte ricorrente nella sua Lettera Apostolica Salvifici Doloris? Egli stesso offrì tutte le sue sofferenze sul letto di malattia e portando la Sua croce per molti anni nel proprio corpo (cf Mt 16, 24-25).

Lo stesso Papa Francesco ha stupito i medici ed i fedeli per aver vissuto gli ultimi mesi di pontificato rendendo vivo nel suo corpo il Crocifisso. Perché tutto questo? Che significato avrebbe oggi, epoca della cura, della ricerca della guarigione a tutti i costi, fino a commettere gravi delitti e peccati pur di accaparrarsi un organo per sopravvivere?

“Nel dramma della tratta, l’orrore del traffico di organi.
In ricordo di santa Giuseppina Bakhita, la Giornata di preghiera e sensibilizzazione contro l’ignobile sfruttamento di esseri umani. Dalla prostituzione […] fino all’indicibile crimine del traffico di organi”. – Fonte Vatican News
QUI

Papa Francesco indica in San Giovanni Paolo II un chiaro esempio di vita e dottrina sulla sofferenza da cristiani.

Contemplanti le parole di Papa Benedetto XVI, che non scese dalla Croce, ma continuò a portarla in modo diverso, e che rivolse ai sacerdoti nella Lectio Divina di Giovedì, 18 febbraio 2010, commentando la Lettera agli Ebrei che sarà in gran parte oggetto del nostro video!

Chiaramente, benché i laici non siano sacerdoti in senso ministeriale, e non ricevano la partecipazione ai tre munera (docendi, regendi, sanctificandi) tuttavia, in forza del sacerdozio universale conferito dal Battesimo, anche le parole che il Santo Padre ha rivolte ai sacerdoti sono in proporzione applicabili a tutti i battezzati.

281. In quale modo la Chiesa partecipa al sacrificio eucaristico?

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Nell’Eucaristia, il sacrificio di Cristo diviene pure il sacrificio delle membra del suo Corpo. La vita dei fedeli, la loro lode, la loro sofferenza, la loro preghiera, il loro lavoro sono uniti a quelli di Cristo. In quanto sacrificio, l’Eucaristia viene anche offerta per tutti i fedeli vivi e defunti, in riparazione dei peccati di tutti gli uomini e per ottenere da Dio benefici spirituali e temporali. Anche la Chiesa del cielo è unita nell’offerta di Cristo.

314. Quale significato ha la compassione di Gesù verso gli ammalati?

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La compassione di Gesù verso gli ammalati e le sue numerose guarigioni di infermi sono un chiaro segno che con lui è venuto il Regno di Dio e quindi la vittoria sul peccato, sulla sofferenza e sulla morte. Con la sua passione e morte, egli dà nuovo senso alla sofferenza, la quale, se unita alla sua, può diventare mezzo di purificazione e di salvezza per noi e per gli altri.

Crediamo che il rifermento alle semplici parole del Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica possa essere un valido appoggio alla nostra comune riflessione di Fede.

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Author: Marcello Giuliano

Nato a Brescia nel 1957, vive a Romano di Lombardia (BG). Dopo aver conseguito il Baccelierato in Teologia nel 1984 presso il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma e il Diploma di Educatore Professionale nel 2001, ha lavorato numerosi anni nel sociale. Insegnante di Religione Cattolica nella Scuola Primaria in Provincia e Diocesi di Bergamo, collabora ai cammini di discernimento per persone separate, divorziate, risposate ed è formatore per gli Insegnanti di religione Cattolica per conto della stessa Diocesi. Scrive sulle riviste online Libertà & Persona e Agorà Irc prevalentemente con articoli inerenti la lettura simbolica dell’arte ed il campo educativo. Per Mimep-Docete ha pubblicato Dalla vita alla fede, dalla fede alla vita. Camminando con le famiglie ferite (2017); In collaborazione con Padre Gianmarco Arrigoni, O. F. M. Conv., ha curato il libro Mio Signore e mio Dio! (Gv 20, 28). La forza del dolore salvifico. Percorsi nella Santità e nell’arte, (2020). Ancora con Padre Gianmarco Arrigoni O. F. M. Conv., Non è qui, è Risorto! Mimep-Docete, Marzo 2024.