Alla diretta Facebook del 29 Aprile 2025, segue ora, su You Tube, il video montaggio del 5 Maggio.
Già da anni conoscevo il Santuario che mi fece apprezzare il caro Don Marcello Fumagalli, ora coadiutore nella mia cittadina di Romano di
Lombardia (BG). Proprio lui mi fece innamorare dell’effigie della Madonna del Bambino che protende verso i fedeli le sue braccine.
Cosa dice la tradizione
Due soldati veneziani, di passaggio a Martinengo, si persero di notte nella campagna. Spaventati, pregarono la Beata Vergine di guidarli. D’un tratto, videro un intenso bagliore e la Madonna, recante in braccio il Bambino, sorridendo, indicò loro la via, segno che Maria, come custodì il Figlio di Dio, custodisce e sostiene ogni suo più piccolo figlio. La devozione dei due soldati e del popolo, dunque, riconobbe in Maria l’Ausiliatrice, Colei che soccorre in ogni dolore, fugando la paura che non di rado attanaglia la vita.
Un Centro di spiritualità semplice e viva
Ma quale gioia quando, recentemente, tornando in visita al Santuario, conobbi Don Enrico Cortinovis, sempre disponibile ai fedeli, alle Confessioni ed a fornire spiegazioni utili sul Santuario. Così, volendo far conoscere ad un sempre maggior numero di persone i segni della Fede nel mio territorio, durante i Novendiali a suffragio della morte di Papa Francesco, morte avvenuta il 21 Aprile c. a., volli realizzare un breve video che ora pubblico in un semplice montaggio, che accusa tutti i difetti della diretta, ma che resta anch’esso segno di una fede spontanea e sentita.
L’effigie, che ci innamora di Maria e ci consola in ogni pena, è un pregevole e veneratissimo affresco del primo Cinquecento, collocato sopra l’altare barocco. Raffigurando Gesù Bambino in piedi sulle ginocchia della Madre, con le mani tese verso i devoti, rende bene l’idea su cui si fonda la Fede: Dio non abbandona, Dio è vicino, Dio vuole stringerci in un abbraccio, che va al di là di ogni nostro peccato e ci chiama a piena conversione: non più peccati, ma solo Amore.
L’affresco, che si trovava sul muro di un vicino edificio rovinato dalle fiamme causate da un incendio, fu ricollocato nel santuario sia per proteggerlo dai pericoli di danni naturali che per meglio perpetuare la devozione e fede dei credenti.
L’opera d’arte, di autore ignoto, risalente all’inizio del 1500, è probabilmente all’origine del santuario, poi edificato nel 1512.
Il necessario restauro
Posta sopra il tabernacolo dell’altare maggiore, l’effigie mostra i segni dello scorrere del tempo, che hanno segnato soprattutto il volto della Vergine: un deterioramento che si notava guardando l’immagine di profilo, dal lato sinistro.

La restauratrice Cinzia Bortolotti, di Azzano San Paolo -spiega don Enrico Cortinovis, rettore del Santuario- stante le autorizzazioni di Curia e Sovrintendenza ai Beni culturali, ha potuto riportarlo allo splendore iniziale.
L’intervento è stato reso possibile dalla generosità di una famiglia devota alla Madonna della Fiamma, offrendo la cifra necessaria al restauro dell’affresco in memoria di una defunta.

“Dobbiamo ringraziare questa famiglia per la sua generosità – spiega don Enrico – così come il cittadino che a novembre dello scorso anno ci ha permesso di rifare l’impianto d’illuminazione: infatti in santuario sono state installate luci a led, che non solo garantiscono una luminosità migliore, ma anche un notevole risparmio energetico”.
Apertura Santuario per preghiera personale e confessioni con la presenza di Don Enrico Cortinovis tutto l’anno
Per visite personali o di gruppi rivolgersi al seguente indirizzo mail
Dove si trova il Santuario

Via Monsignor Giuseppe Piani, 52, 24057 Martinengo (BG) accanto al Nido di Infanzia Comunale
Views: 7


