Molteplici i commenti della gente comune sulla presenza di J. D. Vance in San Pietro alla solenne liturgia del Venerdì Santo. Da chi ritiene il Vice Presidente degli Stati Uniti almeno “non trasparente”, a chi quasi lo canonizzerebbe. Commenti non cristiani perché non fanno un servizio alla verità e non cristiani perché confondono i piani politico e religioso.
Se il re di Inghilterra, anglicano, e capo supremo della Chiesa di Inghilterra insieme all’Arcivescovo di Canterbury- il che potrebbe puzzare un poco di infernale, a voler un poco esagerare- non desta alcun commento per essere stato dal Santo Padre, perché mai il Vice Presidente Americano, cattolico, non potrebbe andare nella Basilica di San Pietro, che ha visibilmente ammirato per la sua bellezza e che, forse o probabilmente, l’avrà mosso anche alla preghiera?
Diciamo che la politica è la più alta forma di Carità e poi giudichiamo ogni politico che tentasse di essere cattolico? Non siamo puerili, specialmente nei giorni del Triduo Pasquale!
Non fu forse Costantino che convocò il concilio di Nicea? Esso ebbe due scopi: uno politico, ovviamente. L’eresia di Ario minacciava di spaccare in due l’Impero e Costantino doveva conservare l’unità e la pace. Ma Costantino doveva anche consolidare il dogma cristologico, insidiato da Ario. Come separare le due cose? I Vescovi in ciò furono aiutati proprio da Costantino, altrimenti oggi non avremmo la nostra bella Fede. Cari puritani non fate pasticci.
Non so se il Vice Presidente Vance sarà un San Luigi IX, Re di Francia e Terziario Francescano, o un San Thomas Becket, o un San Thomas More, od una Santa Elisabetta d’Ungheria, ma è cattolico e dovrà pur cercare di essere un buon cattolico.
Preghiamo per chi ha l’onere di governare perché governi beni, equilibrando al meglio i diritti e responsabilità di stato con i Diritti di Dio.