Dopo le narrazioni nel mese di Dicembre 2024 di Babbo Natale, rivisitato come San Nicola Vescovo di Myra (nato a Pàtara il 15 marzo 270 e morto il 6 dicembre 343), che riscossero una buona attenzione di bambini e famiglie, come promesso e dalla casetta di San Nicola, mi sono deciso a
narrare a piccoli e grandi le Storie di Santi e animali.
Gli animali sono i beniamini dei piccoli, ma sono anche molto simpatici ai grandi.
Il tema degli animali e della frequentazione oggi è divenuto così importante da rivoluzionare anche le legislazioni degli stati a loro favore. Fino a cadere in eccessi di predilezione degli animali rispetto all’uomo.
Sta però un fatto, che Dio creò gli animali per l’uomo e l’uomo avrebbe dovuto governarli con saggezza. Ma la Storia Sacra racconta che, a causa del peccato originale, il primo uomo, volgendo le spalle a Dio, le volse anche a loro rompendo ad ogni livello quell’armonia che Dio aveva voluto e che avrebbe garantito la perenne comunione con Lui e cum tucte le Sue creature, come cantò San Francesco d’Assisi, principe e re dei santi che questa comunione vissero con gli animali della loro vita.
Lo spirito con cui scrivo e narrerò queste storie di santità non è ambientalista, benché, indubbiamente, animi pacifici e in comunione non potranno che ben rispettare l’ambiente con quanti vi vivano, siano essi uomini, animali o piante o insetti. Ma non smarriremo certo il senso e la gerarchia di quella scala che dalle creature più piccole porta a Dio. Non penseremo né mai diremo che gli animali siano migliori degli uomini. Ma è certo che Dio anche a loro ha affidato un compito nel creato: non tendere alla perfezione, non avendo essi la coscienza, ma fare parte di questo ordine. Ed essi lo potranno realizzare solo se l’uomo vivrà da secondo l’immagine e somiglianza che Dio in lui ha impresso.
Ma al tema degli animali nella santità si affianca un altro tema importante, la narrazione. Quanto mai oggi i piccoli hanno bisogno di vivere la narrazione nella famiglia. Narrazione che va tenuta viva dai genitori, come dai nonni e, comunque, dagli adulti.
Lo spazio della narrazione è lo spazio di ascolto e, se ben vi pensiamo, la Fede è ex auditu (Rm 10, 17).
Oggi non vi sono spazi di ascolto diffusi e proprio l’intimità della famiglia, spazio di affetti e di spiritualità, viene ferita dai rumori di un mondo ubriacato di voci contrastanti.
Nell’ordine della narrazione il piccolo imparerà molte cose tra cui l’atteggiamento di ascolto nel quale Dio potrà rivelarsi.
A breve la prima storia di San Karilef e il bufalo
I video saranno disponibili sul profilo Facebook Marcello Giuliano e sul canale You Tube Maestro Marcello Giuliano (@marcellogiuliano3983)
