“Professione di fede del popolo eletto”

Newell C. Wyeth, Offerta delle primizie, tra il 1896 e il 1913, Providence Lithograph Company, scheda biblica.


«Mosè parlò al popolo e disse: “Il sacerdote prenderà la cesta dalle tue mani e la deporrà davanti all’altare del Signore, tuo Dio, e tu pronuncerai queste parole davanti al Signore, tuo Dio: Mio padre era un Aramèo errante; scese in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande, forte e numerosa. Gli Egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù. Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi. Ci condusse in questo luogo e ci diede questa terra, dove scorrono latte e miele. Ora, ecco, io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, Signore, mi hai dato. Le deporrai davanti al Signore, tuo Dio, e ti prostrerai davanti al Signore, tuo Dio”» (Deuteronomio 26,4-10).

Mosè, parla al popolo, descrivendogli, nel dettaglio, come si deve svolgere «l’offerta delle primizie», e lo invita a presentare al Signore, non solo qualcosa ma tutto se stesso. Subito dopo il profeta esplicita la professione di fede che ogni appartenente al popolo d’Israele deve recitare durante il dono delle primizie nel tempio. Consapevole della propria storia, il credente inizia a dire «Mio padre era un Arameo errante…» e prosegue rendendosi conto che il Signore è fedele alle sue promesse perché nessuna è rimasta inadempiuta. In un autentico clima di dialogo con Dio, il credente fa memoria dei prodigi che personalmente ha sperimentato.

Il messaggio del testo biblico ricorda che la memoria della storia individuale (sottolineata anche dal pronome personale «io») e del popolo (ogni israelita fa sua la voce comune, pronunciando «noi»), va regolarmente rinnovata e insegnata alla generazione successiva.

L’«offerta delle primizie» in ringraziamento al Signore è una illustrazione, probabilmente opera dell’artista di acquerelli Newell C. Wyeth, tratta da una scheda biblica pubblicata dalla Providence Lithograph Company tra il 1896 e il 1913. L’immagine, che fa parte dell’ampia collezione di opere d’arte di questa azienda editoriale, illustra il passo del Deuteronomio: le primizie devono essere portate a Gerusalemme e consegnate al sacerdote mentre ciascuno fa la sua dichiarazione di fede.

Facciamo nostra la conclusione della preghiera del filosofo e teologo danese, Soren Kierkegaard:

«[Padre celeste] Dona [ad ogni persona],/ mentre è in attesa di te,/ la consolazione di capire che tu taci per amore,/ così come parli per amore;/ di modo che, sia che tu taccia o parli,/ sei sempre il medesimo Padre,/ sia che ci guidi con la tua voce/ o ci educhi col tuo silenzio».

don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.

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Author: Libertà e Persona

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