Antifona
Il Signore è il mio sostegno,
mi ha portato al largo,
mi ha liberato perché mi vuol bene. (Cf. Sal 17,19-20)
Commento artistico-spirituale alla Prima Lettura della VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C – 02 Marzo 2025
Liturgia della Parola in LIS, sottotitolazione e audio a cura della Conferenza Episcopale Italiana.
«Quando si scuote un setaccio restano i rifiuti; così quando un uomo discute, ne appaiono i difetti. I vasi del ceramista li mette a prova la fornace, così il modo di ragionare è il banco di prova per un uomo. Il frutto dimostra come è coltivato l’albero, così la parola rivela i pensieri del cuore. Non lodare nessuno prima che abbia parlato, poiché questa è la prova degli uomini» (Siracide 27,5-8).
Ben Sira, l’autore del Siracide, afferma che la conversazione è il luogo principale per valutare una persona. A conferma dell’affermazione che il parlare dimostra la qualità morale e culturale di una persona, il saggio presenta il valore illustrativo di tre simboli i cui risultati non possono essere valutati né giudicati prima di essere verificati. In effetti, come attraverso il setaccio si separa il grano dalla pula, così la bontà e la cattiveria degli uomini si manifestano nelle loro riflessioni e nelle loro parole; come mediante il fuoco si provano i vasi, così nella discussione si rivelano le intenzioni e le passioni umane; come dai frutti si comprende com’è coltivato l’albero, così i pensieri e gli orientamenti di vita delle persone si comprendono dalle parole e dalle azioni.
Gustav Courbet nel dipinto «Le viaggiatrici di grano» (1854), affronta una scena di vita quotidiana evidenziando i problemi sociali legati al duro lavoro dei contadini.
Nella tela che si trova al Museo di belle arti di Nantes, sono ritratte due donne intente al lavoro faticoso di vagliare il grano, con la presenza di un bambino. Al centro della raffigurazione, in ginocchio su di un grande panno che copre il suolo, si impone la ragazza vestita di rosso – Zoé, la sorella di Courbet – che con un energico movimento sta azionando il setaccio. Sulla sinistra, appoggiata ad alcuni grandi sacchi pieni di grano, con un gatto vicino e sonnolento, Juliette – l’altra sorella del pittore – per la fatica sta quasi dormendo e separa i chicchi dalla pula, il cascame della trebbiatura dei cereali, mentre, sulla destra, un bambino – probabilmente il figlio dell’artista – sta giocando, guardando dentro l’interno buio dell’essiccatoio di legno.
Ecco una riflessione di Papa Francesco (03/03/2019):
«Anche dalle parole si conosce la qualità dell’albero. Infatti, chi è buono trae fuori dal suo cuore e dalla sua bocca il bene e chi è cattivo trae fuori il male, praticando l’esercizio più deleterio fra noi, che è la mormorazione, il chiacchiericcio, parlare male degli altri. Questo distrugge la famiglia, la scuola, il posto di lavoro, il quartiere. Dalla lingua incominciano le guerre. Domandiamoci: io parlo male degli altri? È più facile vedere i difetti altrui che i miei? Cerchiamo di correggerci almeno un po’».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.
