
Nel primo video, “Evangelii Gaudium 1 – Il cammino di Speranza della Chiesa Anno Giubilare 2025”, abbiamo iniziato a comprendere come la Speranza cristiana poggi sulla gioia che viene al credente dall’annuncio pasquale: Cristo è risorto!
Il secondo video, “Evangelii Gaudium 2 – Cosa chiedono i «laici» dal mondo alla Chiesa? La riflessione teologica interna al Magistero”, attraverso un arco di circa sessant’anni, che ha visto più pontefici da
Paolo VI a Papa Benedetto XVI confermare la Chiesa nella Fede e un serrato dialogo con le realtà umane anche più lontane, si ricostruisce il percorso magisteriale. Esso ha portato dal Concilio Ecumenico Vaticano II all’Enciclica Ecclesiam Suam ed all’ Evangelii Nuntiandi di San Paolo VI per giungere, solo tredici anni fa, alla Evangelii Gaudium di Papa Francesco.
Nel 2013, Papa Francesco, in questa Esortazione, ha tracciato le linee per continuare un cammino della Chiesa caratterizzato dalla gioia fondata sulla Fede perenne e sulla presenza di Cristo Redentore. Egli indicò la strada che la Chiesa avrebbe seguito per i successivi anni.
Da questa, sia pur non lunga analisi, risulterà evidente il percorso di rinnovamento nella continuità pur nel mutare dei tempi e dei pontefici. Questo approccio, tendente alla comunione ed alla evangelizzazione senza ambiguità e compromessi, in una stretta relazione tra Vangelo e culture, che, in uno stretto dialogo tra Chiesa e realtà terrene, non si identificano tra loro, ma convergono per la riconciliazione dell’uomo con Dio, verso l’instaurazione di omnia in Christo. La Evangelii Nuntiandi, per esempio, al n. 20 insegna:
Si potrebbe esprimere tutto ciò dicendo così: occorre evangelizzare – non in maniera decorativa, a somiglianza di vernice superficiale, ma in modo vitale, in profondità e fino alle radici – la cultura e le culture dell’uomo, nel senso ricco ed esteso che questi termini hanno nella Costituzione «Gaudium et Spes»1, partendo sempre dalla persona e tornando sempre ai rapporti delle persone tra loro e con Dio.
Il Vangelo, e quindi l’evangelizzazione, non si identificano certo con la cultura, e sono indipendenti rispetto a tutte le culture, tuttavia il Regno, che il Vangelo annunzia, è vissuto da uomini profondamente legati a una cultura, e la costruzione del Regno non può non avvalersi degli elementi della cultura e delle culture umane. Indipendenti di fronte alle culture, il Vangelo e l’evangelizzazione non sono necessariamente incompatibili con esse, ma capaci di impregnarle tutte, senza asservirsi ad alcuna.
La rottura tra Vangelo e cultura è senza dubbio il dramma della nostra epoca, come lo fu anche di altre. Occorre quindi fare tutti gli sforzi in vista di una generosa evangelizzazione della cultura, più esattamente delle culture. Esse devono essere rigenerate mediante l’incontro con la Buona Novella. Ma questo incontro non si produrrà, se la Buona Novella non è proclamata.
Ciò può avvenire attraverso un annuncio esplicito (EN 22), annunciando Gesù Cristo nel segno della Speranza (EN 27-28), senza riduzione e ambiguità (EN 32) punti chiave che ritornano nella Evangelii Gaudium per esplicito riferimento di Papa Francesco alla stessa Esortazione Apostolica di San Paolo VI.
Fondamentali i passaggi che si riferiscono alle encicliche ed esortazioni di San Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI, che, continuando l’approfondimento teologico ed il dialogo effettivo con le realtà umane verso la Verità, hanno visto nella relazione tra Fede e Speranza la scaturigine della gioia evangelica nel cuore dell’uomo in Cristo trasfigurato.
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- Gaudium et Spes, 53: AAS 58, 1966, p. 1075 ↩︎