Come mai, per introdurre l’articolo de La Nuova Bussola Quotidiana pubblico la fotografia della facciata di San Zeno in Brescia, sullo splendido scenario del tempio Capitolino e del Foro? Venerdì mi recai in quella splendida e abbastanza mal conosciuta città di Brescia, mia città natale. a visitarne le bellezze classiche.
Entrato, però, anche nella chiesa di San Zeno, che, a mia memoria, mai potei visitare, restai impressionato e gioiosamente stupito per
l’abbondanza e bellezza degli arredi liturgici legati anche al tempo del Natale.
Il tabernacolo risplendeva. Segno della presenza del Signore in terra. Ma poi, un secondo dopo, volgendo a destra lo sguardo, come mio solito entrando in chiesa, vidi accanto a me la splendida figura di un giovane sacerdote in talare, in piedi, con la corona del rosario in mano e, poco discosto, un sacerdote anziano seduto presso ad un inginocchiatoio, che meditava aiutandosi con un libro, tutti e due pronti alle confessioni nella preghiera e nel silenzio.
Che dire! Mi mancò il fiato. Il segno parlava da sé: lì per il Signore e per ricevere le anime, anche se i novatori non amano chiamarci così.
Apprendevo, poi, da un cartello, gli orari delle celebrazioni secondo il Vetus Ordo.
Chi segue minimamente con attenzione le vicende liturgiche della Chiesa Cattolica sa che la questione non è la celebrazione in latino, prevista anche per l’attuale Nuovo Rito, ma, in parte, il modo di concepirne il senso, soprattutto il modo interiore di avvicinarsi ai Santi Misteri. Rimasi commosso e sono convinto che anche il giovane sacerdote se ne sia accorto.
Ora, se nel mondo ecclesiale, erroneamente definito tradizionalista, i seminari sono floridi, ma vengono progressivamente chiusi di autorità, mentre i seminari del Novus Ordo chiudono per anemia conclamata, un qualche motivo avrà da esserci in relazione al modo di accostarsi alle due forme dell’unico Rito Romano.
Obbedienza a Roma, obbedienza a Cristo
Ebbene. Nella Chiesa di Roma, in pienezza Chiesa di Cristo, ogni fedele, Diacono, Sacerdote, Vescovo, Cardinale, obbediscono al Papa, ma ciò non vuol dire che sia loro impedito capire e vedere anche là dove talune guide non vogliono umilmente guardare. Anche il Vescovo di cui più sotto, come altri, si trova in serie difficoltà, ma sa che la virtù della Santa obbedienza, alla fine, porterà al trionfo della verità nei cuori e oltre la storia.
Chiudiamo i seminari ricchi di vocazioni, priviamo i fedeli dei loro sacerdoti. E là dove tanti buoni sacerdoti sono soffocati dalla burocrazia e dall’efficientismo, vendiamo i seminari.
Quante volte santi sacerdoti e religiosi obbedirono con il cuore lacerato, ma consapevoli della Verità, obbedirono. Pensiamo al caso eclatante di San Pio da Pietrelcina.
Il Signore saprà scrivere dritto tra le righe storte degli uomini, ancorché suoi pastori.
Da la Nuova Bussola Quotidiana dell’ 08_01_2025
“Rey, McElroy, Brambilla: i fuochi d’artificio del Papa per il 2025
Rinuncia “indotta” per il vescovo di Fréjus-Toulon considerato troppo conservatore (e già commissariato), mentre a Washington Francesco nomina un cardinale ultra progressista. E smentisce se stesso con la prima religiosa alla guida di un dicastero.

Il 2025 si apre con l’ennesimo pensionamento di un vescovo con sensibilità tradizionale. Da ieri monsignor Dominique Rey non è più alla guida della diocesi di Fréjus-Toulon. Francesco lo aveva già “commissariato” nel novembre del 2023 con la nomina di un coadiutore, monsignor François Touvet. E proprio Touvet è stato indicato come successore di Rey che lascia dopo 25 anni ma a soli 72 anni.
Il calvario della diocesi di Fréjus-Toulon è iniziato nel 2022 con una prima visita dell’attuale cardinale Jean-Marc Aveline, arcivescovo metropolita di Marsiglia ed è proseguito con lo stop alle ordinazioni diaconali e sacerdotali disposto da Roma. In un tempo in cui il calo delle vocazioni è diventato la norma un po’ ovunque, Fréjus-Tolone rappresentava un’eccezione [… articolo completo QUI]

