Colletta
O Padre, che nell’Immacolata Concezione della Vergine
hai preparato una degna dimora per il tuo Figlio,
e in previsione della morte di lui
l’hai preservata da ogni macchia di peccato,
concedi anche a noi, per sua intercessione,
di venire incontro a te in santità e purezza di spirito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Commento artistico-spirituale alla Prima Lettura della SOLENNITÀ DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE – 08 Dicembre 2024
Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg
«[Dopo che l’uomo ebbe mangiato del frutto dell’albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: “Dove sei?”. Rispose: “Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto”. Riprese: “Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?”. Rispose l’uomo: “La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato”. Il Signore Dio disse alla donna: “Che hai fatto?”. Rispose la donna: “Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato”. Allora il Signore Dio disse al serpente: “Poiché hai fatto questo, maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici! Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno”. L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi» (Genesi 3,9-15.20).
L’autore di questo Testo Sacro annuncia molti secoli prima l’incarnazione di Gesù Cristo e così, nonostante il peccato degli inizi, profetizza il dono carico di speranza, in grado di vincere ogni peccato e perciò anche la morte, per una conclusione positiva della storia.
L’Abbazia di Fleury, nella diocesi di Orléans, situata a Saint-Benoît-sur-Loire (Loiret), nella regione Centro-Valle della Loira, è stata fondata nel 652 e rifondata nel 1944. È anche basilica, dedicata alla Vergine Maria e a san Benedetto, patriarca dei monaci d’Occidente e compatrono d’Europa, le cui reliquie riposano nella grande cripta dell’XI secolo.
Nella navata centrale si trova il capitello della fine del secolo XI, che riprende il «dialogo tra Dio e Adamo ed Eva», scolpito con cura nella pietra.
Nel Creatore che offre ai progenitori l’inattesa promessa anticipatrice del Vangelo annunciando un uomo che sarà generato dalla progenie di Eva, è già presente il Figlio crocifisso come conferma l’aureola intagliata in forma di nimbo crociato. Il Signore, infatti, con la destra mostra ad Adamo e ad Eva il segno – una verga alzata – che stanno per essere cacciati e regge con la sinistra, sotto forma di libro, proprio il «protovangelo», il primo vangelo.
La poesia tratta dalla raccolta «Parole dipinte» (1989) di Giovanni Angelo Abbo ricorda che Maria accompagna il nostro quotidiano navigare, necessario al vivere profondo.
«Santa Maria: con quel nome sulla chiglia
i padri salpavano
verso mari dai flutti giganti.
Anch’io lo scrivo a prua
della fragile barca che è
la mia vita
e ti chiamo
ti chiamo, santa Maria.
E fioriranno sempre
coraggio e meraviglia».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.
