Cosa accadrà a Davos nella assemblea annuale di Gennaio? Ce ne parlano Giovanni Zenone e Davide Lovati

DAVOS 2025

IL PROGETTO TECNOCRATICO AVANZA

Tutto quanto è divulgato dal sito del Dottore in Scienze Politiche e in Scienze Religiose Davide Lovat ha pieno riscontro nei documenti ufficiali del sito del World Economic Forum. Nulla a che vedere con il complottismo.

Per vivere un Natale realistico non è male informarsi (WORLD ECONOMIC FORUM)

Il Video di presentazione è visionabile nella copertina del Sito di WEF. Sembra l’ottava meraviglia del mondo. Fatta apposta per il nostro benessere.
Tutti sorridenti …

“Con un comunicato firmato da Klaus Schwab – storico Patron del World Economic Forum fin dalla fondazione, nel 1971 – è apparso sul sito ufficiale del WEF l’annuncio relativo alla sessione pubblica annua dei lavori del Meeting di Davos, con la tradizionale cadenza nel mese di Gennaio: essa avrà luogo nel periodo 20-24 gennaio 2025 e avrà come tema “Collaboration for the Intelligent Age” che, con la pomposità tipica di chi come Schwab si sente artefice sommo della Storia, vorrebbe annunciare l’inizio di una nuova epoca con un nome scritto appunto in maiuscolo, l’Età (evo, epoca) Intelligente (in italiano si coglie meno la sfumatura, ma nella storiografia in lingua inglese è chiaro l’uso di “Age” con il significato di “Epoca”).

Attenzione, perché le parole sono strumenti per dare un significato: non “Età dell’Intelligenza”, ma “Età Intelligente”, e di quale intelligenza si tratti è tutto da spiegare, così come è da capire in cosa consista la “collaborazione per” dar compimento a quest’idea. Vediamo dunque di spiegare l’approccio che emerge dalle parole di Schwab e dai contenuti del sito ufficiale del WEF.

Nel presentare i lavori e gli scopi del prossimo Meeting, si parte facendo riferimento alla già ampiamente descritta e tratteggiata “Quarta Rivoluzione Industriale” (titolo di un libro di Schwab del decennio scorso) che è quella cibernetica, ovvero il varo del cosiddetto “internet delle cose e delle persone” che porta alla fusione degli elementi tecnici, biologici e virtuali, per modificare il lavoro e la produzione, nonché la vita delle persone, in modo irreversibile. Tale cambiamento epocale deve venire concepito secondo le parole d’ordine storiche del WEF: sostenibilità ambientale e climatica, resilienza, uguaglianza, uniformità, e deve naturalmente interessare ogni aspetto della vita umana, compresi i modi di vivere e abitare la Terra, di come e cosa consumare e, ovviamente (perché lì si va a parare alla fine) di come organizzare politicamente la società in ogni parte del Globo.

Non è un caso, anche se in apparenza sembra una cosa da lasciare sullo sfondo nel discorso di Schwab, che uno dei temi soggiacenti ai lavori sia quello degli “shock geopolitici” ai quali far fronte, perché risultano d’intralcio all’attuazione dell’Agenda, e nessuno mi toglie dalla testa che l’elezione di Trump, avvenuta poco tempo prima del comunicato ufficiale, abbia fatto reimpostare l’intera comunicazione al portavoce dell’élite globalista. Non è un caso, dicevo, perché tutta l’attività del WEF mira al “Grande Reset”, obiettivo annunciato proprio a Davos nel 2020, cioè alla completa riorganizzazione del sistema politico, economico e sociale del mondo intero, secondo i dettami del “capitalismo degli stakeholders” (citazione letterale), cioè secondo i desideri e le esigenze dei “grandi portatori di interesse”, che sono quell’élite che finanzia, sostiene e utilizza Davos come centro nevralgico per l’elaborazione delle strategie e come luogo per intessere le reti di relazioni che servono per conquistare il potere e transitare dalla democrazia, giudicata ormai obsoleta, alla tecnocrazia elitaria, passando per il progressivo depotenziamento degli Stati in vista di una futura loro abolizione. Niente di nuovo, ma vale la pena ricordarlo e far luce su come sta operando il WEF …” (Articolo completo QUI)

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Author: Libertà e Persona

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