“Benedizione per il nuovo anno”

Anonimo Renano o Francese, Aaron, 1160-1180, The Chicago Art Institute

Commento artistico-spirituale alla Prima Lettura della SOLENNITÀ DI MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO – 01 Gennaio 2025

Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg

«Il Signore parlò a Mosè e disse: “Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: Così benedirete gli Israeliti: direte loro: Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace. Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò”»
(Numeri 6,22-27).

Tratta dal libro dei «Numeri», la formula di benedizione sacerdotale, dettata dal Signore a Mosè, e quindi ad Aronne, è l’augurio di pienezza di vita e di pace che la Chiesa, nella celebrazione eucaristica, rivolge ai fedeli all’inizio dell’anno. Nell’atto di benedire, il sacerdote, che è solo un tramite, si presenta con le mani alzate verso l’assemblea del popolo, i pollici riuniti e le dita delle mani unite a due per rendere presente idealmente le quattro lettere del Tetragramma «IHWH»: è la trasmissione dell’impronunciabile Nome divino sugli Israeliti che, ricevendo la bellezza del volto del Signore e la Sua pace, diventano per questo appartenenti a Lui. Tutt’oggi con tale testo sacro, i genitori benedicono figli e figlie il venerdì sera all’inizio dello «Shabbat» (il sabato in ebraico termina un’ora dopo il tramonto del sole) e prima del pasto serale dei giorni festivi. I rabbini benedicono lo sposo e la sposa e i ragazzi e le ragazze nel momento in cui raggiungono rispettivamente l’età della maturità (13 anni e un giorno per i maschi, 12 anni e un giorno per le femmine) e diventano responsabili nei confronti della legge ebraica.

La placca con «Aaron» realizzata da artista sconosciuto, tedesco (Renania) o francese (Troyes), tra il 1160-1180, in rame dorato e decorato con smalto champlevé, si trova al Museo «The Chicago Art Institute». Il raffinato oggetto sacro, di piccole dimensioni (6,2×3,7 cm.) e proveniente dalla valle della Mosa, si distingue per l’elegante qualità degli smalti e presenta con estrema finezza, Aronne seduto sul trono, che benedice con la mano destra mentre con la sinistra regge la verga fiorita, dotata di poteri miracolosi e simbolo naturale di autorità. Il sacerdote Aronne infatti era stato rifiutato dal popolo e Mosè, per difenderlo, lo presenta a tutti con un segno prodigioso: il bastone che collocato nella tenda davanti a Dio, nella notte germoglia e produce frutto.
Ecco il testo di una «Benedizione apache», una delle tribù più famose degli Indiani d’America:

«Che il sole ti porti

nuova energia ogni giorno,

che possa la luna

ristorarti dolcemente la notte,

possa la pioggia

lavare le tue preoccupazioni,

e la brezza portare

una ventata di aria fresca

nel tuo essere,

e che tu possa

camminare dolcemente

attraverso il mondo

e conoscere la sua bellezza

tutti i giorni!».


don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.

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Author: Libertà e Persona

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