Il fatto che ogni anno si ripete
«Allora, Papà, Mamma, Maestra, Maestro (e poi lo chiedono ai compagni …): Babbo Natale esiste veramente?». «Ci porta lui i doni o siete voi, perché io ho visto che …»
Agli adulti piace gingillarsi con il ricordo misterioso di Babbo Natale, della propria infanzia e godere la visione dei visetti eccitati dei propri bimbi al
pensiero che passerà Babbo Natale a lasciare un dono. E l’emozione della letterina?
Molte sono le emozioni ed i sentimenti che si agitano nell’attesa di Babbo Natale fino a rendere un poco più sbiaditi quelli per la nascita di Gesù Bambino. Ma non mi voglio addentrare nell’analisi di tutti i fattori in gioco.
Il punto è che tutto gira intorno all’attesa del dono portato da qualcuno che è mistero. Ma si tratta di un mistero vero o falso? E in epoche di demitizzazione per dei genitori e adulti che devono dare risposte è sapienza e prudenza riflettervi.
Chi è Babbo Natale per noi. Capire questo è il primo passo
Noi sappiamo che Babbo Natale, come lumeggiato nelle nostre fantasie, non è reale, nel senso empirico del termine, ma è reale nel cuore del bambino ed anche nella nostra fantasia.
Quando un pomeriggio dei giorni vicini al Natale di quasi sessanta anni fa, il Figlio del mio medico venne a trovarmi per giocare e mi spiattellò in faccia la presunta “verità” che Babbo Natale non esiste, mi procurò un atroce dolore. Fu implacabile. Ad ogni mia protesta rincarava la dose, pareva ci provasse piacere a farmi soffrire. Ed io piangevo, piangevo e mia Mamma non riusciva più a consolarmi. Ma sapete? Quel ragazzo, più grande di me, in parte aveva ragione e in parte torto e “torto marcio”.
Analizziamo alcuni punti
Non tutto quanto non si vede è falso e non tutto quanto si vede è vero. Penso che se ne possa facilmente convenire.
Il dono c’è. Non lo porta Babbo Natale, in quanto vecchio con barba, blusa e pantaloni rossi e via dicendo. Ma molto di quanto è rappresentato da quell’immagine è vero, verissimo.
Intanto, Babbo Natale, sia in Occidente che in Oriente, esiste sia nelle tradizioni cristiane che pagane ad esso precedenti.
Storicamente, risale in chiave cristiana al santo Vescovo di Myra, in Turchia, che portava aiuti ai piccoli poveri. La sua devozione si diffuse ampiamente fino a diventare Patrono di svariate città, come, per esempio, Bari, e di diverse categorie di lavoratori. Senza voler trascurare altre analoghe figure nel mondo cristiano nordico e ortodosso, vi sono radici nel folklore germanico ed inglese, circondato da diverse divinità ritenute dalla fede demoniache.
Durante il solstizio invernale, accompagnato dagli altri dei e dai guerrieri caduti, Odino, durante la battuta di caccia, attendeva di trovare nelle calze dei bimbi del cibo per il suo sostentamento ed in cambio lasciava loro in dono dei dolciumi.
Attraverso il Belgio ed i Paesi Bassi questa tradizione pagana si saldò con quella cristiana con il significato importante per l’uomo che il mondo del divino si interessa dell’uomo. Ciò è molto importante per ognuno, per rassicurarlo di non essere abbandonato a sé stesso. E così potremmo sbrigarcela con una spiegazione pressoché di natura psicologica demitizzante, appunto.
Ma è proprio la versione cristiana che ci parla del Santo Vescovo Nicola che aiutava con doni i poveri e i piccoli. È questa che dà significato alla tradizione odierna.
Nella tradizione germanica, Babbo Natale pone i piccoli anche al sicuro da Krampus, un diavolo, un troll, che sono creature infernali.
Una risposta cristiana
Ma se ben si riflettiamo, gli attributi positivi di San Nicola, oltre che le sue virtù di Santo Vescovo, vanno ben oltre, in quanto Babbo Natale, San Nicola, Santa Klaus per gli Olandesi e non solo, è colui che ogni anno e ogni giorno educa i genitori a prendersi cura dei piccoli, come fanno Santa Lucia, o Gesù bambino in altre località, e dei lo desideri innocenti. Essi li educano a generare un clima familiare di fede, che aiuta a credere nella Provvidenza, a Dio che vede ed opera per il bene.
San Nicola di Bari, Vescovo di Myra è colui che apre il ciclo delle figure “reali” di fede, che preparano l’Avvento, la venuta di Gesù: Il 6 Dicembre è il giorno della sua nascita al Cielo.
Il 7 Dicembre è la Solennità di Sant’Ambrogio, che ha illuminato le menti con il dono della Fede.
L’8 Dicembre, Solennità dell’Immacolata, di colei ovvero, di colei che è nata senza peccato e che dunque porta il più gran dono: Gesù Bambino.
Il 13 Santa Lucia, altra benefattrice dei piccoli, immagine dei piccoli del Vangelo, dona i suoi occhi mortali al giudice Pascasio perché impari a vedere solo con gli occhi della Fede e, finalmente, Gesù, dono per eccellenza. È un crescendo verso il grande Dono che è Dio e i piccoli doni vi preparano, Demitizzare non serve a nulla, anzi, serve a non preparare i piccoli, a lasciarli vittime delle loro paure e a dimenticarsi dell’invisibile. Allora sì, saranno guai, quei guai che vediamo oggi e che si chiamano vita senza senso e male di vivere.
Proposta
La soluzione per far crescere i nostri piccoli non è demolire, allora, l’immaginario, ma far leva su di esso proprio per trasmettere loro quei valori di spirito e virtù che si possono suscitare nei cuori tramite queste figure esistite ed operanti nella Chiesa, Corpo Mistico, che, sapendo credere, hanno portato il dono della Fede al mondo, massimamente l’Immacolata, che ha portato e porta, anche ora, Gesù Bambino.
Svestiamo Babbo Natale dei panni falsi e nocivi della pubblicità di bevande gassate; lasciamogli pure il suo costume, ormai ben noto ed ispirato ai panni episcopali; evitiamo di portare i bambini a cercare il Babbo Natale dei grandi magazzini americani e facciamo che chi impersonasse la parte di Babbo Natale, parli con parole di Fede, così come quando Babbo Natale nacque dalla Fede e, di certo, in alcune notti, in cui i nostri piccoli saranno angosciati da Krampus, Egli saprà scacciarlo e per sempre.
IL VIDEO
In questo mio video un semplice esempio
E allora, cari piccoli, mi avete scritto la letterina…?
… perché è ancora tutta bianca!
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