MORTE E SENSO DELLA VITA

Il 7 Gennaio 2024, Il Sole 24 Ore, a soli due anni dalla morte suicida dello scrittore e registra Vitaliano Trevisan, proponeva una riflessione sulla sua dolorosa fatica di vivere per la quale aveva cercato instancabilmente una buona ragione per perseverarvi, nonostante tutto e nonostante il suo grande successo artistico e buone amicizie. Eppure, Trevisan non aveva

trovato un motivo sufficiente per vivere ancora e preferì porre fine alla sua sofferenza esistenziale.

La malattia di vivere

Oggi, possiamo parlare di una “malattia”, che malattia non è, a meno che la si intenda malattia dell’anima priva di un senso che la motivi (Vedi la Logoterapia di Viktor Frankl). Possiamo parlare di incapacità di conoscere la propria anima nella sua natura. Conoscere la natura dell’anima equivale a conoscere il senso della propria esistenza.

Parlammo del tema della vita e della morte proprio poco prima del Natale 2024. Che senso poteva avere parlare della morte, del morire, del senso della vita proprio in vicinanza del Natale, della nascita suggestiva e consolante di un bimbo indifeso, che, per chi crede, è anche Figlio di Dio, autore della vita?

Una riflessione antropologica

La riflessione, condotta in termini strettamente antropologici, ci dà l’opportunità di un’esperienza introspettiva unica quanto inattesa e necessaria. Per questo oggi propongo questa conversazione che ha perso nulla del suo significato ed attualità.

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Author: Marcello Giuliano

Nato a Brescia nel 1957, vive a Romano di Lombardia (BG). Dopo aver conseguito il Baccelierato in Teologia nel 1984 presso il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma e il Diploma di Educatore Professionale nel 2001, ha lavorato numerosi anni nel sociale. Insegnante di Religione Cattolica nella Scuola Primaria in Provincia e Diocesi di Bergamo, collabora ai cammini di discernimento per persone separate, divorziate, risposate ed è formatore per gli Insegnanti di religione Cattolica per conto della stessa Diocesi. Scrive sulle riviste online Libertà & Persona e Agorà Irc prevalentemente con articoli inerenti la lettura simbolica dell’arte ed il campo educativo. Per Mimep-Docete ha pubblicato Dalla vita alla fede, dalla fede alla vita. Camminando con le famiglie ferite (2017); In collaborazione con Padre Gianmarco Arrigoni, O. F. M. Conv., ha curato il libro Mio Signore e mio Dio! (Gv 20, 28). La forza del dolore salvifico. Percorsi nella Santità e nell’arte, (2020). Ancora con Padre Gianmarco Arrigoni O. F. M. Conv., Non è qui, è Risorto! Mimep-Docete, Marzo 2024.

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