Una lettura simbolico artistica del Fonte Battesimale della Basilica di Santa Maria Assunta in Clusone

Scuola Campionese, Fonte Battesimale della Basilica di S. Maria Assunta, donato dalla Confraternita della Vergine Immacolata, Ultimi decenni sec. XIV

La conversazione è stata tenuta a Clusone

nella Basilica di Santa Maria Assunta il 9 Marzo 2024,

su invito del Lions Club dell’omonima Città.

Nel video il testo completo della

presentazione dell’artistico Fonte.

Prefigurazioni e simboli del Battesimo

Battistero degli Ariani, Sec. VI, Ravenna, la cupola

Parlare di Battesimo significa parlare per prima cosa dell’acqua e del suo significato vitale, distruttivo e purificatorio.

L’acqua distrugge la vita ma, quanto al significato, distrugge, nel senso di purificare la persona e l’umanità dal male.

Il discorso, di grande significato per l’uomo, trascorre dalle Scritture all’arte sacra e sacra cristiana.

Come inizia la Bibbia?

Nel libro del Genesi si inizia parlando dello Spirito di Dio che aleggiava sulle acque (Gn 1, 2) e, nel settantantreesimo libro dell’Apocalisse, che chiude i libri, -quelli che dal greco chiamiamo Bibbia, ta biblìa-, vi è l’immagine di un fiume d’acqua viva, limpido come cristallo:

La Gerusalemme Celeste, 1000 d.C., da una Apocalisse conservata alla Staatsbibliothek di Bamberga, Germania.

Esso scaturiva dal trono di Dio, dall’Agnello. Agnello sacrificato. L’acqua, infatti, tiene il posto del suo sangue, dell’agnello condotto al macello (il Gesù profetizzato da Isaia 53, 7).

Nel video la conversazione completa …

In tutta la Bibbia, l’acqua compare sotto più espressioni. Non solo l’acqua del fiume, o del mare, ma l’acqua come canalizzazione delle sorgenti, come sete, come ricerca …

Gli Apostoli convergono verso il trono vuoto o, meglio, pieno della Croce di Cristo in attesa del suo ritorno (Etimasia)

2 Come la cerva anela ai corsi d’acqua,

così l’anima mia anela a te, o Dio.

3 L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente:

quando verrò e vedrò il volto di Dio?

Fonte web

La cerva è animale elegante alla ricerca di soddisfazione del bisogno e allegoria dell’anima che anela a Dio.

Le piogge, poi, sono benedizione e i diluvi purificazione. L’acqua, in tutte le sue accezioni, viene citata in 1500 versetti nell’A.T. e in 430 nel N.T., in tutto 1930 volte. È poco?

Il contesto ambientale, da un lato il deserto, dall’altro le oasi, le valli e le pianure lussureggianti del paesaggio sia babilonese che palestinese, nel loro contrasto si prestavano, dunque, all’esigenza di citare l’acqua come simbolo della ricerca e pienezza interiore.

L’acqua si pone quindi come elemento da rispettare, temere e desiderare come fonte di vita fisica e spirituale.

La res, la cosa, l’elemento materiale, diviene segno e segno efficace nel sacramento, che trasforma.

In Giovanni, l’acqua è Spirito vivificante. Pensiamo alla Samaritana al pozzo con Gesù (Gv 4, 13-14).

Gesù e la Samaritana al pozzo, sec. IV, affresco, Roma tombe della Via Latina

Quanti altri esempi, come nei mosaici di Sant’Apollinare Nuovo fino ad Annibale Carracci, come al sarcofago paleocristiano della cripta delle reliquie della Chiesa di San Pietro in Vincoli, a Roma!

E chi non ricorda Noè con l’Arca, che salva lui stesso, la sua famiglia e le coppie di animali dal diluvio?

E Mosè, figura di Colui che deve venire, Gesù, che fa sgorgare l’acqua dalla roccia, come Longino (longea), lancia, fa sgorgare non più acqua soltanto, ma acqua e sangue dal costato di Cristo, nella lettura cristiana, simboli della Chiesa e dei suoi sacramenti.

Mosè fa scaturire l’acqua dalla roccia, seconda metà del Sec. III, Roma, Catacombe Santi Pietro e Marcellino

L’arte vede in questo Mosè la prefigurazione del battesimo, ma in virtù di cosa? Non basta dire che vi si vede la prefigurazione del Battesimo, occorre coglierne i nessi interni. L’acqua è figura del sangue, essa che a Cana diviene vino di Cristo nel patto nuziale di alleanza tra Dio e la Chiesa, tra Dio e l’anima! Qui troveremmo anche il fondamento della diversità gerarchica, nella pari dignità, del maschio rispetto alla femmina, poiché, l’uomo intero è stato creato maschio e femmina; è qui, poi, anche il fondamento di una carne sola. I due saranno uno|

Tutto si armonizza senza alcuna ombra di maschilismo, additato ad ogni piè sospinto solo da chi non legge lo Spirito. Si tratta invece di un ordine complesso e simbolico riflesso del rapporto tra Cielo e Terra del quale poi il maschio non può approfittare per mire frutto del peccato, in contrasto con la Volontà e Sapienza divine.

Il rito del Battesimo

Lorenzo e Jacopo Salimbeni, Il Battesimo di Cristo, 1416, Urbino, Oratorio di S. Giovanni

Battesimo da baptizo, immergere e annegare. Già Achille, che appartiene alla mitologia greca, viene immerso nello Stige dalla madre Teti, dea del mare. Ella pensava di poter dominare le acque, ma le acque solo apparentemente le obbedirono. Il tallone, infatti, trattenuto e coperto dalle dita della madre, non sarà reso invulnerabile ed Achille, come ogni uomo, morirà per andare tra le ombre dell’Ade.

Cristo, invece, che si immerge nelle acque del Giordano (ebraico yaràd, scorrere, fluire, immagine del divenire verso la morte), è lui che risana le acque santificandole al suo contatto. Non per diventare lui e noi immortali, immortali in questa vita terrena, ma vincitori della morte in una vita piena nella gloria. Le acque, così trasmetteranno la vita una volta che il Cristo, e poi il cristiano, volentieri, accetteranno la morte.

Se vuoi conoscere lo sviluppo della conversazione, guarda il video intero … più sopra.

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Autore: Marcello Giuliano

Nato a Brescia nel 1957, vive a Romano di Lombardia (BG). Dopo aver conseguito il Baccelierato in Teologia nel 1984 presso il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma e il Diploma di Educatore Professionale nel 2001, ha lavorato numerosi anni nel sociale. Insegnante di Religione Cattolica nella Scuola Primaria in Provincia e Diocesi di Bergamo, collabora ai cammini di discernimento per persone separate, divorziate, risposate ed è formatore per gli Insegnanti di religione Cattolica per conto della stessa Diocesi. Scrive sulle riviste online Libertà & Persona e Agorà Irc prevalentemente con articoli inerenti la lettura simbolica dell’arte ed il campo educativo. Per Mimep-Docete ha pubblicato Dalla vita alla fede, dalla fede alla vita. Camminando con le famiglie ferite (2017); In collaborazione con Padre Gianmarco Arrigoni, O.F.M.Conv., ha curato il libro Mio Signore e mio Dio! (Gv 20, 28). La forza del dolore salvifico. Percorsi nella Santità e nell’arte, (2020). Di prossima uscita Gesù è veramente risorto?