UN MAESTRO VA IN PENSIONE MA NON SMETTE DI INSEGNARE

Un maestro va in pensione, ma non smette di insegnare
Pizza-pensione di Lunedì 18 Giugno 2024

Il nostro Blog non è un profilo personale, come i social cui siamo ormai abituati, ma un laboratorio di pensiero, cultura e Fede e non sarebbe il caso di parlare di aspetti troppo personali che rasentassero la cronaca.

Ma questa volta, di fronte ad un evento come il pensionamento, mi sembra essere utile riflettere insieme, proponendo un modo un po’

insolito di guardare alla pensione: La pensione come fatto tecnico, ma non sostanziale. La pensione non è un fine vita, ma preparazione alla vita continuando a vivere la nostra vocazione.

Il perché di una professione

Il lavoro, prima nel sociale e poi nella scuola, non fu per me una scelta meramente professionale, con il fine del mantenimento mio e della famiglia, ma, insieme ad esso, un modo per vivere la vocazione ad accompagnare altre persone nella vocazione alla vita, crescendo insieme e proponendo una strada ed una meta, nella ricerca del loro senso della vita aprendosi alla cultura, alla conoscenza della verità, della bellezza, della giustizia, dell’amore in un continuo crescendo.

7 Giugno 2024

Negli ultimi anni, sempre più sentivo avvicinarsi questo momento ed in anticipo iniziai a sentire la nostalgia del mio ambiente scuola, dei bambini come, non meno, dei loro genitori, sempre alle prese con le fatiche e trepidazioni educative, e molto anche delle maestre e del personale tecnico; non certo di ciò che nella scuola rischia di essere orpello.

Avevo notato come, in questi ultimi mesi, e già dallo scorso anno, i bambini, da me avvisati circa questo cambiamento, esprimessero sempre più gesti di affetto: dagli abbracci, a frasi dolcissime, a mille disegni e regalini, con una tenerezza che non aveva paragoni.

Per questo, quando li guardavo, non potevo essere meno che indulgente, vedendo sempre più in loro ciò a cui sono chiamati e non principalmente ciò che non riescano o non vogliano fare.

Le fotografie con le maestre dei miei due plessi alla pizza-pensione

Ho letto su un giornale on line per insegnanti, a firma del noto scrittore e insegnante Enrico Galiano che insegnare non è una missione, ma una professione. Forse questo noto ed appassionato insegnante non si sente inviato da nessuno, o ha allergia a certi termini che gli potrebbero sembrare da sagrestia, ma, al di là di sentirsi o meno inviati, il punto è se qualcuno ci invii o no.

Per strada

Per me, che reggo la mia vita sulla consapevolezza umana sì, ma anche sulla Fede, non è un caso ritenere che proprio Dio ci invii a prenderci cura delle persone in ogni ambito della vita, anche per la strada. Fratelli in Cristo, sempre; nel Creatore, sempre.

Ma anche per il non credente, è possibile rendersi conto che siamo corresponsabili gli uni degli altri e credo che anche quest’insegnante ne sia consapevole.

Ho provato a guardare ogni persona, che incontro anche per poco, quale veramente è, lo sappia o meno, ad immagine e somiglianza di Dio; un mio simile fragile e che ha bisogno di vicinanza secondo le sue necessità ed il suo modo di essere.

Professionalità e senso delle relazioni

Ciò non ha a che vedere di per sé direttamente con la professionalità, anche se la professionalità è importantissima per ben accostarsi alle persone in quel momento affidateci. Per questo, cerco di vedere il positivo anche in situazioni apparentemente fortuite o “sfortunate”, come qualche giorno fa, quando un giovane neopatentato mi tamponò allo stop.

Scese leggermente alterato, ma si rese conto di avere la responsabilità dell’incidente. Accoltolo con serenità e aiutandoci reciprocamente, alla fine gli dissi: –Nonostante il fatto accaduto, sono contento di averLa incontrata. E’ una persona educata e gentile!

Gli assicurai che gli avrei dato notizie dopo aver parlato con l’assicurazione. Riguardando il suo indirizzo, mi parve che a suo tempo fosse un bimbo timido, che abitava sul mio stesso pianerottolo in una casa nella quale avevo precedentemente abitato. Così, anziché inviargli un messaggio, gli telefonai e gli chiesi se fosse il figlio del Sig. … Esattamente. Subito lo sentii più sereno e non a confronto con uno sconosciuto … Che bello!

La vita è così: Incontri!

Il primo video, scherzoso, autoironico.
Siamo in viaggio, sulla via e il viaggio continua con nuovi incontri e ritorni …

E siccome salutarsi a fine carriera è bello, ho voluto ritrovarmi insieme alle mie Maestre, alle Educatrici ed alle Maestre già in pensione. È stato bellissimo vederle tutte insieme, parlare, ridere, scherzare, facendo a gara per rendere bello quell’evento.

Ristorante Il Mulino ad Arcene – BG – Sala del Camino

Da parte mia ho voluto preparare la serata nei particolari ed in ciò mi è stato molto di aiuto il Sig. Claudio, titolare del ristorante Il Mulino di Arcene, con la sua anziana Mamma, sempre operosa, e tutto l’affezionato personale. Mi hanno aiutato ad adeguare la Sala del Camino alle nostre esigenze (insieme a due Maestre), anche perché avevo bisogno di spazio adatto a proiettare i due video preparati per l’occasione; il primo per scherzare con auto ironia, ed il secondo per riflettere, in modo non pedante ma significativo, sulla nostra vocazione di insegnanti, vocazione che va oltre l’età.

Maestri nell’anima

Riccardo Muti, Maestro ai Maestri

Così ho voluto scomodare, si fa per dire, prendendo spunto dal modo di insegnare, il M. ro Riccardo Muti con i suoi giovani allievi dell’orchestra internazionale Luigi Cherubini e gli allievi di direzione di orchestra, intervallando le sue semplici parole, che vanno al cuore, con qualche breve considerazione con la soddisfazione di contemplare la bellezza tra persone, Maestre, Educatrici e personale tutto, divenute più una famiglia che solo ‘luogo’ di lavoro remunerato.

Momenti indimenticabili, che porto nel mio cuore insieme al ricordo vivo dei tanti eventi quotidiani nei quali incontravo le mie maestre ed educatrici sì, affaticate, ma sempre pronte al combattimento, al di sopra delle loro forze, fedeli al dovere per essere fedeli ai bambini ed alle famiglie, superando ogni difficoltà didattica ed educativa, spendendosi sempre; sopportando anche incomprensioni, come inutili orpelli della burocrazia, che non accenna mai a ridursi e che pure, se ben usata, è utile e necessaria.

La parola alle Maestre ed alle Educatrici

Marcello e Lara, vivace chitarrista

Ma anche le Maestre e le Educatrici, a mia insaputa, si erano date ben da fare, con un canto scherzoso composto sulle note di Che sarà de I Ricchi e i Poveri. La chitarra di Lara sostenne le voci delle colleghe in un canto vivace e deciso che lasciò ammirato tutto il personale che me lo disse con soddisfazione.

Ma, poco dopo, altre parole mi stupirono, quelle di una dedica, che accompagnava un bellissimo dono: una delicatissima icona di stile orientale, realizzata interamente a mano presso Russia Cristiana di Seriate.

Esse testimoniano che in questi quindici anni le mie Colleghe hanno seguito con simpatia e attenzione il mio lavoro di nomade, pellegrino tra una classe e l’altra, sempre aiutandomi, benché sempre prese da scadenze e urgenze. Esse hanno colto aspetti importanti:

A quel punto restai proprio senza parole.

Però le sorprese quella sera non erano finite e, con gran discrezione, due Maestre vollero consegnarmi due loro personalissimi doni, anch’essi accompagnati da particolari parole: un orologio ed un libro sui tesori d’Italia.

Avendone data notizia ad una cara amica di Brescia, insegnante in pensione da più anni, così mi scrisse:

Le foto mi hanno commosso: bei volti giovani, sorridenti che ti manifestavano affetto … Guarda caso, i tre regali esprimono gli orientamenti della tua vita: L’ icona indirizza verso la tua indistruttibile matrice religiosa di stampo mistico orientale, l’orologio porta ad impiegare bene il tempo, ora da mezzo pensionato, mentre il libro ricorda la cultura e l’arte, che da sempre accompagnano i tuoi studi …

(Maria Vittoria Siliprandi)

Relazioni durature

Se immagino durature le relazioni stabilitesi con le Colleghe, non meno quelle con gli alunni verso i quali vanno sempre le nostre attenzioni, non solo nella cura tecnica dei lavori svolti insieme, ma nella scoperta, nell’invenzione, secondo il senso latino di trovare ciò che ci arricchisce.

Si dice che si impara anche da chi è nostro allievo ed è vero. Soprattutto i bambini, nella loro freschezza, ci aiutano a essere giovani ed a non lasciarci sopraffare dall’età, che avanza. Per questo, anche se da lontano, non solo continuerò a pensare agli uni e alle altre, a ricordarli nella preghiera, ma continuerò, come noto, ad insegnare alcune ore a ragazzi più grandi, di culture diverse, e non potrò non ricordare l’insegnamento ai più piccoli. E intanto anche quei piccoli cresceranno e le maestre svilupperanno ancor più grande esperienza.

Così, come già promesso a voce ai bimbi, per tutti mi farò vivo dai canali social con qualche video per riproporre, di tanto in tanto, alcuni temi che credo siano sempre importanti per la vita così da contribuire ancora, benché in modo assolutamente indiretto, al dibattito sociale ed educativo in modo discreto e sereno.

Alcuni alunni e genitori mi hanno, infatti, detto di aver apprezzato che nelle lezioni si sia dato spazio anche a temi della vita, congiuntamente alle nozioni indispensabili per imparare a leggere i segni della cultura e della comunità, che ci circondano, così da essere sempre ancorati alle radici ed il futuro possa essere solido e vero e non frutto dell’effimero e della superficialità.

Con giovani di diverse culture

Ora, il servizio, stante la benevole Provvidenza, benché da pensionato, mi chiama a vivere tutto ciò anche con giovani di diverse culture nella scuola professionale regionale dell’Enaip per alcune ore la settimana, sempre che continui ad averne le forze. E posso affermare che quanto imparato alla scuola elementare in questi anni, già in quest’anno in cui avevo iniziato a insegnare all’ENAIP una mattina la settimana, si è rivelato non solo utile, ma necessario per giungere ai cuori di quanti, ormai grandi, si trovano alla vigilia di grandi passi ai quali devono solidamente prepararsi.

L’ultima parola alle famiglie

Da queste pagine idealmente mi rivolgo anche alle famiglie che in questi anni mi hanno accompagnato.

Cari Genitori e Cari Alunni,

le maiuscole sono d’obbligo. Il ringraziamento non è formale e d’ufficio, ma eco a quanto ciascuno di voi, secondo le proprie forze e sensibilità, ha fatto ed ha cercato di comunicare in questi anni.

Come voi non potete con facilità vedere cosa vi sia dietro e a sostegno di noi insegnanti, una Dirigenza, una Segreteria organizzativa, il Personale ATA (in questo caso mi riferisco alle bidelle e bidelli sempre presenti) il Comune e la Parrocchia, così noi facciamo fatica a vedere quanto e come voi siate quotidianamente presenti alla crescita dei vostri figli, -concedetecelo, un po’ anche nostri per sette ore e mezza al giorno, e sempre nei nostri pensieri, anche quando il Sabato e la Domenica siamo a casa e l’Estate in ferie-.

Ora, per me si profilano “ferie lunghe”, ma vi assicuro che ancora non me ne rendo effettivamente conto. Una cosa so: anche se per i nomi sono un disastroso ed imperdonabile smemorino, i vostri volti, sorrisi, come le lacrime di voi tutti, sono nel cuore e non si potranno mai dimenticare. E grazie ai Nonni, da noi salutati come angeli custodi di questi piccoli, che arrivano dove né noi insegnanti, né i genitori potrebbero giungere.

Davvero, a tutti grazie!

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Autore: Marcello Giuliano

Nato a Brescia nel 1957, vive a Romano di Lombardia (BG). Dopo aver conseguito il Baccelierato in Teologia nel 1984 presso il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma e il Diploma di Educatore Professionale nel 2001, ha lavorato numerosi anni nel sociale. Insegnante di Religione Cattolica nella Scuola Primaria in Provincia e Diocesi di Bergamo, collabora ai cammini di discernimento per persone separate, divorziate, risposate ed è formatore per gli Insegnanti di religione Cattolica per conto della stessa Diocesi. Scrive sulle riviste online Libertà & Persona e Agorà Irc prevalentemente con articoli inerenti la lettura simbolica dell’arte ed il campo educativo. Per Mimep-Docete ha pubblicato Dalla vita alla fede, dalla fede alla vita. Camminando con le famiglie ferite (2017); In collaborazione con Padre Gianmarco Arrigoni, O.F.M.Conv., ha curato il libro Mio Signore e mio Dio! (Gv 20, 28). La forza del dolore salvifico. Percorsi nella Santità e nell’arte, (2020). Di prossima uscita Gesù è veramente risorto?