
Antifona
Ecco, Dio é il mio aiuto,
il Signore sostiene la mia vita.
A te con gioia offrirò sacrifici
e loderò il tuo nome, o Signore, perché tu sei buono. (Cf. Sal 53,6-8)
Commento artistico-spirituale alla Prima Lettura della XVI DOMENICA del Tempo Ordinario – ANNO B – 20 Luglio 2024
Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg
«Dice il Signore: “Guai ai pastori che fanno perire e disperdono il gregge del mio pascolo. Oracolo del Signore. Perciò dice il Signore, Dio d’Israele, contro i pastori che devono pascere il mio popolo: Voi avete disperso le mie pecore, le avete scacciate e non ve ne siete preoccupati; ecco io vi punirò per la malvagità delle vostre opere. Oracolo del Signore. Radunerò io stesso il resto delle mie pecore da tutte le regioni dove le ho scacciate e le farò tornare ai loro pascoli; saranno feconde e si moltiplicheranno. Costituirò sopra di esse pastori che le faranno pascolare, così che non dovranno più temere né sgomentarsi; non ne mancherà neppure una. Oracolo del Signore. Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore – nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto, che regnerà da vero re e sarà saggio ed eserciterà il diritto e la giustizia sulla terra.
Nei suoi giorni Giuda sarà salvato e Israele vivrà tranquillo, e lo chiameranno con questo nome: Signore-nostra-giustizia”» (Geremia 23,1-6).
Il brano contiene una critica rivolta ai pastori che si fanno cattive guide del popolo. Alla minaccia subentra immediatamente la promessa che sarà Dio stesso a radunare il resto delle sue pecore da tutte le regioni e a riportarle ai loro pascoli. Subito dopo, il Signore annuncia l’arrivo del germoglio di Davide che sarà un re saggio e giusto.
L’oracolo contiene poi una promessa che Giuda sarà salvato e Israele vivrà tranquillo e nella pienezza dei doni messianici.
Il «Profeta Geremia» è stato dipinto da Alessandro Bonvicino detto il Moretto, nel 1535 circa e visibile alla Pinacoteca del Castello Sforzesco.
Il profeta, delicatamente appoggiato all’albero di mandorlo, come racconta nel primo capitolo del suo libro, sta guardando il cartiglio che regge con le mani, sul quale sta scritto: «E io, come un agnello mansueto che viene portato al macello, non sapevo che tramavano contro di me» (Ger 11,19).
Pedro Casaldáliga Plá, vescovo di São Félix do Araguaia, nello Stato brasiliano del Mato Grosso, morto nel 2020, così, nell’invito alla sua ordinazione episcopale, descriveva come sarebbe stato il suo servizio di «pastore»:
«La tua mitra sarà un cappello di paglia campagnolo; il sole e la luna; la pioggia e il sereno; lo sguardo dei poveri con cui cammini e lo sguardo glorioso di Cristo Signore.
Il tuo bastone sarà la Verità del Vangelo e la fiducia del tuo popolo in te.
Il tuo anello sarà la fedeltà alla Nuova Alleanza di Dio Liberatore e la fedeltà al popolo di questa terra.
Non avrai altro stemma che la forza della Speranza e la Libertà dei figli di Dio, né indosserai altri guanti che il servizio dell’Amore».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.