
Siena, Pinacoteca Nazionale
Commento artistico-spirituale alla Prima Lettura della XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B – 27 Luglio 2024
Con la Liturgia della Parola CEI
per audiolesi
Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg
«In quei giorni, da Baal Salisà venne un uomo, che portò pane di primizie all’uomo di Dio: venti pani d’orzo e grano novello che aveva nella bisaccia. Eliseo disse: “Dallo da mangiare alla gente”. Ma il suo servitore disse: “Come posso mettere questo davanti a cento persone?”. Egli replicò: “Dallo da mangiare alla gente. Poiché così dice il Signore: Ne mangeranno e ne faranno avanzare”. Lo pose davanti a quelli, che mangiarono e ne fecero avanzare, secondo la parola del Signore» (libro 2 dei Re 4, 42-44).
L’episodio riguardante il profeta Eliseo, discepolo e successore del profeta Elia, presenta una situazione di grande fatica per gli abitanti della regione di Galgala, affetta da una grave carestia. All’uomo che giunge portando in dono il pane delle primizie – è quello benedetto, che si presenta ai sacerdoti perché lo offrano al Signore – Eliseo raccomanda: «Dallo da mangiare alla gente» e, di fronte alla perplessità del servitore, ribadisce la richiesta fidandosi della parola del Signore. Il risultato è miracoloso perché compiuto «secondo la parola del Signore»: di fatto le cento persone «mangiarono e ne fecero avanzare».
La cuspide con il «profeta Eliseo» è uno dei pinnacoli di coronamento del Polittico dell’Arte della Lana dipinto su tavola da Stefano Di Giovanni di Consolo detto Sassetta (ca 1423 – ca 1424) e ora visibile alla Pinacoteca Nazionale di Siena. Da un sermone (1425) di S. Bernardino da Siena sappiamo che la pala, commissionata dalla corporazione dell’Arte della Lana per ornare l’altare del Corpus Domini nella chiesa senese di San Pellegrino alla Sapienza, era utilizzata per l’annuale solennità eucaristica. La figura di Eliseo che con quella di Elia adornava i due timpani dell’Incoronazione della Vergine, oggi purtroppo perduta, è riconoscibile attraverso la pergamena tenuta tra le mani dell’uomo di Dio su cui è inciso il nome a lettere capitali e in caratteri ebraici. Il profeta è vestito con l’abito carmelitano perché Elia è il patrono dell’Ordine omonimo e quel Corpus Domini, veniva celebrato nella chiesa del Carmelo.
Il grande Pablo Neruda, dedicò una magnifica poesia intitolata «Il Pane». Assaporiamone una parte:
«Del mare e della terra faremo pane,
coltiveremo a grano la terra e i pianeti,
il pane a ogni bocca,
a ogni uomo,
ogni giorno
arriverà perché andammo a seminarlo
e a produrlo non per un uomo
ma per tutti,
il pane, il pane
per tutti i popoli
e con esso ciò che ha
forma e sapore di pane
divideremo:
la terra,
la bellezza,
l’amore,
tutto questo ha sapore di pane.
Tutti gli esseri
avranno diritto
alla terra, alla vita,
e così sarà il pane di domani
il pane d’ogni bocca
sacro,
consacrato,
perché sarà la ricompensa
della più lunga e dura
lotta umana».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.
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