Minacciate di morte perché non accettano la “Transmania”

Dora Moutot e Marguerite Stern- Transmania 2024 Fonte x.com

Dora Moutot (1987) è una giornalista, influencer e polemista francese, che negli anni si è fatta conoscere come militante femminista, anche grazie ad un fortunato conto Instagram dedicato alla sessualità delle donne.

Marguerite Stern (1980) è una storica femminista di prima linea, che è

diventata un personaggio mediatico come attivista delle Femen, le ragazze che lottano contro il maschilismo, vero o presunto, esponendosi a seni nudi per strada, ragion per cui è stata arrestata più volte dalla polizia.

Il caso (o la provvidenza) vuole che proprio da due figure non convenzionali, e piuttosto diverse da papa Francesco, sia venuta la prima indagine indipendente sulla natura, i danni e gli interessi pecuniari (non dichiarati) dell’ideologia transgender.

Il libro-documento (Transmania. Inchiesta sulle derive dell’ideologia transgender, 2024), frutto di «anni di lavoro», offre molte informazioni inedite, in qualche modo dall’interno, su una nuova forma del totalitarismo etico contemporaneo. Il quale, come scrivono le autrici, «si sta infiltrando in tutte le sfere della società».

A causa di un tweet che dice «terf a morte» – dove terf sarebbe l’acronimo usato per colpire le femministe non succubi al mainstream – le due autrici hanno appena denunciato un’assistente parlamentare di Mathilde Panot, deputata di estrema sinistra, implicata in tutte le battaglie contro la famiglia e la vita Dora Moutot et Marguerite Stern portent plainte contre une collaboratrice de l’insoumise Mathilde Panot (lefigaro.fr)

Fonte Le Figaro del 13/05/2024

La Moutot e la Stern, nel libro destinato a diventare un classico nel suo genere, analizzano e confutano punto per punto l’ideologia trans secondo cui «esser donna è ormai un sentimento e non una realtà biologica».

Secondo loro, «in Francia è possibile ormai essere legalmente riconosciuti come donne, benché si abbia il pene». E ciò che è legge in Francia, Spagna, Canada e altrove, arriverà prima o poi anche da noi – se non iniziamo la vera resistenza – con tutte le conseguenze diseducative annesse.

Dopo il sesso a scelta, notano le autrici, accade che «alcuni uomini autodichiaratisi femmine» competano e vincano premi «in competizioni sportive riservate alle donne». Ma qui la discriminazione non vale?

Secondo il duo, è a causa della pervasività martellante di questa visione utopica ed elastica della biologia che «gli ospedali effettuano sperimentazioni sui bambini» con lo scopo ipotetico di «cambiargli il sesso». E lo scettico che nutre dubbi su tali possibilità «evocando la binarietà dei sessi» è umiliato dai media, specie dai media del progressismo.

Fonte valersactuelles.com

Il comune di Parigi, guidato da Anne Hidalgo è intervenuto per far «rimuovere i manifesti che pubblicizzavano il saggio» e il vicesindaco Emmanuel Grégoire ha scritto su X, che appartiene all’etero-conservatore Elon Musk, che «la transfobia è un delitto» e quindi quei manifesti vanno censurati.

Le coraggiose autrici hanno ricevuto il sostegno della creatrice di Harry Potter perché dopo le vili minacce sui social, il loro nome è stato scandito in cortei pseudo femministi con slogan cortesi tipo «Dora Moutot au fond du Rhin» e «Les fachos au feu, Stern au milieu». Ovvero una dovrebbe annegare «in fondo al Reno» e l’altra arsa al rogo «con i fasci» per aver denunciato l’ideologia trans che i potenti vogliono imporre a bambini e adolescenti.

Print Friendly, PDF & Email
Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo.