“LA CROIX” quotidiano cattolico francese contro i cattolici identitari

Sono anni e anni che tutti gli osservatori, i sociologi, gli studiosi di ogni orientamento concordano: i cattolici francesi – ma potrebbe dirsi lo stesso degli italiani e degli spagnoli, dei polacchi e degli austriaci – votano sempre più frequentemente a destra. La fine dell’era democristiana e dei partiti di ufficiale ispirazione cattolica

ha certamente contribuito al fenomeno, spaccando in 2 grandi tronconi i cattolici in politica: il centro-destra e il centro-sinistra. Questa è l’opinione per esempio del sociologo delle religioni Jérôme Fourquet, espressa in tanti articoli e saggi (cf. l’Archipel français, 2020 et À la droite de Dieu, 2018).

Sondaggio Ifop commissionato dai Vescovi francesi

Un sondaggio del 2024 realizzato dall’Ifop e commissionato dal quotidiano episcopale La Croix, faceva titolare così il giornale cattolico-progressista: “Europee 2024: i cattolici praticanti non si oppongono più all’estrema destra”. Européennes 2024 : les catholiques pratiquants ne font plus barrage à l’extrême droite (la-croix.com)

Dove la locuzione infida di “estrema destra”, coniata dalla sinistra e ripresa telle quelle da presuli che si vedono abbandonati proprio dai fedeli più convinti, vorrebbe indicare il Rassemblement national (ex Front national) di Marine Le Pen e in misura minore Reconquête!, il partito fondato nel 2021 da Eric Zemmour, giornalista e scrittore di origini ebraiche e berbere.

La statistica

Il Rn ha appena ottenuto il 31,4% dei suffragi (30 seggi a Bruxelles), Zemmour il 5,5 (5 seggi): la cosiddetta estrema destra è dunque vicina al 40% dell’elettorato, mentre Macron fermatosi al 13,8% con un gesto coraggioso, ha proclamato nuove elezioni politiche per il prossimo 30 giugno-7 luglio.

La sinistra si è compattata subito, unendo gli ambienti radicali di Jean-Luc Mélanchon ai partitini più estremisti e dando vita al Nouveau Front Populaire, per scongiurare la vittoria del Rn, il quale anche grazie all’accordo con i Repubblicani di Eric Ciotti, porterebbe Jordan Bardella, il candidato di Marine Le Pen, a diventare primo ministro.

La risposta della gerarchia

E la Chiesa francese che fa? In un contesto di spostamento a destra delle sue truppe (in forte decrescita) e proprio mentre la sinistra e lo stesso Emmanuel Macron riprendono l’anticristianesimo radicale del secolo scorso, contrastando il messaggio cristiano sui valori «non negoziabili» (Benedetto XVI) della vita e della famiglia, scende in campo, ma al contrario. Ospita infatti, sul sito e sul quotidiano di riferimento La Croix, L’appel de 6 000 chrétiens : « Au nom de notre foi, nous voterons contre l’extrême droite » (la-croix.com) un incredibile «Appello dei 6000 cristiani». I quali, in nome della loro lettura della realtà e accecandosi davanti ai rischi del NFP, chiedono di «votare contro l’estrema destra». Un’ennesima occasione persa di tacere, frutto di un manicheismo per nulla evangelico.

L’appello infatti è un concentrato di slogan datati e gridati, e riflette quel catto-progressismo anni ’60, ormai fuori tempo massimo, che è una delle cause dell’abbandono delle parrocchie da parte dei cattolici francesi, praticanti ormai al 2-3%.

«Mentre il Rassemblement National è alle porte del potere» dice l’appello dei 6000, tra cui oltre 70 sacerdoti, «affermiamo la nostra decisa opposizione all’estrema destra e alle sue idee». Perché, scrivono senza cogliere il ridicolo, «nella parabola del buon Samaritano», colui che soccorre «l’uomo abbandonato e ferito al lato della strada», è «un straniero».

Paura dell’immigrazione?

E visto che nel programma del Rn c’è l’impegno, sentito come prioritario da oltre il 60% dei cittadini, di controllare l’immigrazione, che negli ultimi anni ha causato dolore e morte, terrorismo e teppismo in proporzioni mai viste, ecco che l’estrema destra sarebbe anti-evangelica. Perché «alimenta le nostre paure» verso uno straniero «che ci metterebbe in pericolo». Bataclan e Charlie Hebdo, Nizza e il povero decapitato padre Jacques Hamel richiedono più di un condizionale.

«Di fronte alla crisi ecologica», continuano questi difensori del Vangelo che si ricordano di esserlo solo in prossimità delle elezioni, «il programma dell’estrema destra è l’esatto opposto di ciò che va compiuto assieme». Solo che contadini e agricoltori, che vivono di natura e di ecologia e non nelle redazioni, hanno votato in massa per Bardella.

Il “progressimo” evangelico francese

Mentre l’estrema sinistra del Nouveau Front Populaire, favorita obiettivamente da questi scriteriati appelli, ama così tanto la natura, da promuovere le naturalistiche idee dell’aborto no limits, dell’eutanasia per tutti, del suicidio assistito, della libertà di drogarsi, dell’educazione al gender nelle scuole e della cancellazione di ogni simbolo religioso dalla via pubblica (decine le statue sottratte alla vista da questi progressisti rosso-fuxia). Finanziando in pari tempo la costruzione di faraoniche moschee, il che ha fatto sorgere il nomignolo, un tempo privo di senso, di «islamo-goscismo».

«Seguendo Cristo», osano concludere, con una fierezza degna di miglior causa, «votiamo in fedeltà ai nostri valori». Ora, che ci siano degli attardati fedeli e degli anziani sacerdoti rimasti al ’68 e alle bandiere rosse issate nei seminari, ci sta ed anzi fa folklore. Ma che il quotidiano di riferimento dei vescovi dia loro questo spazio è a metà strada tra l’indecente e il suicida.

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