Da Il sussidiario.net e da Controcorrente il Blog di Alfredo Tràdigo
Tutta la storia dell’arte è punteggiata di ritrovamenti inaspettati, di nuove scoperte e attribuzioni, di cifre da capogiro che vengono battute all’asta per accaparrarsi opere rarissime, spesso ritrovate nei luoghi più impensati e nei modi più fortunosi.
La Testa di contadina di Van Gogh, per esempio, scoperta l’anno scorso sotto la crosta di un altro quadro, è stata battuta all’asta Christie’s di Londra per 1 milione e mezzo di sterline (quasi 2 milioni di euro). Ma un piccolo capolavoro di arte medioevale ha battuto Van Gogh venti a uno. Si tratta di una tavoletta di legno di pioppo grande poco meno di un foglio di carta A4 (25,8 x 20,3 cm) con dipinta l’immagine di Cristo deriso. L’opera è stata battuta
a un’asta parigina per 24 milioni di euro, una cifra record per un’opera medioevale. Ma è una cifra giustificata dal fatto che l’autore – che la dipinse nell’anno 1280 – sarebbe addirittura Cimabue, l’artista fiorentino maestro di Giotto e di Duccio di Buoninsegna. Un’artista che ha dominato la scena della pittura medioevale tra il Due e Trecento.
Dante Alighieri, nella Commedia, lo ricorda ponendolo al vertice della pittura del suo tempo. Ma poi, nel confronto con Giotto, lo ridimensiona:
“Credette Cimabue ne la pittura
tener lo campo, e ora ha Giotto il grido,
sì che la fama di colui è scura”.
(Purgatorio, XI).
Ma la pittura di Cimabue non è affatto oscura, è un antico pregiudizio che studi recenti hanno sfatato e di cui questa tavoletta rappresenta un nuovo importante tassello.
Ma come è arrivata in Francia questa immagine? Non lo sappiamo. La storia dell’arte è piena di questi “gialli” irrisolti. Sappiamo però che tre anni fa, nell’autunno del 2019, nella cittadina francese di Compiègne, 40mila abitanti a un’ottantina di chilometri da Parigi, un’anziana signora decide di vendere la propria casa e, tra le varie suppellettili messe all’asta, l’attenzione degli esperti si concentra su un’ immagine religiosa del Cristo deriso, che da anni stava appesa in cucina, sopra i fornelli. Chissà da dove veniva? La proprietaria la considerava un’immagine di poco conto. Esami approfonditi con la tecnica dell’infrarosso, e il confronto con altre due tavole di Cimabue, della stessa epoca e dimensione (la Flagellazione della Frick Collection di New York e la Madonna col Bambino della National Gallery di Londra) hanno invece rivelato la paternità cimabuesca della tavola, che viene così valutata dai 4 ai 6 milioni di euro, con grande sorpresa per l’anziana signora che per anni l’aveva avuta sotto gli occhi.
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