Antifona
Rallegriamoci tutti nel Signore, in questa solennità di tutti i Santi:
con noi si allietano gli angeli e lodano il Figlio di Dio.
Commento artistico-spirituale alla Prima Lettura della Solennità di Tutti i Santi – 1 Novembre 2023
Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg
«Io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: “Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio”. E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele.
Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: “La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello”.
E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo: “Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen”.
Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: “Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?”. Gli risposi: “Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello”» (Apocalisse 7,2-4.9-14).
L’apostolo Giovanni, attesta che santi e sante non sono pochi, ma sono addirittura «una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua». Chi sono e da dove vengono le persone a cui guardiamo oggi? Sono uomini e donne della porta accanto, ritenuti «santi» per la scelta d’abitare volentieri il nostro mondo vivendo responsabilmente l’energia del Vangelo per se e per gli altri. Vestono perciò con una veste macchiata di sangue di chi non s’è risparmiato ma s’è speso per tutti.
Rila, il Monastero ortodosso più importante della Bulgaria, è stato fondato dall’eremita san Giovanni. Più volte ricostruito, il complesso attuale è stato riedificato (1834-1862). Uno degli affreschi con a tema l’Apocalisse, posti sul porticato sopra l’ingresso alla chiesa, è la scrittura a colori vivaci de «I quattro venti e i centoquarantaquattromila segnati». Al centro, in primo piano, «un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente», dopo aver ordinato a quattro angeli (in alto e in basso) d’allontanare quelli cattivi, sta imprimendo «il sigillo sulla fronte» su uno dei centoquarantaquattromila servi di Dio.
I Santi, afferma Alessandro Cortesi, «Si sono affidati a Dio e recano ora i segni della testimonianza: le vesti candide, cioè una vita buona e i rami di palma segno della testimonianza».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.
