“Il Signore preparerà un banchetto, e asciugherà le lacrime su ogni volto”

Pieter Bruegel il Vecchio, 1566, Detroit Institute of Arts

Colletta

Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, o Signore,
perché, sorretti dal tuo paterno aiuto,
non ci stanchiamo mai di operare il bene.

Commento artistico-spirituale alla Prima Lettura della XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A – 15 Ottobre 2023

Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg

«Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati. Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre distesa su tutte le nazioni. Eliminerà la morte per sempre. Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto, l’ignominia del suo popolo farà scomparire da tutta la terra, poiché il Signore ha parlato. E si dirà in quel giorno: “Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvasse. Questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza, poiché la mano del Signore si poserà su questo monte”» (Isaia 25,6-10).

L’oracolo del profeta Isaia si serve del simbolismo molto usato nella Bibbia per descrivere i tempi messianici e preannunzia il banchetto degli ultimi tempi, imbandito sulla montagna e destinato «per tutti i popoli».

Dio si fa conoscere così che tutti, alla luce del suo volto, constateranno la sparizione di quanto ha appesantito l’esistenza: la morte, il dolore, la vergogna. «Eliminerà la morte per sempre. Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto, l’ignominia del suo popolo farà scomparire da tutta la terra».

Gli invitati a tale mensa ricca e meravigliosa, esulteranno di gioia senza fine di fronte alla splendida e impensabile sorpresa della piena comunione con Dio. Quando Gesù narra la parabola del re che ha preparato il banchetto per le nozze del figlio (Matteo 22,1-14), fa riferimento al testo di Isaia.

Pieter Bruegel il Vecchio dipinge la «Danza Nuziale» (1556 circa) ambientando la giornata di festa e di divertimento nella radura d’un bosco al centro di un villaggio. L’opera visibile al Detroit Institute of Arts, rappresenta centoventicinque personaggi invitati a un matrimonio, disposti con equilibro in uno spazio delimitato in alto da un sottile orizzonte. Due zampognari in primo piano sulla destra, danno il tempo alle numerose coppie che danzano con foga e partecipazione, mentre altri, sui lati conversano vivacemente mentre sulla destra, oltre il gruppo appena fuori da una capanna, sede probabile del banchetto, si vede, in fondo, il tavolo degli sposi dietro il quale pende una tenda.

Con alcuni versi tratti dall’opera poetica «Cantico dei Vangeli», Alda Merini continua la riflessione.

«Il pane è la fragranza di liberazione

verso cui le vostre mani convergeranno

per avere la grazia della vita.

E nessuno sarà raggomitolato sotto la terra,

sotto il tavolo ad aspettare

le briciole della mia carità,

ma il pane così sontuoso, così regale

che tutti coloro che mangeranno il mio pane

diventeranno degni del re».

don Tarcisio Tironi

direttore M.A.C.S.

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Author: Libertà e Persona

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