Fa ancora parlare di sé la lettera scritta dal Santo Padre al Gesuita Padre Martin.
Il Santo Padre non ha fatto che ribadire la Dottrina della Chiesa, distinguendo tra condizione omosessuale e atti omosessuali. La condizione omosessuale, in quanto non voluta, non è certo peccato, come l’essere eterosessuali non è certo una virtù, ma una condizione di per sé ordinata alla quale, anche spesso, potrebbero sovrapporsi comportamenti disordinati. Gli atti omosessuali sono peccato come ogni atto sessuale compiuto al di fuori
della condizione matrimoniale, ma anche perché oggettivamente disordinati, cioè, non orientati all’amore sponsale come voluto da Dio tra un uomo e una donna. Questa la Dottrina della Chiesa. Ciò non significa, -ma di questo il Santo Padre ovviamente non parla-, che basterebbe che due omosessuali si sposassero perché venisse meno la condizione di peccato, legata agli eventuali atti sessuali. Gli atti omosessuali sono peccaminosi perché costituiscono un intrinsice malum, ma poi, come il Santo Padre illustra, la libertà della persona e la sua responsabilità variano a seconda della sua personale condizione.
Non attribuiamo al Santo Padre, o ad altri, affermazioni e idee non sue. Non dimentichiamo nemmeno il grave dovere della Chiesa di essere vicina a tutte le persone che fossero in situazioni oggettivamente irregolari, o anche di peccato. Gesù sedeva con i peccatori. Lo condannarono coloro che non lo amavano. La Chiesa ha il compito di essere vicina e di istruire l’errante e il peccatore.
Riportiamo l’articolo da Vatican News del 28 Gennaio 2023
In una lettera al padre gesuita, Papa Francesco afferma che nella recente intervista alla AP, in cui tra l’altro dice che “essere omosessuali non è un crimine”, si riferiva alla dottrina cattolica che insegna che ogni atto sessuale al di fuori del matrimonio è peccato
“Mi sono riferito semplicemente all’insegnamento della morale cattolica, che dice che ogni atto sessuale al di fuori del matrimonio è peccato”: è quanto scrive il Papa rispondendo a una lettera di padre James Martin, il gesuita statunitense che svolge il suo apostolato tra le persone Lgbt, per chiarire il senso delle sue parole in una recente intervista all’Associated Press. La risposta autografa del Papa in spagnolo è stata pubblicata sul sito di padre Martin “Outreach.faith”.
Già dal contesto dell’intervista con la AP risultava evidente che il Papa aveva parlato di … (QUI l’articolo intero)
Lettera olografa del Santo Padre
La Lettera del Santo Padre rispondeva a tre domande di Padre Martin sulla posizione del Santo Padre circa l’omosessualità
- Santo Padre, grazie per il suo forte appello a depenalizzare l’omosessualità. Perché hai deciso di dirlo in questo momento?
- Sembra che ci sia stata una certa confusione riguardo al tuo commento: “Essere gay è un peccato”, che, ovviamente, non fa parte dell’insegnamento della Chiesa. La mia sensazione era che stessi semplicemente ripetendo ciò che gli altri avrebbero potuto dire ipoteticamente. Quindi, pensi che semplicemente essere gay sia un peccato?
- Cosa direbbe ai vescovi cattolici che ancora sostengono la criminalizzazione dell’omosessualità? (Dal sito di Padre Martin QUI)
Questa la risposta del Santo Padre tratta dallo stesso sito.
Di seguito è riportata la risposta scritta del Santo Padre al redattore di Outreach James Martin, SJ, tradotta dallo spagnolo da JD Long-García e Ivan Briggeler. Dallo stesso sito QUI)
Caro fratello,
Grazie per la tua lettera.
Non è la prima volta che parlo di omosessualità e di persone omosessuali.
E volevo chiarire che non si tratta di reato, per sottolineare che la criminalizzazione non è né buona né giusta.
Quando ho detto che è un peccato mi riferivo semplicemente all’insegnamento morale cattolico, secondo il quale ogni atto sessuale al di fuori del matrimonio è un peccato . Naturalmente bisogna considerare anche le circostanze che possono diminuire o eliminare la colpa. Come puoi vedere, stavo ripetendo qualcosa in generale. Avrei dovuto dire: “È un peccato, come qualsiasi atto sessuale al di fuori del matrimonio”. Questo per parlare della “materia” del peccato, ma sappiamo bene che la morale cattolica non prende solo in considerazione la materia, ma valuta anche la libertà e l’intenzione; e questo, per ogni specie di peccato.
E direi a chiunque voglia criminalizzare l’omosessualità che si sbaglia.
In un’intervista televisiva, dove si parlava con un linguaggio naturale e colloquiale, è comprensibile che non ci fossero definizioni così precise.
Prego per te e per il tuo lavoro. Per favore, fai lo stesso per me.
Gesù vi benedica e la Santa Vergine vi protegga.
Fraternamente,
Francesco
Dalla risposta del Santo Padre risulta chiara la differenza tra penalizzazione/depenalizzazione dell’omosessualità e valutazione morale. Nessuno tenti di strumentalizzare le parole del Santo Padre. Esse sono quelle che sono e null’altro. Costruiamo nella Chiesa l’Unità e la Santità nella Verità: Caritas in Veritate.

