Proporre uno studio sull’Eucaristia significa riconoscere il valore spirituale di ogni battezzato. L’Eucaristia quale farmaco dell’immortalità permette già, qui e ora, di pregustare il banchetto celeste.
Comprendere l’Eucaristia è entrare nel cuore del Kerygma pasquale (passione, morte e risurrezione di Cristo) per
poterlo così annunciare al mondo. Non vi è cristianesimo senza Eucaristia. Non c’è salvezza al di fuori della Chiesa. Celebrare l’Eucaristia è formare l’unità della Chiesa, il corpo di Cristo in attesa della parusia.
In questo primo articolo si offrono alcune riflessioni sul sacramento dell’Eucaristia, ne seguiranno prossimi sempre sullo stesso tema.
Cosa significa Eucaristia?
Il significato della parola Eucaristia è ringraziamento. Ogni qual volta si celebrano i Divini Misteri la comunità tutta ringrazia il Padre Celeste per i doni ricevuti, in particolare per il grande e sommo dono, che è l’unico vero bene: Cristo morto per la salvezza degli uomini. Il Giovedì Santo, nell’Ultima Cena, Gesù, riunito con i dodici discepoli nell’atto dello spezzare il pane, istituisce il Sacramento dell’Eucaristia e comanda ai suoi di fare memoria di Lui!
Cosa significa fare memoria? Vuol dire entrare nell’evento della croce, lasciarsi avvolgere dalla nuova Pasqua grazie alla quale si è destinatari della salvezza. La salvezza che non si appoggia come un velo, ma che richiede da parte del credente la volontà vera e reale di essere salvati. Cristo ti salva non senza di te! Celebrare i Divini Misteri è permettere allo Spirito Santo di agire nella Chiesa e in ogni fedele affinché si giunga alla patria beata.
Maria la donna del sì
L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen
Maria la si può definire la donna del sì. Nel Magnificat Ella loda Dio per le meraviglie che ha compiuto. Lei, creatura scelta per partorire il Verbo, esorta ad affidare e riporre nell’Unigenito le nostre vite, affinché, scevri da ogni attaccamento nefasto, si possa accogliere la luce vera che è suo figlio Gesù. Maria, accogliendo la proposta di generare il figlio di Dio, ricorda la dimensione trinitaria della fede, in quanto nel Figlio il Padre, per opera dello Spirito Santo, agisce.
Maria donna dell’eucaristia
I Vangeli ricordano che Maria ha seguito il figlio fin dall’inizio della sua vita pubblica. Maria in ogni istante è stata presente, in particolare ai piedi della croce dove nello strazio del dolore ha dato forma alla Chiesa. Si può definire Maria donna per eccellenza dell’Eucaristia in quanto, testimone della morte e risurrezione di Cristo, ha esortato i discepoli ad annunziare, anzitutto alla casa d’Israele, Gesù. La prima modalità attraverso la quale i dodici proposero Cristo fu ovviamente il banchetto eucaristico.
