Il VANGELO SECONDO MARIA. Un Vangelo in prosa

Jacopo Pontormo, Annunciazione, 1527, Firenze, Chiesa di Santa Felicita, Cappella CapponiFonte Wikipedìa

Riprendo in mano quel libretto tascabile di Alfredo Tràdigo, Il Vangelo secondo Maria, un poema in prosa. Nel nitore della sua copertina, disarmante e pudìco, mi sfiora lo sguardo del volto di Maria, che con l’Angelo fa da cornice al reliquiario in pietre dure di san Carlo Borromeo. Il Pontorno, nel 1528, rappresentò l’attimo immediatamente successivo all’Annunciazione, in cui Maria aveva già accettato le

parole dell’angelo e si volgeva, torcendo tutta sé stessa, alla luce divina che proviene dalla finestra, mentre ancora guarda verso l’altare, alla vetrata del 1526 di Guillaume de Marcillat, alla sinistra di chi guarda, dedicata al Cristo morto: e una spada ti trafiggerà l’anima.

Il Vangelo che Le viene annunciato, il Verbo si farà carne in te, ora, diventa il Vangelo secondo Maria.

Il Vangelo secondo Maria

Jacopo Pontormo, Annunciazione, 1527, particolare, Firenze, Chiesa di Santa Felicita, Cappella Capponi
Fonte Frammenti Arte

Storicamente, Maria non è un’Evangelista, eppure, come Madre di Cristo e come Madre della Chiesa – così la intitolò San Paolo VI, Ella scrive ancora oggi in ciascuna anima il Vangelo del Signore, il buon Annuncio mediando ogni grazia.

Uno scritto di carattere lirico, che narra una vita di fanciulla resa grande dall’incontro con il Verbo e creata in vista di Lui immacolata e che rispecchia il Mistero della divina creazione in cui Dio è forma dell’anima dicendo fiat lux, fiat coelum … in forma attiva. In Maria e nell’anima ciò diviene sia fatto a me come Tu hai detto in forma passiva. Il fiat unisce Cielo e Terra trasformando un sì umano in sì divino.

E qui cosa abbiamo? La nostra Beatrice che ci conduce alla scoperta della vita di Cristo, che aiuta a restaurare nell’anima e nel corpo, volto a immacolata purezza, il Volto del Signore.

Alfredo, nell’intervista dell’11 Febbraio 2023, in cui ci parlò dell’altro suo grande libro Figlia del tuo Figlio, ci parlò anche, sia pur più brevemente, di questo libretto, scritto in soli venti giorni, lavorandovi giorno e notte, ma meditato in una vita; ci chiese di dargliene un parere e anche a me lo ripetè più volte. Sciolgo ora, dunque, il mio voto.

Il limite della possibilità, distanza che unisce

Giotto, Quadrilobo della Creazione di Adamo, particolare, 1303-1305, Padova, Santa Maria della Carità,
detta Cappella degli Scrovegni

Era la prima volta che ci si incontrava, dopo due anni di soli contatti telefonici, mail ed interviste che ci avevano avvicinati, ma mai fatti incontrare.

Nella dedica dell’11 Febbraio 2023, a Pessano, nello Studio della Casa Editrice Mimep-Docete, mi scrive:

“A Marcello … immedesimiamoci in Maria, la vergine Madre, Alfredo

Pessano, 11 Febbraio 2023

Da quel momento, tenendo in mano questo bianco libretto, avvertii di custodire un grande tesoro: la testimonianza dell’incontro tra Maria e l’Angelo, tra Maria e la silenziosa Parola di Dio, tra Alfredo e Maria.

E così, in molti momenti, lo riprendo in mano e non subito per leggerlo, poiché non è un libro da consumare, “usa e getta”, ma da meditare, passo passo, poco per volta.

Mi viene in mente -ne parlai da queste pagine-di quando il grande maestro e Direttore d’orchestra Riccardo Muti si siede al pianoforte, davanti al volume di una grande composizione che è chiamato a dirigine; vi sosta anche per anni, solo guardandola, pregustandola, “immedesimandosi”, come scrive Alfredo nella dedica. Il Maestro si siede al pianoforte, quasi fosse il suo stallo monacale della preghiera nel quale meditare e “sta” di-fronte al volume … in attesa. Potranno passare anche degli anni, finché sente che, finalmente, è pronto.

Da quell’11 Febbraio, giorno del mio primo incontro con Alfredo, oggi, 23 Giugno è il momento di scrivere queste parole e, forse, anche per alcuni di voi di leggere, di aprire questo personale Vangelo secondo Maria.

Hortus conclusus


Beato Angelico, Agostino, Scena del «Tolle, lege» nel giardino di Milano, 1440 – 1445, Cherbourg, Museo des Beaux ArtsLa

Scritto di getto in venti giorni e in venti notti in un intenso incontro d’amore. Se vuoi questo incontro, allora, «Tolle, lege!», Prendi e leggi. Entra nel ritiro del giardino di Milano, dove Agostino si sentì così parlare:

Così parlavo e piangevo nell’amarezza sconfinata del mio cuore affranto. A un tratto dalla casa vicina mi giunge una voce, come di fanciullo o fanciulla, non so, che diceva cantando e ripetendo più volte: «Prendi e leggi, prendi e leggi». Mutai d’aspetto all’istante e cominciai a riflettere con la massima cura se fosse una cantilena usata in qualche gioco di ragazzi, ma non ricordavo affatto di averla udita da nessuna parte … Tornai al luogo dove stava seduto Alipio e dove avevo lasciato il libro dell’Apostolo all’atto di alzarmi.

Lo afferrai, lo aprii e lessi tacito il primo versetto su cui mi caddero gli occhi. Diceva: « Non nelle crapule e nelle ebbrezze, non negli amplessi e nelle impudicizie, non nelle contese e nelle invidie, ma rivestitevi del Signore Gesù Cristo e non assecondate la carne nelle sue concupiscenze … » Non volli leggere oltre né mi occorreva. Appena terminata infatti la lettura di questa frase, una luce, quasi, di certezza penetrò nel mio cuore e tutte le tenebre del dubbio si dissiparono.

AGOSTINO, Confessioni 8, 12, 29

Agostino era desolato di non sapersi decidere o a restare nel mondo o a consacrarsi a Dio (Jacopo da Varagine, Legenda Aurea).

Così, ora, io che scrivo, e tu che leggi, riceviamo il Tolle, lege, perché possiamo risolverci. Questo è un libro dell’incontro e della decisione.

Giotto, Agostino, 1303-1305, Padova,
Santa Maria della Carità,
detta Cappella degli Scrovegni

Ricorda Sansonetti nell’Introduzione, che Ignazio di Antiochia (35-108 ca.) «pone al centro della sua riflessione teologica la certezza che la profonda e vera umanità di Gesù fu resa possibile da sua Madre: “Egli viene da Maria e da Dio al tempo stesso»1.

Il Kairòs tempo speciale

Icona moderna, Battesimo di Gesù Fonte Vita Carmelitana

Ed ecco cosa avviene, aprendo questo libro, se è giunto il tuo momento, seduto al piano forte della tua vita, in attesa del momento opportuno di suonare la tua opera, la tua sinfonia.

La composizione musicale precede il Maestro che dirigerà, il musicista che suonerà. Ma l’opera è scritta, altro, è il suonarla; l’opera è scritta, altro, è il cantarla; l’opera è scritta, altro, è il sentirla sgorgare dal cuore … ed allora, solo allora, sarà una nuova opera: Cristo in te!

Tra Maria e il Dio Uno e Trino, che ti sovrasta, tu, solo come Davide innanzi al gigante Golia, il tuo “Io”, che devi incontrare per abbatterlo, confidando come Davide solo nella Sua forza, … Egli non prese l’armatura, anzi, la gettò. Non volle proteggersi, anzi, andò in-contro, verso lo scontro, … et ne nos inducas in tentationem, griderebbe di fronte al Padre, sed Voluntas Tua, non mea. Fiat mihi secundum Verbum tuum.

Qui si incontrano le parole di Maria, nell’Annunciazione, di Gesù, nell’Orto del Getsemani, di Agostino, nel giardino di Milano. Tre in-finiti, tre che non restano nel limite, nel confine, che co-incidono; cadono, accadono insieme, uno dentro l’altro. Maria, Sedes Sapientiae, il Verbum e il tuo cuore, a Sua immagine e, ora, forse, somiglianza.

Storia e biografia

Giotto, Presentazione di Maria al Tempio, 1303-1305, Padova, Santa Maria della Carità, detta Cappella degli Scrovegni

Questo libro non è una biografia completa di Maria. Nemmeno potremmo scriverla del Cristo, nonostante che di Lui si sappia ben più che di Maria. Esso è la biografia interiore della Madre di Dio, così come fu detto di quell’altro meraviglioso libro scritto da un gran santo, il Vescovo Fulton Sheen, per la sua Vita di Cristo, la Storia del Salvatore vivo in mezzo a noi1, libro ben più ampio, ma nato allo stesso modo, dopo una vita illuminata da Cristo, dopo una vita illuminata da Maria. Non esito a paragonare il secondo al primo; mi perdoni Alfredo questa temerarietà.

Questa lettura è un atto contemplativo.

Beato Angelico, Agostino, Scena del «Tolle, lege» nel giardino di Milano, 1440 – 1445, particolare, Cherbourg, Museo des Beaux ArtsLa

«Tolle, lege! Tolle, lege!», dice quella voce di fanciullo, la stessa, forse, che, dolcemente, rimproverò Agostino: Come pretendi di voler contenere nella tua mente il Mistero della Trinità? Ma qui, ora, è la Trinità che viene a te, in queste pagine e nella vita di un amico che apre il suo cuore a Maria nel poema interiore.

Giotto, Le nozze di Cana, 1303-1305, Padova, Santa Maria della Carità, detta Cappella degli Scrovegni – Fonte privata

Sei venuto ad ascoltare le nove parole che Maria disse a Cana a suo Figlio ed Egli trasformò l’acqua in vino. Dalle idrie di pietra vino sgorgò, non acqua, come canta Giotto nella Cappella di Santa Maria della Carità, dove l’affresco delle nozze è preceduto, subito prima a sinistra dal quadrilobo di Mosé, che con la verga fa scaturire l’acqua dalla roccia, tipo della verga della Croce, della lancia che fa sgorgare il liquor salutis.

E lungo questa meditata lettura troverai proprio la verga della Croce.

Anonimo Maestro dell’alto Reno, Madonna e santi nel giardino del Paradiso, 1410 ca.Fonte Wikipedìa

Tutta la vita di Maria, nell’ hortus conlcusus, nel suo giardino, è all’ombra dell’albero della croce, dell’arbor Vitae.

Maria vede Gesù cadere ancora bambino – Dal Film The Passion di Mel Gibson – Screenshot dal Film

E qui mi vengono in mente le mirabili scene finali di The Passion, girato e concepito da Mel Gibson. Maria, da lontano, segue il Figlio che cade sotto il braccio della croce e ricorda la caduta che, ancora piccolo, faceva come ogni bimbo, che impara a camminare. Capisco il vero significato che l’ebreo Viktor Frankl, inconsapevole annunciatore del Vangelo, coglie traendone una grande verità: Non, nonostante la sofferenza, ma nella sofferenza scopri il senso della vita3. Maria ha sofferto una sofferenza propria soffrendo la sofferenza del Figlio.

Terra di Palestina

Annunciazione, Sec XII-XIII, Venezia, Basilica di San Marco Fonte Wikipedìa

Tràdigo, profondo conoscitore dell’arte di Oriente ed Occidente, ricostruisce, con tenui e calme pennellate, senza indugiarvi più del necessario, l’ambiente di vita di Maria, ma non tanto ricostruisce l’ambiente, ma lo stato dell’anima di quella fanciulla e scopre che «Oggi che tutta la mia vita mi è passata nel cuore come una spada affilata, so che la mia umiltà verrà esaltata in Cielo!».

Sai perché ho scelto questa frase, citata qui sopra, e riportata sulla quarta di copertina – parte retro del libro? Perché riaprendolo, dopo mesi di silenzio e attesa, alla cartolina segnalibro della Madonna di Fatima, proprio mi sono imbattuto in questa pagina, la pagina 100, che reca tali parole:

«Oggi che tutta la mia vita mi è passata nel cuore come una spada affilata,

so che la mia umiltà verrà esaltata in Cielo!».

Nulla è a caso, tutto è grazia!

Ti ripropongo, dunque, l’intervista dell’11 Febbraio ed essa ti chiede: «È giunta l’ora, prendi questo libro e leggi. Tolle, lege! Tolle, lege!».

Tieni nelle tue mani questo tesoro, questo scrigno segreto, e la tua vita sarà più ricca.

——–

1-Vincenzo Sansonetti, Introduzione a Alfredo Tràdigo, Il Vangelo secondo Maria. Un poema in prosa, Mimep-Docete, Milano 2022, p. 6.

2-Fulton Sheen, Life of Christ, 1958. Tr. it., Vita di Cristo, la Storia del Salvatore vivo in mezzo a noi, Fede e Cultura, Verona 2022.

3-Viktor Frankl, Uno psicologo nei lager, Ares 1996. E, dello stesso autore, Ricerca di Dio e domanda di senso. Dialogo tra un teologo e uno psicologo, Claudiana, Torino 2006.

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Author: Marcello Giuliano

Nato a Brescia nel 1957, vive a Romano di Lombardia (BG). Dopo aver conseguito il Baccelierato in Teologia nel 1984 presso il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma e il Diploma di Educatore Professionale nel 2001, ha lavorato numerosi anni nel sociale. Insegnante di Religione Cattolica nella Scuola Primaria in Provincia e Diocesi di Bergamo, collabora ai cammini di discernimento per persone separate, divorziate, risposate ed è formatore per gli Insegnanti di religione Cattolica per conto della stessa Diocesi. Scrive sulle riviste online Libertà & Persona e Agorà Irc prevalentemente con articoli inerenti la lettura simbolica dell’arte ed il campo educativo. Per Mimep-Docete ha pubblicato Dalla vita alla fede, dalla fede alla vita. Camminando con le famiglie ferite (2017); In collaborazione con Padre Gianmarco Arrigoni, O. F. M. Conv., ha curato il libro Mio Signore e mio Dio! (Gv 20, 28). La forza del dolore salvifico. Percorsi nella Santità e nell’arte, (2020). Ancora con Padre Gianmarco Arrigoni O. F. M. Conv., Non è qui, è Risorto! Mimep-Docete, Marzo 2024.

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