Dal Diario Facebook del 20 Maggio 2023
Guardo l’Ascensione di Gesù al cielo affrescata da Giotto ed ammirata anche ieri con gli amici di Reggio Emilia. Guardo l’intero, poi mi soffermo su questi tre dettagli.
1. Il profeta Elia che ascende al cielo in un carro di fuoco prefigurando l’evento che festeggiamo oggi.
2. Maria con la bocca socchiusa in un sospiro di indicibile serenità, dopo il tanto dolore di una quarantina di giorni prima; alle spalle di lei Pietro e Giovanni con la mano sugli gli occhi, tanto abbagliante è il fulgore di quest’aurea finestra sul paradiso che avvolge l’Amico.
3. E Lui, Cristo, con le mani già tuffate “dentro” il cielo verso il quale sta ascendendo.
Ascende, sale in alto. Ma ALTO in latino significa PROFONDO (es. l’alto mare è dove l’acqua è profonda).
L’ASCENSIONE È LA DISCESA NELLA PROFONDITÀ DI TUTTE LE COSE, come un giorno mi (ci) è stato detto:
«Il primo momento che s’aggiunge alla Risurrezione di Cristo come chiarificazione di essa, come compimento […] è il mistero dell’Ascensione al cielo. […] Il cielo è la profondità della terra. Il cielo è il significato profondo, è la verità dell’aldiquà, è l’origine dell’aldiquà, l’origine dell’esistere, dell’essere, dell’esistenza, della consistenza del cammino e del destino dell’aldiquà. Quello che noi vediamo è la superficie delle cose, è l’apparenza. Quello che noi vediamo è l’apparenza: la verità dell’apparenza trapassa, deborda dai confini di essa, ci fa scendere, ci fa discendere, ci fa scendere, nella sua profondità, fino a toccare, là dove c’è la misteriosa origine di tutte le cose che ci appaiono, delle cose come ci appaiono, e dove s’attesta il destino di tutte le cose, sia come movimento sperimentabile, sia come fine in cui si definisca il loro senso, il loro senso eterno, ciò per cui sono state create, consistono e sussistono» (Luigi Giussani). Da: “NELLA PROFONDITÀ DELLE COSE”, Pagina Uno, Luigi Giussani – 01.06.2006



