In questa ottava di Pasqua, riprendiamo il tema della resurrezione non solo come mistero di Fede, ma anche come atto del credere e ci chiediamo: cosa vuol dire Credo la resurrezione della carne e la Vita eterna, come recita il credo Apostolico?
Dopo la teologia della demitizzazione, si può ancora pensare ad un significato oggettivo del segno, o il segno ha un significato solo soggettivo e relativo?
Molti, oggi, non pensano alla Risurrezione come verità da credersi, ma, eventualmente, in senso solo morale, quale riscatto della vita dal male morale.
Eppure, la Chiesa continua a credere e ad annunciare con gioia la stessa Verità:
Hodie, resurrexit Christus vere, sicut dixit! Alleluia
Quando si parla di Resurrezione di Cristo, per valutare l’attendibilità delle testimonianze neotestamentarie che fonderebbero la Fede della Chiesa, occorre tenere presenti
- La credibilità delle fonti e la loro datazione
- La passione, processo e morte di Gesù
- La sepoltura di Gesù
- Il sepolcro vuoto
- Lo stile delle testimonianze dei discepoli e delle discepole e in che rapporto stiano tra loro
- Le apparizioni, dove e a chi apparve
I dubbi di non veridicità delle testimonianze orali e scritte, e dunque di credibilità o meno, non sono cosa recente, figlia della critica testuale e dello scetticismo razionalista illuminista, ma che iniziarono da subito, prima tra i discepoli e, poi, nelle prime comunità. In seguito, si profilarono accuse di vera e propria falsificazione della verità da parte della chiesa delle origini.
Ma proprio le domande che si posero gli stessi discepoli ci offrono interrogativi e dubbi circa l’effettivo significato della non accettazione della risurrezione da parte di non pochi oggi … Riprendiamo la mia conversazione del 20 Aprile 2022 a Paideia Web.
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