Acclamazione al Vangelo
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Signore Gesù, facci comprendere le Scritture;
arde il nostro cuore mentre ci parli. (Cf. Lc 24,32)Alleluia.
Commento artistico-spirituale al Vangelo della III DOMENICA DI PASQUA – ANNO A – Domenica 23 Aprile 2023
Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg
Con il testo scritto e dipinto, le tavole del «Lezionario» rimandano all’interazione tra immagini e parole tipica della tradizione europea, a cominciare dai manoscritti miniati d’uso liturgico. Un esempio straordinario è l’«Exsultet» il cui nome deriva dalla prima parola del canto liturgico che, dal secolo 7°, in ogni chiesa cattolica, nella Veglia pasquale, proclama la vittoria della luce sulle tenebre, simboleggiata dal cero pasquale acceso. Il manoscritto «Exsultet», a forma di rotolo, lungo alcuni metri, era tenuto tra le mani dal diacono che, mentre dall’ambone
vi leggeva cantando l’annunzio della risurrezione di Cristo, lo svolgeva cosicché i fedeli sottostanti, gioivano ascoltandolo e guardando immagini e colori.
La parola evangelica di Luca (24,13-35) è stata «scritta» nel 2007, in acrilico su carta, dall’artista Stefano Di Stasio ed è posta nel «Lezionario domenicale e festivo, anno B», tra le pp. 152-153. L’invenzione creativa ci fa sentire dentro l’avvenimento: chi di noi almeno un giorno non si è ritrovato sulla strada di Emmaus con nel cuore delusioni e interrogativi?
I due discepoli vestiti con la nostra quotidianità, profondamente disorientati e scoraggiati perché non è accaduto nulla di quanto s’aspettavano, stanno tornando a casa insieme a un terzo viandante – al centro, barba e capelli abbondanti, lungo cappotto rosso – che accompagna con le mani la conversazione in corso. Da Gerusalemme a Emmaus, i discepoli camminano per undici chilometri con passo triste, su una via che ricorda tutte le strade, ponendo domande, narrando insoddisfatte aspirazioni, rivelando progetti e sogni svaniti. Di Stasio ricorda che il Viandante sconosciuto si affianca al nostro procedere e ascolta perché il fatto evangelico accade qui, dove scorre l’orologio della storia, tra le nostre case pure loro intristite e dalle finestre chiuse, dipinte in una figurazione visionaria che richiama De Chirico. La creatività del pittore di origine napoletana, pone alle spalle dei tre camminatori una sorprendente fonte di luce che viene da Gerusalemme dove il Cristo sì è morto ma è anche risorto, in un chiarore che tutto illumina fino a tracciare dei tre, ombre lunghe perché tra poco è sera.
Nel seguito del brano lo sconosciuto che, con pazienza ha condotto i due a comprendere alla luce delle Scritture gli eventi vissuti, accetta l’invito: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto», si ferma e sta nella loro notte. Solo quando Egli «spezza il pane» i due lo riconoscono, ma lui scompare.
Restituiti alla vita, i due riprendono la strada in direzione opposta per ritornare dagli altri discepoli.
Sempre, per tutti c’è un nuovo inizio. Lo cantano nell’«Exsultet» gli ultimi versetti: «La stella del mattino che non conosce tramonto, Cristo risuscitato dai morti fa risplendere sul genere umano la sua luce serena».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.
