“OPPORSI AL PECCATO E SALVARE IL PECCATORE”. Il senso della Quaresima.

Fonte Diocesi di Torino

I Domenica di Quaresima Anno A

Le letture della I Domenica di Quaresima, che abbiamo meditato all’inizio della settimana (Gen 2,7-9; 3,1-7; Rm 5,12-19; Mt 4,1-11) con il versetto alleluiatico

Canto al Vangelo (Mt 4,4b)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

toccano numerosi temi teologici. Potremmo considerare ciascuna delle letture isolatamente e cosa noteremmo?

Nella prima lettura si parla dell’antico uomo, Adamo, posto in Eden da Dio e della sua disobbedienza, della proibizione ricevuta da Dio, della possibilità della conoscenza … del desiderio di Eva di acquistare saggezza e così via.

Nella seconda si spiega come il peccato e la morte siano entrati nel mondo, della responsabilità del primo uomo, Adamo, figura di Colui che deve venire, il Cristo, o secondo Adamo, della condanna a causa di un solo uomo e della salvezza a causa ancora di un solo uomo, il Cristo.

Nel Vangelo si parla delle tentazioni, che possono portare al peccato, e del tempo in cui il Cristo le ha dovute e voluto affrontare …

La domanda è: all’inizio della Quaresima come collegare, coordinare queste diverse rivelazioni e temi per conoscere i testi, ma anche per trarre da essi il senso dell’inizio del cammino penitenziale e salvifico della Quaresima?

Non ci si potrà certo soffermare su ciascun singolo particolare di ogni lettura e, prima di tutto, occorrerà considerare come essendo il Signore a parlare alla fede, le tre letture, pur risalenti ad epoche e momenti doversi, costituiscono, uscendo dalla sola bocca del Signore, un solo insegnamento. Occorre, cioè, trovare il loro senso comune che le unifica in una sola Parola, il Verbo!

S. Caterina da Siena

Ma come non ci si potrà isolare su ciascun particolare, nemmeno si potrà soffermarsi su qualcuno di essi, isolandolo dal contesto come quando, in qualche commento, si indugia nel dire che Cristo non digiunò veramente quaranta giorni, ma che i quaranta giorni indicano che tutta la vita di Gesù fu un combattimento. La seconda affermazione, allegorizzante, è vera, ma non contraddice la prima del Vangelo, mentre affermare che Gesù non digiunò per quaranta giorni, perché impossibile in base alla scienza, vuol dire deviare dal tema per affermare, implicitamente, che noi credenti del ventunesimo secolo non possiamo credere a simile storiella, ecc., ecc. Ma, a parte la verità storica di Santi che vissero anche anni nel digiuno continuo, come San Pietro d’Alcantara, Santa Caterina da Siena, Anna Katharina Emmerick e Teresa Neumann, tedesche stigmatizzate, l’italiana Teresa Palminota e la francese Marthe Robin, e così via (vedi Sapete chi fu la mistica che digiunò più a lungo e perché? in Aleteia del 30/03/2016 QUI), significherebbe dimenticare il senso del Nuovo Adamo, che non ha bisogno di dipendere dal cibo e che, per dono del Padre, in quanto uomo, vuole porre l’esempio di dipendere non dai pani, ma da ogni parola che esce dalla bocca di Dio.

Il commento di Papa Benedetto XVI

Sicuramente, una domanda sorge spontanea: perché si parla nelle prime due letture del peccato di Adamo, e quindi dell’uomo, e nel Vangelo, insieme alle tentazioni rivolte al Cristo si parla della Sua lotta? Che insegnamento può offrire alla Fede per l’inizio della Quaresima?

Se noi affrontassimo questi temi separandoli, ci perderemmo in un meandro di considerazioni, ma, se cogliessimo il senso intrinseco che lega le letture, capiremmo che relazione il liturgista, eco della Chiesa che celebra nei millenni, ponga tra peccato dell’uomo, combattimento di Cristo e combattimento dell’uomo di Fede.

Mi sembra, dunque, che il commento di Papa Benedetto XVI, proposto all’Angelus del 13 Marzo 2011, proprio nella I Domenica di Quaresima dell’Anno A, offra la lettura corretta ed idonea a scoprire e offrire il senso delle tre letture per un cammino quaresimale.

Cari fratelli e sorelle!

Esiste il peccato?

Questa è la Prima Domenica di Quaresima, il Tempo liturgico di quaranta giorni che costituisce nella Chiesa un itinerario spirituale di preparazione alla Pasqua. Si tratta in sostanza di seguire Gesù che si dirige decisamente verso la Croce, culmine della sua missione di salvezza. Se ci domandiamo: perché la Quaresima? perché la Croce?, la risposta, in termini radicali, è questa: perché esiste il male, anzi, il peccato, che secondo le Scritture è la causa profonda di ogni male. Ma questa affermazione non è affatto scontata, e la stessa parola “peccato” da molti non è accettata, perché presuppone una visione religiosa del mondo e dell’uomo. In effetti è vero: se si elimina Dio dall’orizzonte del mondo, non si può parlare di peccato. Come quando si nasconde il sole, spariscono le ombre; l’ombra appare solo se c’è il sole; così l’eclissi di Dio comporta necessariamente l’eclissi del peccato. Perciò il senso del peccato – che è cosa diversa dal “senso di colpa” come lo intende la psicologia – si acquista riscoprendo il senso di Dio. Lo esprime il Salmo Miserere, attribuito al re Davide in occasione del suo duplice peccato di adulterio e di omicidio: “Contro di te – dice Davide rivolgendosi a Dio – contro te solo ho peccato” (Sal 51,6).

Dio di fronte al male morale

Di fronte al male morale, l’atteggiamento di Dio è quello di opporsi al peccato e salvare il peccatore. Dio non tollera il male, perché è Amore, Giustizia, Fedeltà; e proprio per questo non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva. Per salvare l’umanità, Dio interviene: lo vediamo in tutta la storia del popolo ebraico, a partire dalla liberazione dall’Egitto. Dio è determinato a liberare i suoi figli dalla schiavitù per condurli alla libertà. E la schiavitù più grave e più profonda è proprio quella del peccato.

Perché Dio ha mandato suo Figlio nel mondo contro il dominio di Satana

Per questo Dio ha mandato il suo Figlio nel mondo: per liberare gli uomini dal dominio di Satana, “origine e causa di ogni peccato”. Lo ha mandato nella nostra carne mortale perché diventasse vittima di espiazione, morendo per noi sulla croce.

Contro questo piano di salvezza definitivo e universale, il Diavolo si è opposto con tutte le forze, come dimostra in particolare il Vangelo delle tentazioni di Gesù nel deserto, che viene proclamato ogni anno nella Prima Domenica della Quaresima. Infatti, entrare in questo Tempo liturgico significa ogni volta schierarsi con Cristo contro il peccato, affrontare – sia come singoli, sia come Chiesa – il combattimento spirituale contro lo spirito del male (Mercoledì delle Ceneri, Orazione Colletta).

Invochiamo perciò il materno aiuto di Maria Santissima per il cammino quaresimale da poco iniziato, perché sia ricco di frutti di conversione. Uno speciale ricordo nella preghiera domando per me e per i miei collaboratori nella Curia Romana, che questa sera inizieremo la settimana di Esercizi spirituali.

SS. Papa Benedetto XVI, Piazza S. Pietro, Angelus Domenica 13 Marzo 2011

Similmente, Papa Francesco all’Angelus della stessa scorsa I Domenica di Quaresima Anno A il 26 Febbraio 2023 QUI

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Autore: Marcello Giuliano

Nato a Brescia nel 1957, vive a Romano di Lombardia (BG). Dopo aver conseguito il Baccelierato in Teologia nel 1984 presso il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma e il Diploma di Educatore Professionale nel 2001, ha lavorato numerosi anni nel sociale. Insegnante di Religione Cattolica nella Scuola Primaria in Provincia e Diocesi di Bergamo, collabora ai cammini di discernimento per persone separate, divorziate, risposate ed è formatore per gli Insegnanti di religione Cattolica per conto della stessa Diocesi. Scrive sulle riviste online Libertà & Persona e Agorà Irc prevalentemente con articoli inerenti la lettura simbolica dell’arte ed il campo educativo. Per Mimep-Docete ha pubblicato Dalla vita alla fede, dalla fede alla vita. Camminando con le famiglie ferite (2017); In collaborazione con Padre Gianmarco Arrigoni, O.F.M.Conv., ha curato il libro Mio Signore e mio Dio! (Gv 20, 28). La forza del dolore salvifico. Percorsi nella Santità e nell’arte, (2020). Di prossima uscita Gesù è veramente risorto?

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