
Città del Vaticano, Musei Vaticani, Pinacoteca d’Arte Sacra Contemporanea
Commento artistico-spirituale al Vangelo della VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A – 12 Febbraio 2023
Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg
Il «Monte delle Beatitudini» rappresenta la collina dove il Maestro «si mise a parlare e insegnava ai discepoli» incominciando il cosiddetto Discorso della Montagna, proprio con l’annuncio delle Beatitudini. Gesù poi fa degli esempi concreti, validi altresì per noi che viviamo tempi difficili, in cui dimostra di non volere abolire la legge antica
ma di superare la lettera della medesima per condurre una vita di fede autentica (Matteo 5,17-37). «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».
L’opera che ci sta davanti è stata realizzata nel 1944, quando un’umanità smarrita cercava in Cristo un senso che potesse giustificare la vita. L’autore Mario Sironi inventa con olio su masonite, «Cristo e gli apostoli», una composizione scarna, stesa con il colore della terra eccetto i volti e il manto del Nazareno. Dal quadro – ora nella pinacoteca d’Arte Sacra Contemporanea dei Musei Vaticani – emergono il grigiore intriso di paura e la tensione del dramma della guerra che porta le sei persone a stringersi insieme per farsi forza e per aiutarsi. Gli occhi ingranditi dei cinque uomini, tre in piedi e due seduti ai piedi del Maestro, indagano il volto e le parole di Gesù che sulla destra parla con parole di vita e con il gesto della mano protegge e riunisce. Dall’altra parte, senza lasciare spazio, una donna chiude il gruppo dei discepoli in ascolto, dando all’insieme una costruzione serrata ed essenziale.
Il male e la tragedia della guerra allora come oggi e come sempre, provocano domande e implorano risposte anche a sfondo religioso come rende conto Sironi nella tavola dove le figure, diversamente dalle altre opere, qui sono curve e appesantite dal dolore, dallo smarrimento, dalla disperazione del non senso.
Con il dipinto l’artista consegna una riflessione feconda pure per l’umanità di oggi, inquieta e in cerca di senso: «Dio è comunque il futuro, dove saremo, dove andremo, l’eternità…Anche se non fossimo, l’universo sarebbe eterno, la materia sarebbe eterna. E questo eterno è Dio. E allora questo eterno rinasce nel cuore. Pregare»