
Monastero di Santa Caterina del Sinài, sec. XIII
Dal Vangelo secondo Luca 23, 44-47
Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo spirò. Visto ciò che era accaduto, il centurione glorificava Dio: «Veramente quest’uomo era giusto».
Verso mezzogiorno, secondo l’orologio del tempo. Ma anziché risplendere il sole, la natura si inchinò al Sole di Salvezza, che si eclissava nelle viscere della morte.
La terra ridiscese nelle sue tenebre, la sua vera condizione, come accadde agli Egizi al tempo di Mosé.
Il velo del Tempio, che doveva custodire l’Arca dell’Alleanza, si squarciò perché l’Alleanza era stata rotta dai nostri peccati.
Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Egli, infatti, col grido della sua morte, cucirà il velo della sua sindone, dal quale uscirà senza doverla aprire, risorto, dopo essere disceso ad annunciare il Vangelo negli Inferi.
Detto questo spirò. Non una morte apparente; né la corruzione nel sepolcro; ma il primo dono dello Spirito.
Visto ciò che era accaduto, il centurione glorificava Dio. Il centurione ebbe occhi per vedere ciò che nessuno mai aveva visto: un Dio morire e l’Uomo divenire seme della vita nuova.
«Veramente quest’uomo era giusto»
«E’ preziosa agli occhi del Signore la morte dei suoi giusti»(Sal 116,15)
1«Intanto i giusti muoiono e nessuno se ne cura. I fedeli soccombono e nessuno si sforza di capirne la ragione. Sono travolti, vittime dei malvagi. 2Ma la pace tornerà, e chi vive saggiamente potrà infine riposare tranquillo».Rimproveri al popolo idolatra 3Il Signore dice: «Avvicinatevi voi altri, figli di streghe. Non siete altro che una razza di adulteri e di prostitute! 4Di chi vi prendete gioco? A chi fate smorfie e mostrate la lingua? Non è vero che siete ribelli e falsi? 5Vi eccitate sotto le querce, all’ombra di ogni albero frondoso. Lungo i torrenti tra le cavità delle rocce, uccidete bambini per offrirli in sacrificio. 6Le pietre lisce del torrente sono quel che hai di più sacro, Israele! Tu offri loro vino e grano in sacrificio. E io dovrei esserne contento? 7Perfino sulle montagne più alte vai a prepararti un letto e offri sacrifici. 8Metti il tuo idolo osceno allo stipite della porta. Ti dimentichi di me: ti spogli, ti metti a letto e fai posto agli amanti che tu paghi. Ti piace andare a letto con loro e ne ammiri la virilità. 9Prepari grandi quantità di olio profumato e lo offri al re. Mandi i tuoi messaggeri molto lontano, li fai scendere fino al mondo dei morti. 10Ti stanchi a forza di camminare, ma non dici mai: “È tutto inutile”. Hai trovato però il modo di riprendere forza, per questo non ti senti esausta.
11«Ma di chi hai tanta paura da farti dire menzogne, da farti dimenticare di me? Sono rimasto per troppo tempo zitto, per questo non mi rispetti più. 12Ma ora denunzierò il tuo comportamento che ritieni giusto; le tue azioni non ti saranno d’aiuto. 13Vedremo se i tuoi numerosi idoli ti salveranno quando chiamerai aiuto! Un colpo di vento li spazzerà via! Ma chi ha fiducia in me riceverà in possesso la terra e il mio monte santo».Il Signore guarisce il suo popolo 14Il Signore aveva detto: «Spianate la terra, preparate la via, levate gli ostacoli dalla strada dove passa il mio popolo». 15Ora il Signore, che sta più in alto di tutti, vive per sempre e ha un nome santo, dichiara: «Io abito lassù e sono santo, ma sto con gli oppressi e gli umili per dar loro forza e speranza. 16Infatti non voglio sempre adirarmi e rimproverare, altrimenti verrebbe meno il soffio della vita negli esseri che ho creato. 17La grande avidità del popolo d’Israele mi ha talmente irritato che l’ho percosso e non volevo più vederlo. Ma lui mi ha voltato le spalle e se n’è andato per la sua strada. 18-19So come si è comportato, ma io lo guarirò. Lo guiderò e gli darò conforto. Metterò sulle labbra degli afflitti parole di gioia. Io do la vera pace a tutti, lontani e vicini. Guarirò il mio popolo. Lo annunzio io, il Signore.
20«Invece le persone malvagie sono come il mare burrascoso che non può calmarsi: le sue acque si agitano sempre e riversano fango e melma. 21Io non do la pace ai malvagi». Questo ha detto il mio Dio.
Al Santo Sepolcro, esiste un piccolo eremo con sei o sette monaci etiopi di rara spiritualità e trasparenza. Li incontrai tanti anni fa, nel mio pellegrinaggio nella terra del Signore; abbarbicati alla tomba vuota. Non li dimenticai più!
Uno di loro, nero di pelle e d’abito, scrutava avanti con i suoi occhi azzurri e pacifici…
Ormai anziano, la sua esichìa lasciava supporre che avesse più volte visitato il sepolcro del suo cuore al punto di non doverla più custodire costantemente, fuggendo sempre i pellegrini, ma di poter osare di stare anche tra di essi senza essere del mondo.
Al Monastero di Santa Caterina del Sinai esiste una icona doppia della Crocifissione (recto) e Resurrezione (discesa agli inferi, verso) che veniva portata in processione dai monaci durante le liturgie della Settimana Santa. Non so se ciò avvenga ancora oggi. Un’icona di tradizione Siro italica, commissionata dai signori crociati, come tante delle altre 2000 ivi conservate, .
In questa icona doppia, in cui il Crocifisso, con la Madre dolente e Giovanni in meditazione, e la discesa, sono la risposta all’ateismo.


