
Icona, finestra del vero amore non è una espressione retorica, con tutto il rispetto per la retorica, che è arte del dire bene e con bellezza il vero. Mi imbattei in una grande finestra di amore mentre ero in vacanza a Caorle nell’Agosto 2018 e ne parlai in seguito da queste pagine. Entrai nella Parrocchiale di Santa Margherita. Una grande pittura di stile orientale, in forma di trittico, illustrava la parete del presbiterio,
raffigurando, a sinistra, la creazione, al centro, la morte, resurrezione e discesa agli inferi, e, a destra, la Chiesa. Il tutto incorniciato dall’Annunciazione e dalla Presenza eucasristica nel tabernacolo tra angeli adoranti. Tutto nella ricapitolazione in Cristo.
Ogni punto della chiesa era luce sia durante la celebrazione, sia nella penombra dopo il vespero. Le fiammelle delle candele e le mezze luci dei fari elettrici si rispecchiavano nelle grandi pitture, così che le ombre distinguevano i colori.
Se l’abside fosse rimasta parete nuda e bianca, non avrebbe suscitato alcun interesse per l’occhio, nonostante il grande crocifisso ligneo e il tabernacolo dorato. Così, invece, le forme sacre dicevano l’amore del creato per Dio e di Dio per l’uomo.
Desiderando mettermi in contatto con l’autore, il Parroco mi disse che era lì ospite con la famiglia. Ma potei incontrare allora solo la moglie Annamaria

e fu lì che percepii che l’icona era per Annamaria e Fabio Finestra sul vero Amore. Un amore familiare arricchito dalla fede e da due bei figlioli che già allora collaboravano con Fabio e che l’avevano aiutato a illustrare la cappella del sacro Cuore nella stessa Parrocchia.
