«Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna …»

Rosselli Francesco di Lorenzo, miniatura – seconda metà sec. XV, Siena

Commento artistico-spirituale al Vangelo della Terza Domenica di Quaresima 20 Marzo

Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg

Quando ammiriamo una miniatura abbiamo bisogno di qualche minuto per quasi sistemare il modo di guardare, normalmente abituato a considerare realtà ampie e vaste. Il termine miniatura agli inizi indicava un’immagine

creata per decorare tradizionalmente in rosso – il colore ricavato dal minerale detto in latino «minium» – le lettere iniziali dei capitoli in un manoscritto.

La libreria Piccolomini
Contempliamo per qualche minuto la Libreria Piccolomini all’interno del Duomo di Siena. Ora riempiamoci di stupore dinanzi alla miniatura con la «Parabola del fico sterile», realizzata come capolettera da Rosselli Francesco di Lorenzo nella seconda metà del XV secolo, per un libro di musica religiosa.

Libreria Piccolomini, Cattedrale di Siena


La miniatura

In questa lettera molto grande, definita tecnicamente «lettera abitata», in quanto miniata al suo interno, l’artista sintetizza con minuziosità e con precisione la parabola raccontata dall’evangelista Luca (13,1-9).
«Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».
A sinistra il proprietario della vigna, vestito di abiti preziosi, sta parlando al vignaiolo mentre fissa e indica con le mani il tronco dell’albero di fichi che già dai profeti era ritenuto un’immagine d’Israele.
Il fico si prende la centralità della scena costruita ad arte e con numerosi e vivaci colori. Esso simboleggia la persona piantata nella vigna del Signore che, nella capacità di scegliere il bene e il male, non si converte: in tre anni non ha dato alcun frutto. Il servo rappresentato sulla destra con la scure in mano, è già pronto ad eseguire il comando del proprietario ma nel contempo lo supplica chiedendo ancora tempo per la vita dell’albero, indicato con la mano sinistra.

Il paziente Agricoltore

Il bravo e paziente agricoltore è il Messia, inviato dal Padre, il proprietario, a concimare quanto si riteneva ormai perso. La sarchiatura richiesta avviene per mezzo della Parola che è in grado di donare la linfa all’albero-umanità affinché produca i fiori e i frutti della Sapienza.
Il religioso Ermes Ronchi conclude il commento alla parabola scrivendo: «Per Dio il bene possibile domani conta più della sterilità di ieri. Convertirsi è credere a questo Dio contadino, simbolo di speranza e serietà, affaticato attorno alla zolla di terra del mio cuore. Salvezza è portare frutto, non solo per sé, ma per altri. Come il fico che per essere autentico deve dare frutto, per la fame e la gioia d’altri, così per star bene l’uomo deve dare. È la legge della vita».

Le Parrocchie di

Romano di Lombardia

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Author: Marcello Giuliano

Nato a Brescia nel 1957, vive a Romano di Lombardia (BG). Dopo aver conseguito il Baccelierato in Teologia nel 1984 presso il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma e il Diploma di Educatore Professionale nel 2001, ha lavorato numerosi anni nel sociale. Insegnante di Religione Cattolica nella Scuola Primaria in Provincia e Diocesi di Bergamo, collabora ai cammini di discernimento per persone separate, divorziate, risposate ed è formatore per gli Insegnanti di religione Cattolica per conto della stessa Diocesi. Scrive sulle riviste online Libertà & Persona e Agorà Irc prevalentemente con articoli inerenti la lettura simbolica dell’arte ed il campo educativo. Per Mimep-Docete ha pubblicato Dalla vita alla fede, dalla fede alla vita. Camminando con le famiglie ferite (2017); In collaborazione con Padre Gianmarco Arrigoni, O. F. M. Conv., ha curato il libro Mio Signore e mio Dio! (Gv 20, 28). La forza del dolore salvifico. Percorsi nella Santità e nell’arte, (2020). Ancora con Padre Gianmarco Arrigoni O. F. M. Conv., Non è qui, è Risorto! Mimep-Docete, Marzo 2024.

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